Goletta verde, foci dei fiumi trasformate in scarichi fognari

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Fortemente inquinato, fortemente inquinato e fortemente inquinato. È un triplo bollino rosso quello conquistato da tutte e tre le foci analizzate, torrente Cansalamone a Sciacca, foce del fiume Naro ad Agrigento e foce del fiume Palma a Marina di Palma di Montechiaro da Goletta Verde. Dati preoccupanti con una presenza di enterococchi intestinali e escherichia coli (entrambi i principali indicatori di contaminazione fecale) che mettono nero su bianco l’inquinamento dei tre corsi d’acqua della provincia di Agrigento sempre attenzionati dal monitoraggio di Legambiente e sempre più inquinati anno dopo anno.

I risultati del monitoraggio condotto lungo le coste della Sicilia da Goletta Verde, giunta alla sua quarantesima edizione, delineano un quadro allarmante, non soltanto nell’agrigentino ma in tutta la Sicilia. Il mare siciliano, infatti, versa in uno stato di salute estremamente critico. Su un totale di ventitré campioni analizzati tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, ben sedici, pari al settanta per cento dei punti monitorati, sono risultati oltre i limiti imposti dalla normativa vigente. La causa principale di questo inquinamento diffuso è da imputare a una rete di depurazione gravemente inefficiente o del tutto assente.

I tecnici e i volontari dell’associazione ecologista hanno effettuato i prelievi in sei province della regione, Messina, Trapani, Palermo, Catania, Caltanissetta e Agrigento. Il monitoraggio ha riguardato sia punti a mare aperto sia siti storicamente critici come le foci di fiumi e torrenti o i canali di scarico. Più della metà dei siti esaminati è risultata fortemente inquinata per via di un’elevata concentrazione microbiologica di batteri quali escherichia coli ed enterococchi intestinali.  Tra le situazioni più emblematiche vi è il caso del lungomare Galatea ad Aci Trezza, in provincia di Catania. Il punto risulta fortemente inquinato negli storici di Goletta Verde fin dal 2020 a causa di ataviche criticità nel sistema di depurazione e della lentezza nei lavori di realizzazione del collettore. Proprio a causa dell’inerzia amministrativa, i volontari hanno srotolato uno striscione con la scritta “Che Vergogna”. Parallelamente, le segnalazioni della cittadinanza evidenziano la presenza di scogli sommersi da materiali di risulta e rifiuti vari, in parte dovuti alle conseguenze del ciclone Harry, per i quali si richiede un intervento urgente di bonifica.

Nel Catanese tutti e tre i punti analizzati sono risultati fortemente inquinati, compreso il canale presso la spiaggia della Playa e la foce del torrente Macchia a Riposto. Nel Palermitano oltre il sessanta per cento dei punti monitorati è fuorilegge, tra cui le foci dell’Oreto e del Nocella, e il mare presso la spiaggia Ciammarita a Trappeto. Nel Trapanese tre punti su quattro superano i limiti di legge, inclusa la frazione di Marinella di Selinunte a Castelvetrano. Nel Messinese sono fuori norma la foce del torrente Patrì e il canale a Valdina. Le uniche eccezioni positive si riscontrano nella provincia di Caltanissetta, dove i due punti a mare a Marina di Butera e Gela sono risultati entro i limiti, unitamente ad alcune spiagge del Messinese, del Palermitano e del Trapanese.

Oltre alla scarsa qualità microbiologica delle acque, Legambiente denuncia una grave carenza sul fronte dell’informazione ai cittadini. Il quarantatré per cento dei punti campionati era privo dei cartelli relativi ai divieti di balneazione, la cui apposizione rientra tra le responsabilità dirette delle amministrazioni comunali costiere. Inoltre, nel novantuno per cento dei casi non sono stati trovati cartelli informativi utili sulla qualità delle acque, precludendo a bagnanti e turisti la possibilità di valutare eventuali rischi per la salute.  Il presidente di Legambiente Sicilia, Tommaso Castronovo, ha evidenziato come i problemi strutturali della depurazione stiano diventando cronici, lamentando la tendenza delle istituzioni locali ad ignorare le criticità anche di fronte a malfunzionamenti evidenti degli impianti siti presso le foci dei fiumi. Dello stesso avviso Alice De Marco, portavoce di Goletta Verde, la quale ha ricordato che le analisi dell’associazione puntano a valutare l’efficienza dei depuratori per stimolare interventi risolutivi ed evitare l’incorrere di sanzioni da parte dell’Unione Europea.