La parrocchia San Gerlando festeggia il 50° di don Vutera. “Il servizio reso in Comunità è stato il più bello della mia vita”

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Domenica 6 agostro, 2023, durante la Messa delle ore 20:00, la parrocchia San Gerlando di Agrigento ha voluto stringersi attorno a don Melchiorre Vutera in occasione del 50° di ordinazione presbiterale.
La celebrazione nella Basilica Cattedrale,  è stata introdotta dal saluto del parroco, don Giuseppe Pontillo che ha voluto il momento di preghiera e di festa  attorno al già parroco, don Vutera. Nell’intervento omiletico, don Melchiorre, traendo spunto dalla Parola proclamata ha ricordato ai tanti presenti che la fede cristiana è adesione a Cristo che bisogna alimentare con l’ascolto e lo studio. Ha poi espresso sentimenti di ringraziamento.
– “Grazie – ha detto – anzitutto al Signore per il dono inestimabile della vocazione e del ministero: un dono che si spiega soltanto nell’ottica del mistero di amore di Dio… A lui, al Signore, va innanzitutto la mia gratitudine per i tanti  doni ricevuti e comunicati attraverso il ministero in questi lunghi anni.
Grazie a don Giuseppe Pontillo, solerte e zelante parroco di questa Comunità, che ha insistito tanto perché venissi a celebrare questa santa messa di ringraziamento in questa Comunità. Grazie alle Rev.me Suore di San Vincenzo per il loro prezioso servizio in favore dei poveri e della Comunità.
Il mio “GRAZIE”  si estende poi a tutti voi che in un modo o nell’altro mi siete stati vicini, mi avete accompagnato, sostenuto, “sopportato”, offerto la vostra collaborazione e amicizia, negli anni del mio servizio in questa Comunità.
Senza tema di smentite – ha detto –  credo di poter dire che il servizio reso in questa Comunità della Cattedrale sia stato uno dei più belli e intensi della mia vita, perché compiuto  nel pieno delle mie forze giovanili: iniziato il 1° settembre del 1997 e protratto sino al 2009. Mi ci sono tuffato con tutto il mio vigore e il mio entusiasmo giovanile. Due sono state le attività – ha detto – a cui mi sono particolarmente dedicato: innanzitutto la vita pastorale e spirituale e poi la ristrutturazione degli immobili.
1. Vita Pastorale: Erano gli anni in cui la nostra Diocesi stava vivendo un grande risveglio pastorale con le varie programmazioni secondo il metodo di Mondo Migliore.  Sin da subito ci siamo dati da fare per la creazione degli organismi di partecipazione con i quali – all’inizio di ogni anno – facevamo la programmazione di tutte le attività dell’anno; e cioè le Visite alle famiglie; la visita ogni venerdì agli anziani e ammalati per portare il conforto della presenza del Signore; la conduzione dei Cenacoli del Vangelo nelle famiglie; la Catechesi e i ritiri e gli esercizi spirituali nei momenti forti dell’anno liturgico (Siculiana – Alessandria); i momenti di adorazione eucaristica; E poi l’avvio dell’oratorio con varie attività per i ragazzi e i giovani: momenti formativi e di preghiera; campi scuola (in Sicilia e Assisi);  momenti ricreativi: campionati di calcio – olimpiadi – feste comunitarie, spesso animate dall’indimenticabile Fofò Purtusu – Gite parrocchiali e interparrocchiali –  Ripresa della festa di san Gerlando; La stampa di un giornalino della comunità  – E poi la cura della gloriosa Arciconfraternita del SS. Crocifisso (con i vari responsabili di allora e di oggi) le varie catechesi e i ritiri ed esercizi spirituali in occasione del Venerdì Santo, partecipazione ai raduni Diocesani e Nazionali delle Confraternite – E poi le tante celebrazioni Diocesane – cittadine – i matrimoni ecc….
2) La ristrutturazione delle varie strutture: Per ben 3 volte la ristrutturazione della Cattedrale:
– Il 23 marzo 2005 – La messa in sicurezza della Cattedrale– a cura della Protezione Civile nazionale e regionale.
– Nell’anno 2000 – Il restauro degli apparati decorativi del soffitto ligneo e degli stucchi;
– Nel 2005 i tre doni alla chiesa Cattedrale –  in occasione del 50° anniversario di sacerdozio di Mons. Carmelo Ferraro, e cioè:
– 1) la costruzione di sei nuove campane della torre campanaria ad opera della Fonderia Virgadamo di Burgio; 2) l’Artistica vetrata del Cristo risorto, collocata nell’occhione della facciata centrale; 3)La solenne antiporta in legno, opera della Ditta Venezia Alfonso e figli di Sciacca.
– Il 23 novembre 2008 ore 11,00, alla presenza del Segretario di Stato Card. Tarcisio Bertone, la solenne celebrazione di riapertura della cattedrale, alla presenza di un popolo festante e raggiante per essere rientrato nella sua cattedrale finalmente restaurata.
