È ritornato alla casa del Padre don Giovanni Palillo

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Domenica 29 novembre, sorella morte è ritornata a bussare alle porte della Chiesa agrigentina. A distanza di pochi giorni dalla morte di don Antonio Nicastro, mentre la liturgia della Chiesa aveva appena iniziato il tempo dell’Avvento, è giunta la notizia della morte di don Giovanni Palillo.
Per lui si è concluso il tempo dell’attesa ed è arrivato quello del compimento, dell’incontro personale con Dio.
Nato il 9 dicembre del 1943 in Agrigento, nei 37 anni di ministero presbiterale è stato parroco della parrocchia San Gerlando a Linosa (1978-1984), vicario cooperatore dell’Immacolata di Agrigento (1984-85), parroco della parrocchia SS.Trinità a Porto Empedocle (1986-96), parroco della parrocchia B.M.V.Madre della Chiesa (1996-1999) e dal 1997 ad oggi sostituto cappellano della Casa Circondariale di Agrigento. È stato docente nelle scuole pubbliche e sempre disponibile nel servire, fino al giorno precendete alla morte, le parrocchie e dei presbiteri della città di Agrigento.
I funerali sono stati celebrati lunedì 30 novembre nella parrocchia San Pio X (Villaggio Peruzzo) di Agrigento, la stessa Chiesa in cui era stato ordinato presbitero da S.E. Mons. Giuseppe Petralia il 7 giugno del 1978. Oltre trenta i presbiteri presenti al rito delle esequie, presieduto dall’Arcivescovo, Francesco Montenegro, numerosi anche i fedeli delle diverse comunità ecclesiali dove don Giovanni ha prestato il suo ministero.
Sulla bara, poggiata sul pavimento della Chiesa, una stola e il Vangelo aperto, sintesi del suo ministero: prete a servizio del Vangelo di Gesù Cristo.
Quante volte, ha detto l’arcivescovo nell’omelia, commentanto il brano della risurrezione di Lazzaro, padre Giovanni ha letto e spezzato la Parola di Dio in occasioni tristi come è il distacco da una persona cara. Faremmo un torno – ha continuato – se non cercassimo anche noi di vivere il distacco da lui, l’evento della sua morte, imprevista, lasciandoci illuminare e confortare dalla risurrezione di Cristo. Anche se il nostro sguardo è centrato sulla bara di don Giovanni, Lui  ci ripete: non su di me ma su Cristo Risorto posate i vostri occhi. Don Giovanni è stato una persona che ha accettato di seguire Gesù, di rispondere generosamente alla sua chiamata e di far proprio il suo stile di vita di obbedienza e di servizio alla Chiesa agrigentina.
Nel rito del congedo i presenti alle esequie hanno pregato: “In paradiso ti accolgano i martiri e ti conducano nella santa Gerusalemme”.
Si caro don Giovanni la Vergine Santa, ti accolga e ti conduca a Gesù, che ha detto: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se morto, vivrà; e chiunque vive e crede in me non morirà in eterno”.
E tu, dal paradiso, continua a intercedere per la nostra Diocesi; intercedi presso il Signore, affinché porti a buon frutto la vocazione dei nostri seminaristi.

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