Emergenza idrica, il Prefetto Romano: ecco le misure per mitigare la crisi

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La Conferenza stampa (ph. Carmelo Petrone)

Al fine di rendere un servizio pubblico alla nostra gente segnata dalla grave crisi idrica in conseguenza al lungo periodo di siccità e alla rilevante riduzione delle riserve di acqua della provincia e della regione Sicilia, pubblichiamo il video della Conferenza stampa che, il Prefetto di Agrigento, dott. Filippo Romano, ha tenuto, martedì 11 giugno, in Prefettura a margine della riunione sull’Emergenza idrica nella nostra provincia a cui hanno preso parte   i vertici provinciali delle Forze Armate e di Polizia, di A.I.C.A.(Azienda Idrica dei Comuni Agrigentini, Gestore del Servizio Idrico Integrato della provincia di Agrigento) della Protezione Civile, ASP, della Cabina di regia per l’emergenza idrica e i sindaci di Agrigento, Favara, Licata e Ribera.

Durante l’incontro con la stampa il Prefetto Romano, il direttore generale di A.I.C.A., Claudio Guarneri ed il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, hanno illustrato le azioni che intendono porre in essere per mitigare la grave crisi, scongiurare rischi per l’ordine e la salute pubblica, garantire acqua potabile ai cittadini. Tra gli interventi emergenziali che saranno adottati vi sono, l’uso (quello di Enel) e la riattivazione dei dissalatori dismessi di Porto Empedocle, il raggiungimento e l’utilizzo di risorse non sfruttate e delle acque di profondità ancora disponibili, di cui una parte considerevole, però, non è attingibile dagli acquedotti, ma solo con le autobotti; a tal fine si impiegheranno le autobotti per fornire di acqua “legittima” (quella che passa dal Gestore A.I.C.A. o dai comuni in deroga) i cittadini non serviti, per scelta o per carenze strutturali, dalla rete di distribuzione principale. Per le zone del Centro storico di Agrigento, non raggiunbibili dalle autobotti, si prevede – ha detto il sindaco di Agrigento – anche l’impiego di piccole “motoape cisterna”. Questo sistema consentirà non solo di regolarizzare la distribuzione mediante autobotti ( a tal fine A.I.C.A. ha introdotto un proprio regolamento con un bando al quale possono aderire gli autobottisti registrandosi al solo fine di verificare che l’acqua abbia una provenienza legittima) ma avrà delle ricadute positive per la collettività.

A Sciacca, ha fatto notare il Prefetto, dove il sistema è già operativo, si rilevato un affetto positivo: la registrazione di un picco improvviso di allacci alla rete, che rimane la soluzione economicamente più vantaggiosa per gli utenti e più rispettosa per la collettività perché contribuisce in maniera regolare a chiudere le fasi dell’intero ciclo del Servizio Idrico: captazione, adduzione, potabilizzazione, distribuzione e depurazione.

Non è mancato, infine, il riferimento all’atavico problema delle “reti idriche colabrodo” che si somma alla crisi idrica e registra – ha detto il direttore generale Guarneri – il 60% di perdita dell’acqua immessa in rete (ascolta qui) per il ripristino delle quali, ha detto Guarneri, si sta provvedendo (per esempio con i 37 milioni di euro per la Città Capoluogo dai fondi FSC) e con altre somme già disponibili (50 milioni) per la riparazione e la realizzazione delle reti idriche ma anche dei dissalatori di Porto Empedocle (2 da 100 litri al secondo). A tal proposito Guarneri non ha mancato di far notare come la messa in funzione dei dissalatori comporterà un aumento dei costi (stimata, per l’acqua dissalata, a circa €1 a metro cubo).

 

 

 

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