In memoria di mons.Domenico De Gregorio, nel XIII dalla morte

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Oggi, Domenica 26 maggio, sono passati 13 anni da quando mons. Domenico De Gregorio, “perla della Chiesa agrigentina”, come lo ha definito mons. Ferraro nell’omelia per i funerali  “è nato alla vita vera”. Il settimanale diocesano di cui è stato direttore per venticinque anni, in questo giorno lo ricorda affetto e riconoscenza e invita ad elevare preghiere di suffragio al Signore della vita.

Vorrei ricordarlo pubblicando tre  contributi in sua memoria:

  • Il primo è l’omelia pronunciata da mons. Carmelo Ferraro in occasione dei funerali, nella chiesa madre di Cammarata.
  • Il secondo è un articolo (“Nome e Cognome”, di padre Giovanni Scordino pubblicato, il 29 giugno 2008, sul settimanale L’Amico del Popolo in occasione della intitolazione a monsignore (26 giugno 2008) del sagrato della Cattedrale di Agrigento che ha teneramente amato e appassionatamente raccontato.
  • Ed infine lo vorrei ricordare anche pubblicando l’elenco dei testi scritti da monsignore perché, come scriveva S. Giovanni Paolo II “tra i diversi servizi che la Chiesa deve offrire all’umanità, uno la vede responsabile in modo del tutto peculiare: la diaconia della verità” (Giovanni Paolo II, Fides et ratio 2, 5 ).
  • Grazie monsignore, mi-ci manchi!                                                  Carmelo Petrone

1) Mons. Carmelo Ferraro: “perla del presbiterio agrigentino”

 «Perla del Presbiterio agrigentino”, sacerdote dal 29 giugno 1947. Per 59 anni ha servito fedelmente la Chiesa del Signore. Sacerdote secondo il cuore di Cristo e formatore di sacerdoti, fin dal primo anno (01.10.1947), è stato sempre professore in seminario.

Ha trafficato i talenti, arricchendo la Chiesa agrigentina. Ha trafficato il talento del tempo, dell’intelligenza, della cultura, dell’apostolato, della santità. Per il talento del tempo si è imposto una regola di vita quotidiana, con rigore e disciplina fino all’ultimo. Solo per questo ha trovato il tempo di ricercare le fonti storiche della Chiesa agrigentina, così come è evidente nei cinque volumi, che resteranno a futura memoria per tutti sia per conoscere sia per amare questa Chiesa nella sua storia quasi bimillenaria.

Ha trafficato il talento dell’intelligenza con la fatica dello studio assiduo e della ricerca per questo ha conseguito varie lauree e competenze: laurea in lettere classiche (02.03.1954), laurea in filosofia e storia (02.03.1956), diploma in lingua tedesca (1958), licenza in teologia dogmatica (27.01.1985); le grandi biblioteche in Italia, in Germania, in Spagna lo videro frequentatore nei mesi estivi. Il Seminario potè usufruire del suo insegnamento in molte materie necessarie per la formazione umanistica, teologica, pastorale. Da prefetto degli studi (1983-1991) chiese ripetutamente impegno negli studi, ben consapevole del ruolo della cultura nella società.

Come Presidente del Capitolo della Cattedrale (1991) si occupò dell’Archivio, grande tesoro nascosto, per renderlo fruibile e, come Presidente della Biblioteca Lucchesiana operò perché tornasse al primitivo splendore ed alla fruibilità, secondo il volere del suo fondatore, il vescovo Lucchesi Palli.

Trafficò il talento dell’apostolato come assistente spirituale, illuminante e profondo del Movimento Maestri Cattolici dal 1952 al 1958, dell’Unione Donne Cattoliche dal 1958 al 1975, dei Convegni Maria Cristina dal 1970.

Ha collaborato con entusiasmo a tutte le iniziative culturali come ad esempio con l’ Accademia di Studi Mediterranei per la riscoperta di san Gerlando e san Gregorio Agrigentino attraverso gli scritti.

