Lampedusa: in salvo i migranti bloccati sulla scogliera di Ponente (VIDEO)

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I migranti sulla scogliera

Lampedusa. Mentre scriviamo (domenica 6 agosto) si sono concluse da poco le complesse operazioni di salvataggio di persone migranti che , a bordo di un barchino, a causa del forte vento di maestrale, venerdì sera, si sono schiantati sulla scogliera di Ponente, un costone roccioso alto oltre cento metri. I naufraghi sono rimasti bloccati, per quasi 48 ore, sulla scogliera perché, il mare in tempesta ha impedito alle motovedette della Guardia costiera di avvicinarsi all’insenatura per portarli in salvo. Abbiamo assistito, col fiato sospeso, in diretta televisiva alle operazioni di salvataggio (vedi qui), coordinate dalla Questura di Agrigento che, tra le altre forze in campo, hanno visto in azione  il Soccorso alpino e speleologico siciliano gli elicotteri del dell’82esimo Csar dell’Aeronautica militare e deivigili del fuoco “VF 145” in servizio al reparto Volo di Catania.

I soccorritori, con destrezza e professionalità sono intervenuti in condizioni proibitive. Per recuperare i migranti si sono calati dagli elicotteri col verricello, raggiungendo i migranti, ai piedi della scogliera che sono stati imbracati e sollevati, uno ad uno, fino alla vetta della rupe alta circa 140 metri. In totale, mentre scriviamo sono 34, di cui 6 donne e nessun minore evidente, i migranti salvati.

Il giorno precedente, sabato 5 agosto, come scrive Tony Colapinto sull’Agenzia Italpress “sono arrivate nella tarda sera le due motovedette della Guardia Costiera CP324 e CP319 con a bordo i migranti salvati in mare e i due corpi senza vita. In una motovedetta c’erano 29 uomini e il corpo del bimbo ivoriano di due anni circa, nell’altra 18 uomini, 10 donne e la salma della donna ivoriana incinta di 9 mesi che viaggiava con il marito (ha poi partorito poche ore dopo al poliambulatorio dell’isola n.d.r. leggi qui). Le due salme sono state subito trasportate alla camera mortuaria del cimitero di Lampedusa… Secondo il racconto dei migranti risulterebbero 32 dispersi, verosimilmente morti annegati tra le onde. I due barchini sarebbero partiti da Sfax (Tunisia) tra mercoledì e giovedì scorso, entrambi naufragati per le pessime condizioni meteo che persisteranno ancora nei prossimi giorni. Tutti i migranti sono subsahariani, provenienti dalla Costa d’Avorio, Gambia, Guinea, Mali e Senegal, tutti trasportati all’hotspot sui mezzi della Croce Rossa Italiana, due sono stati trasportati in ambulanza al Poliambulatorio dell’isola. Gli uomini della Guardia Costiera con il mare forza 5, hanno operato in uno scenario complicato. “Si prevede mare mosso ancora per qualche giorno – dichiara il Questore di Agrigento Emanuele Ricifari all’Italpress – speriamo si fermino e non vengano indotti a mettersi in viaggio e prendere il largo, sarebbe una mattanza con questo mare”.

Al termine della complessa e non facile operazione di salvataggio, da queste colonne desidero rivolgere un pensiero grato agli uomini e alle donne delle Forze Armate, dell’Ordine e di Soccorso che, ogni giorno e nel silenzio, si adoperano, sovente in condizioni di grande difficoltà, per la salvaguardia e la tutela della collettività e della vita umana.

Il Video dei soccorsi

 

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