Diocesi, riaprono le chiese ma solo fino alle 12 e per la preghiera personale

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Apertura delle chiese tutte le mattine fino alle ore 12. Accesso ai luoghi di culto dei fedeli purchè si evitino assembramenti. Possibilità di celebrare i matrimoni ma con delle strettissime limitazioni di partecipanti. Queste sono alcune delle modifiche alle limitazioni già in vigore, che l’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, dopo essersi consultato con la Segreteria della Conferenza Episcopale Italiana, ha introdotto sino alla scadenza della proroga del 3 maggio 2020.

La riapertura delle chiese, fino ad oggi chiuse, sarà permessa, “tutte le mattine fino alle ore 12.00, esclusivamente per la preghiera personale dei fedeli e a condizione che il parroco o un altro presbitero o un diacono assicuri ininterrottamente la presenza, per garantire il rispetto delle norme vigenti”. Anche nell’accesso alle chiese deve preferirsi quella più vicina alla propria abitazione evitando la formazione di assembramenti ed il rispetto delle distanze di sicurezza.

Novità anche per le celebrazioni dei matrimoni le quali “non sono vietate, ma subiscono una limitazione nella partecipazione dei fedeli, il rito del matrimonio si può celebrare alla sola presenza del celebrante, dei nubendi e dei testimoni”. Esclusi quindi, genitori, parenti ed amici. Per il resto restano in vigore le disposizioni precedenti in attesa della fase due in cui dovrebbero riprendere le celebrazioni con la presenza di fedeli all’interno delle chiese.

> Le disposizione dell’arcivescovo Montenegro

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