Fu direttore de «L’ Amico del Popolo», il settimanale diocesano che dal 1976 fu in trincea su tutti i problemi: fedele al magistero dei vescovi, scrisse pagine indimenticabili come quelle sulla mafia. Fu Presidente del Capitolo della Cattedrale; canonico teologo (1977), ciantro (1991). Fu Presidente del Tribunale Ecclesiastico per le cause dei Santi (1999): disponibile e pronto per promuovere la santità, curò la causa di Padre Vinti e del Beato Matteo Cimarra. Fin dal Concilio fu sempre in prima linea. Segretario del consiglio presbiterale: nel 1966 seguì con fedeltà il post Concilio e fu il primo Direttore del Corso teologico per il diaconato permanente nel 1987. Nonostante l’attività assidua dell’insegnamento non solo in seminario ma anche al liceo di Agrigento e di Cammarata e della ricerca storica, fu parroco della parrocchia Beata Maria Vergine del Rosario di Pompei in Aragona (1951-1975) per 24 anni, rettore della Chiesa san Domenico in Cammarata dal 1977. Fu una ricchezza per Mons. Peruzzo, Mons. Petralia, Mons. Bommarito: in questi 18 anni del mio ministero episcopale fu sempre esemplare e, quasi cercatore di pietre preziose, presentò figure di sacerdoti, vescovi, laici, santi.

Oltre 50 le sue pubblicazioni, fino all’ultima opera della traduzione dei testi di San Gregorio Agrigentino.

Confessò la fede nel Signore Gesù come Signore della storia umana e diede a tutti la chiarezza che il vangelo è una forza per rendere il mondo migliore, più umano e più giu-sto. Fu a servizio della gloria e della misericordia del Padre, come confessore, e punto di riferimento per le vocazioni sacerdotali sulla via di un ministero vissuto con umiltà ma con fedeltà assoluta. Volle bere il calice del dolore fino all’ultima goccia, soffrendo in silenzio nel corpo invaso dal tumore e rifiutando i medicinali che attutivano quel mare di dolore, per somigliare al suo Signore, e attese con vigile coscienza, salutando gli intimi e informandoli che era arrivata l’ora. Il Signore Gesù che disse: “Beati quei servi che il padrone troverà ancora con i fianchi cinti e le lampade accese nella notte, perché li farà sedere a mensa e si metterà a servirli”, lo annoveri nella schiera dei santi. Interceda la Madonna, che egli amò e di cui cantò le lodi, commentando tutti i titoli mariani e traducendo in siciliano i misteri della luce con la bella giaculatoria: “O gran Virgini Maria, stidda si di l’arma mia”».

2) NOME E COGNOME (di Giovanni Scordino)

Non sappiamo a che ora si alzasse il canonico De Gregorio. Narra la leggenda che fosse lui a tirar giù dal letto il sole. Di certo alle cinque era sul posto di lavoro, alla scrivania ( nella sua cella del Collegio dei Santi Agostino e Tommaso). Dopo aver detto Messa, s’intende. Era quella la prima impresa della giornata, l’Opera Grande. Anche di lunedì, alle cinque. Dopo aver trascorso al chiodo il week-end, da ministro del Signore nella chiesa cammaratese di San Domenico. Anche da ottuagenario. Dopo aver fatto oltre 50 km per tornare ad Agrigento.

Beh, non ci crederete, ma il cognome “De Gregorio” viene da un verbo greco che – parola di Lorenzo Rocci – traduciamo bene con “veglio, son desto, vigilo”!

De Gregorio, però, non ha vegliato solo sui libri.

Ha vegliato soprattutto sulla sua adorata Chiesa agrigentina. Come una madre sul suo bambino, magari febbricitante; come lo sposo sull’incolumità della sposa; come un nocchiero, sulle acque del secolo. La sua sconfinata articolistica testimonia tale insonne e indomita cura.

