È morta ad Albano sr. Vincenza Attardo delle “Figlie di S.Paolo”

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Dalla casa generalizia delle Figlie di San Paolo ci scrive la Superiora Generale  sr Anna Maria Parenzan comunicandoci che il 18 dicembre,  “alle ore 8.15,   nel reparto “San  Raffaele” della comunità di Albano,  è stata chiamata a contemplare il Verbo del Padre,  sr. Attardo Vincenza Maria Domenica, nata ad Aragona l’8 giugno 1940. Nella lettera,  che riportiamo, la Superiora Generale,  tratteggia la vita e l’impegno di sr. M.Vincenza.

“Nella semplicità della sua vita, sr M. Domenica – scrive la superiora generale –  è stata una grande missionaria paolina che ha donato all’Africa, per ben trentacinque anni, tutte le energie, i talenti e soprattutto il grande cuore.  Entrò in congregazione nella casa di Agrigento, il 5 settembre 1962 ma molto presto raggiunse, a Roma, il numeroso gruppo di sorelle che sperimentavano le prime tappe della vita paolina. Dopo un’esperienza apostolica a Napoli, visse ad Alba il noviziato che concluse con la prima professione, il 30 giugno 1966. Trascorse lo juniorato ad Alba, impegnata specialmente nella tecnica libraria e aiuto in cucina e dopo la professione perpetua, emessa a Roma, il 29 giugno 1972, partiva per il Congo. Lei stessa aveva espresso il desiderio di essere missionaria in Africa: non se ne sentiva capace ma era certa di poter confidare sulla grazia della vocazione. Kinshasa, Lubumbashi, Kisangani sono le comunità congolesi che possono testimoniarne il suo fervore missionario, il coraggio, l’amabilità e soprattutto la grande fede che le ha permesso di vivere anche i difficili periodi della guerra, sempre abbandonata nel Signore. Amava molto i bambini – continua –  ed era felice quando, quasi scomparendo alla guida dell’enorme jeep, raggiungeva la foresta e i luoghi più sperduti del Congo portando, specialmente nelle scuole e parrocchie, i libri tanto attesi per la formazione umana e cristiana. Affabile con tutti, aveva una particolare facilità per entrare in contatto con i piccoli ma anche con le persone più ragguardevoli, dai presidi agli insegnanti, ai generali dell’esercito. Nella delegazione del Congo si spese e sovraspese per il progresso dell’apostolato, per la ristrutturazione delle librerie, per la promozione e la formazione delle giovani africane.

In momenti diversi, fu superiora nelle comunità di Kisangani, Kinshasa e Lubumbashi; per diversi mandati, prestò servizio alla delegazione come consigliera e segretaria. Era felice quando poteva costatare i progressi nei vari ambiti apostolici e quando aveva la gioia di inaugurare librerie belle, grandi e dignitose, veri fari di luce per il popolo assetato di cultura. Nei tempi difficili della prima e della seconda guerra civile del Congo, fu testimone della protezione miracolosa della Vergine Maria. Scriveva nel 1993: «La Madonna ci ha protette nel vero senso della parola. Più volte le camionette dei militari si sono fermate davanti al cancello per entrare in casa, ma c’era sempre qualcuno che diceva: “No, qui no”» E poteva costatare con gioia: «Nonostante tutte le difficoltà e miserie, le nostre librerie sono sempre strapiene e il lavoro è tanto… ringraziamo il Signore».

Poiché la salute di sr Domenica era sempre molto fragile, nel 2007 accolse la proposta della superiora generale di fermarsi in Italia, in casa generalizia, per essere punto di riferimento della cucina e accompagnarne la nuova gestione. Ha vissuto molto intensamente gli ultimi tredici anni sempre preoccupata della mediazione che era chiamata a fare, sempre desiderosa di stabilire con tutti, in modo particolare con i cuochi e le cuoche che si alternavano, rapporti sereni, distesi, familiari. Ed era sempre pronta a preparare per le sorelle alcune “golosità” delle quali era una vera esperta: il limoncello, le olive, le melanzane, le marmellate… La salute andava però peggiorando soprattutto a causa di una cardiopatia grave per la quale si era sottoposta, in anni lontani, a un difficile intervento chirurgico. Si trovava da qualche settimana nella comunità di Albano per riprendere le forze ma desiderava rientrare presto nella casa generalizia che tanto amava e nella quale era molto riamata. Questa mattina un improvviso scompenso cardiaco ne ha affrettato l’incontro con il Maestro tanto desiderato.

Negli ultimi giorni, sr Domenica – conclude – ripeteva con gioia: «Mi sto abbandonando…». E il Signore l’ha colta proprio così, in un momento di pace e di serenità, per stringerla nel suo abbraccio e donarle, per sempre, la sua gioia”.

 

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