I 100 anni di Madre Margherita Riolo

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Il taglio della torta

Giovedì 10 ottobre, presso il Seminario Minore di Favara, sr. Margherita Riolo ha festeggiato il centesimo genetliaco. A farle corona, in questo giorno di festa, l’arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro, mons. Carmelo Ferraro, già vescovo di Agrigento, diversi presbiteri, e i membri, consacrati e laici, della “Comunità Cristiani nel Mondo”  e delle  “Discepole del Redentore” che lei ha fondato nel lontano 1974 e di cui oggi si raccolgono i tanti frutti di bene. Dopo la celebrazione eucaristica, presieduta dal card. Montenegro,  durante la quale i convenuti hanno ringraziato  il Signore per il dono della vita  di Madre Margherita Riolo, è seguito un momento di festa con il taglio della torta del centenario (vedi video).

L’opera fondata da Madre Margherita Riolo ha avuto un’ origine eminentemente comunitaria fondata su un forte rapporto con Dio e con gli altri, secondo una sua intuizione.

Sin dal 1957, ad Agrigento, Madre Margherita Riolo, Gisella Lupo, Vera Lo Presti, Nella Azzara seguivano un cammino di vita comunitaria, vivendo insieme e operando nel mondo “in una sintesi vitale di preghiera e di azione”, alla luce della spiritualità della Redenzione e nella ricerca del progetto di Dio.

Nel 1969, insieme ad alcuni Sacerdoti e Laici, davano in inizio alla Comunità “Cristiani nel mondo” come “comunità di vita ed esperienza ed espressione di chiesa” (Art. 2 Statuto CCM).

Si andava evidenziando così, il nuovo “carisma” di vita consacrata da vivere nel mondo insieme a tutte le componenti della Chiesa ( sposi, giovani, ….) la cui dimensione comunionale era stata messa in risalto dal Concilio Vaticano II in maniera inequivocabile. La “Comunione” diventa, pertanto, la caratteristica peculiare del Carisma, sia per i consacrati sia per i laici, comunione da vivere con tutti, sempre e in ogni luogo per attuare l’ “unità nella carità” e l’ “unità nella diversità”.

S.E. Mons. Giuseppe Petralia, il 25 marzo 1975 approva lo Statuto ed erige Canonicamente la Comunità “Cristiani nel mondo” in Ente Ecclesiastico. Le persone consacrate, intanto aumentano di numero e, per avere il crisma ecclesiale e la configurazione giuridica, chiedono al Vescovo mons. Luigi Bommarito di essere costituite in Istituto di Vita Consacrata di Diritto Diocesano con la denominazione “Discepole del Redentore (DDR) nella Comunità Cristiani  nel Mondo” (CCM).

L’ 8 dicembre 1983 le Consacrate DDR nella CCM emettono pubblicamente i Voti nelle mani della prima Responsabile Madre Margherita Riolo, alla presenza di  mons. Luigi Bommarito che approva le Costituzioni procedendo alla Erezione Canonica dell’Istituto.

Da diversi anni dunque,  le Diocesi di Agrigento, prima e poi quelle di  Catania, Monreale, Roma ed Iringa  hanno avuto modo di sperimentare ed apprezzare la presenza delle Discepole del Redentore, presenza di servizio gioioso ed attento ai bisogni dei fratelli e alle esigenze del territorio. Le Parrocchie, le Scuole, le Case di accoglienza di Favara e di Roma hanno visto le Suore impegnate nella formazione umana e cristiana di bambini e di giovani, nell’animazione di Centri di ascolto, di incontri biblici, di giornate di spiritualità, di Corsi di preparazione al matrimonio e nel sostegno spirituale e morale alle persone sole, malate o svantaggiate (carcerati, ciechi, sordomuti). Da oltre venti anni sono presenti in Tanzania, ad Ipogolo Diocesi di Iringa, dove si sono dedicate e continuano ad operare con amore e spirito di apertura alla promozione umana  e cristiana di bambini e giovani, orfani e poveri e all’assistenza sanitaria presso il Dispensario “Redemptoris Mater” divenuto punto di riferimento per i malati di un vastissimo territorio, anche grazie alla collaborazione dell’ Associazione ONLUS “ A Cuore aperto”. La Casa di formazione di Ipogolo, inoltre, ha visto arrivare alla Professione religiosa diverse Suore africane.

Il nostro settimanale, si unisce al rendimento di grazie ed  invoca dal Signore, per intercessione della Madonna, “prima Discepola del Redentore”, come ama definirla Madre Margherita –  – una rinnovata effusione di doni e di ricompense celesti sulla sua persona e l’opera  che porta avanti.

 

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