L’ha amata questa Chiesa, offrendo per essa, in sacrificio di soave odore, il suo tempo e le sue energie, le sue gambe e la sua testa, la vita.

Ha vigilato. Come un cane catenario nella notte.

E non sembri irriverente l’accostamento. Fu, infatti, il padre dell’ordine dei predicatori, Domenico di Guzmàn, che elesse a scudo di nobiltà, per sè e per i suoi, l’immagine di un cane che reca, nella bocca, una fiaccola accesa. Domenicani, dunque, non solo perché figli della religione di Domenico, ma anzitutto perché Domini Canes, cani del Signore, che portano nella bocca la fiamma della fede, cioè che annunciano il Vangelo di Gesù Cristo al mondo. E’ di tutta evidenza, allora come la persona di Domenico De Gregorio sia stata il nome che portava, abbia portato a compimento quanto in lui misteriosamente seminato nel nome…. Sulla lapide quel nome e quel cognome: Domenico De Gregorio. Niente di più. Se vi pare poco…

(Giovanni Scordino, “Nome e cognome”. In L’Amico del Popolo, 29.6.08)

BIBLIOGRAFIA* di DOMENICO DE GREGORIO(1923 – 2006) OPERE EDITE

* (Questo elenco è da completare, con le opere pubblicate postume;  manca, anche,  un elenco della sterminata produzione di articoli, comparsi su varie riviste, e particolarmente sul settimanale diocesano L’Amico del popolo).

1954

– II Canto XXIII del Paradiso. Lectura Dantis (Palermo)

1956

– Ottocento Ecclesiastico Agrigentino. I. Mons. D.M. Lo Jacono (Agrigento)

1957

– La logica di Porto Reale (Firenze)

1959

– Breve storia della Chiesa, in In Veritate (Firenze)

1961

– Per il LX di messa di Mons. G.B. Peruzzo (Agrigento)

1962

– Profili di sacerdoti agrigentini (Agrigento)

1964

– La “Legenda” e l’antico ufficio ritmico di S. Gerlando (Agrigento)

1965

– Cammarata, in Paesi di Sicilia (Palermo)

1966

– L’unità di spirito nel vincolo della pace (Roma)

1967

– Chiamati figli di Dio tali realmente siamo! (Roma)

– Mons. Domenico Turano (Palermo)

1968

– Ottocento Ecclesiastico Agrigentino. II. La sede vacante (Agrigento)

1971

– Mons. G.B. Peruzzo (Trapani)

1975

– S. Gerlando. Storia e tradizioni popolari (Agrigento)

1977

– Il Crocifisso di Siculiana (Agrigento)

– San Calogero. Studio sul Santo e il suo culto (Agrigento)

1978

– Il Can. G.B. Castagnola. La grutta di Betlem (Agrigento-Palermo)

1980

– P. Girolamo da Cammarata (Palermo)

1981

– S. Caterina di Alessandria e il suo culto in Cammarata (Cammarata)

1982

– Il Card. Giuseppe Guarino (Messina)

1983

– Il Card. Guarino, uomo di Dio (Messina)

1984

– Ottocento Ecclesiastico Agrigentino. III. Gli episcopati di Mons. G. Blandini e di Mons. B. Lagumina (Agrigento)

– La devozione al Crocifisso in Cammarata e S. Giovanni Gemini (S. Giovanni Gemini)

– Il clero agrigentino e Garibaldi, in L’evento garibaldino nel territorio di Agrigento (Agrigento)

– Il cardinale Giuseppe Guarino. Un grande pastore emerge dall’oblio (Messina)

1985

– Mons. Giovanni Horozco de Leyva de Covarruvias, Vescovo di Agrigento (Agrigento)

1986

– Don Michele Martorana (Agrigento)

– Cammarata. Notizie sul territorio e la sua storia (Agrigento)

1988

– P. Timoteo Longo O.P. Fondatore delle Domenicane del Sacro Cuore (Agrigento)

– San Gerlando. Vita, scritti e tradizioni popolari (Agrigento)