– E poi l’inizio del Museo Diocesano nel salone destro – che oggi si avvale della solerte e saggia opera di don Pontillo e dell’Associazione Ecclesia Viva per la valorizzazione e la fruizione dei beni ecclesiastici con la creazione di MUDIA.
– E poi nel 2001 – La ristrutturazione della Torre campanaria – della casa canonica – dell’Oratorio in Via Duomo e per finire  la ristrutturazione dell’antica e artistica Chiesa  di santa Maria dei Greci  con Decreto Assessorato per i BB.CC.AA. ed E.P. della Regione Sicilia N° 7883 del 19/12/2001.
3) C’è un terzo aspetto di cui vorrei ma non posso parlare: e cioè tutto ciò che la grazia di Dio ha operato nel cuore di ciascuno di voi mediante la mediazione del mio ministero presbiterale. Questo lo conosce solo il Signore e la coscienza di ciascuno di voi. Noi rendiamo grazie a Dio per tutto ciò che di buono ha operato in ciascuno di voi. Espressione umana di questa presenza, sono state le molte persone che ho incontrato, mi sono state vicine e mi hanno voluto bene. Quanti volti sono presenti nel ricordo in questo momento!
– Grazie agli Organismi di partecipazione,  ai ragazzi, ai giovani, alle famiglie, agli anziani e agli ammalati; Grazie a tutti i collaboratori: (non faccio nomi perché correrei il rischio di dimenticare qualcuno) – credetemi abbiamo realizzare tante cose perché potevo contare nell’aiuto dei molti collaboratori: per la liturgia, per il canto, per la pulizia dei paramenti sacri, per le feste in Oratorio, per i problemi amministrativi, per le riparazioni e le ristrutturazioni degli immobili.
– Grazie a tutti voi, fratelli e sorelle che siete oggi qui presenti e mi avete sempre sostenuto con la vostra preghiera e col vostro affetto. Non potrò mai dimenticare la festa che mi avete tributato per il 25° di sacerdozio, con la parodia della mia vita ad opera dei cari giovani. Tante altre cose si potrebbero dire, i ricordi e i sentimenti si affollano, ma preferisco concludere. Il ricordo (ri-cordare è un atto del cuore, non solo della memoria) rende presente il passato e ci rende coscienti di quel filo conduttore – misterioso ma reale – che raccoglie in unità quanto abbiamo vissuto e che, alla luce della fede, ci fa esclamare: tutto è grazia!
– Forse non sempre ho corrisposto adeguatamente a tanta grazia di Dio e questa sera sento il dovere di chiedere perdono al Signore ed anche a voi per tutte le mie incorrispondenze, e le mie mancanze. Invoco lo Spirito perché : “Bagni ciò che è arido, scaldi ciò che è gelido. A tutti voi – ha concluso – oso chiedere la carità di pregare per me e per tutti i sacerdoti e pastori della Chiesa: il Signore ci renda docili e fedeli strumenti nelle sue mani e renda fecondo fino all’ultimo respiro il lavoro che abbiamo intrapreso nella sua vigna.  Grazie a tutti.
Prima della benedizione finale e del succesivo momento di festa nel gioardino del vescovo, ha preso la parola, a nome della comunità parrocchiale Rosalia Bontempo che ha iniziato il suo intervento con la citazione dal libro del profeta Isaia:
“Ecco il mio servo che io sostengo,?il mio eletto di cui mi compiaccio.?Ho posto il mio spirito su di lui;?egli porterà il diritto alle nazioni.?Non griderà né alzerà il tono,?non farà udire in piazza la sua voce,?non spezzerà una canna incrinata,?non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta.?Proclamerà il diritto con fermezza; non verrà meno e non si abbatterà,?finché non avrà stabilito il diritto sulla terra;?e per la sua dottrina saranno in attesa le isole.”…..?
Carissimo don Melchiorre – ha detto -, facile ci è venuto attribuirle questo brano di Isaia che le dedichiamo con cuore sincero e pieno di gratitudine. Pensiamo realmente che lei sia?un’infaticabile e umile lavoratore della vigna del Signore, un sacerdote zelante?innamorato di Cristo e della sua Chiesa. La nostra comunità, non l’ha mai dimenticata?e ha sempre nutrito per lei e per la sua famiglia profonda stima e affetto. Ci ha?dimostrato tanto amore, saggezza e ogni sua parola era un’esortazione a fare sempre di?più e a lasciarsi guidare dallo Spirito Santo. Tanti sono i momenti indimenticabili?passati con lei, dalla preghiera comunitaria, ritiri spirituali, campi scuola, al?divertimento e allo svago. Ci ha insegnato ad essere buoni cristiani, ci ha aiutato nella?nostra crescita spirituale e ad aspirare ai carismi più grandi. Ringrazieremo sempre il?Signore che ci ha dato la possibilità di conoscerla e amarla. Le auguriamo ogni bene e?che Dio la benedica sempre.”
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