– Suor Maria Dolores Di Majo (Palermo)

1989

– Gli insegnamenti teologici di S. Gregorio di Agrigento nel suo commento all’Ecclesiaste (Roma)

– La Cassa Rurale ed Artigiana di S. Giovanni Gemini. Dalle origini e Don Michele Martorana (Agrigento)

– G. Blandini, Ora Santa davanti Gesù Sacramentato (S. Giovanni Gemini)

1990

– Antonino Petyx, eroe della carità (Agrigento)

– Lettere di direzione spirituale di Mons. A. Ficarra alla Sig.na A. Traina (Agrigento)

1991

– Post fata resurgo, in Bibliotheca Lucchesiana publico donata (Palermo)

1992

– San Calogero nella storia del nostro popolo, in Il Santo Nero (Agrigento)

1993

– San Gerlando e la situazione di Agrigento dopo la conquista normanna, in Arabi e Normanni in Sicilia (Agrigento)

– San Giovanni Gemini. Notizie storico-religiose (Agrigento)

– La Biblioteca Lucchesiana di Agrigento (Palermo)

– Il quadro dei Diecimila Martiri nella Matrice di Cammarata (Agrigento)

1994

– L’Arciconfraternita del SS. Crocifisso di Agrigento (Agrigento)

– All’ombra della Croce – Giulietta Guaia (Agrigento)

1996

– La Chiesa Agrigentina. Notizie storiche. I. Dalle origini al sec. XVI (Agrigento)

1997

– La Chiesa Agrigentina. Notizie storiche. II. Dal XVI al XVIII secolo (Agrigento)

1998

– La Chiesa Agrigentina. Notizie storiche. III. Il secolo XVIII (Agrigento)

1999

– La Chiesa Agrigentina. Notizie storiche. IV. L’Ottocento (Agrigento)

– Mons. A. Ficarra. Dalla nascita all’episcopato (Patti)

– Gregorio di Agrigento evangelizzatore esemplare, in In Charitate Pax (Palermo)

2000

– La Chiesa Agrigentina. Notizie storiche. V. 1900-1963 (Agrigento)

– Tre Vescovi agrigentini (Agrigento)

– Gemma Presulare (Agrigento)

– Leonzio, Vita di S. Gregorio Agrigentino (Introduzione, traduzione e note. Agrigento)

– S. Gerlando, La dialettica (Introduzione, traduzione e note. Agrigento)

– Don Michele Sclafani (Agrigento)

– Il mare nell’Apocalisse, in Iconografia sacra ispirata al mare (Taranto)

2001

– G. Blandini, Ora Santa davanti a Gesù Sacramentato (Introduzione – In Appendice: A. De Liguori, Visita al SS. Sacramento / Misteri del Rosario in siciliano. Cammarata)

2002

– I misteri del Rosario in siciliano (Agrigento)

2003

– San Calogero. Studio sul Santo e il suo culto (II edizione riveduta ed ampliata, a cura di Giovanni Scordino e Maria Grazia Crescente – Agrigento)

– Ottobrata rosariante (Agrigento)

2004

– Racconti Cammaratesi, in Mille balconi ad Oriente (Cammarata)

– Il Venerabile P. Gioacchino La Lomia (Canicattì)

– Il venerabile padre Gioacchino (Agrigento)

2005

– ‘A Beddamatri. Titoli e scritti mariani (Agrigento)

2006

– Cammarata. II. Cronache dei secoli XIX e XX (Cammarata. Postumo)

– La Parrocchia di carta. Editoriali de “L’Amico del Popolo” 1976-2001 (Agrigento. Postumo, a cura di Carmelo Petrone)

2008

– Signum Salutis. La Cattedrale di Agrigento e i suoi emblemi (Agrigento. Postumo)

Manca, un elenco della sterminata produzione di articoli, comparsi su varie riviste, e particolarmente sul settimanale diocesano L’Amico del popolo.

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