Lampedusa: l’hot spot mai chiuso

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“Tra la domenica di Pasqua e la domenica successiva sono arrivati sull’isola di Lampedusa circa 400 migranti di nazionalità tunisina”. È don Carmelo La Magra, parroco a Lampedusa a raccontarci come sull’isola agrigentina continuino ad arrivare migranti. Si tratta di arrivi autonomi che vengono condotti nell’hot spot di contrada Imbriacola che, secondo quanto disposto dal Ministero dell’Interno, dovrebbe essere chiuso.

Era il 13 marzo 2018 quando, dal Viminale, si decise “il progressivo e veloce svuotamento del centro” e la “chiusura temporanea dello stesso per consentire i lavori di ristrutturazione” dopo l’incendio dell’8 marzo 2018. Ma, trascorso un mese, l’hot spot risulta ancora aperto, come del resto confermato dalla Prefettura di Agrigento.

Lo scorso 10 aprile, l’avvocato Alessandra Ballerini, legale dell’Associazione A buon diritto, socia di ADIF – Associazione diritti e frontiere, ha avanzato istanza di accesso ai documenti relativi “gli atti in base ai quali il centro hot spot di Lampedusa è stato riaperto successivamente alla data dell’8 marzo 2018 e gli atti amministrativi in base ai quali sono stati avviati i lavori di ripristino/ristrutturazione del centro hot spot di Lampedusa”.

La risposta alle richieste avanzate da Ballerini non si sono fatte attendere. Il 12 aprile, è lo stesso prefetto di Agrigento, Dario Caputo, a scrivere. “Non risulta che sia mai stata disposta chiusura del centro hot spot di Lampedusa, nemmeno a seguito dell’incendio dolosamente appiccato dagli immigrati tunisini ad uno dei padiglioni l’8 marzo 2018”. Ed inoltre “non risulta sia stato disposto il cambio di destinazione d’uso della struttura di Lampedusa, quest’ufficio non ha titolo a decidere in merito né ha originato la relativa documentazione”.

Quindi l’hot spot di Lampedusa è ancora aperto ed operativo. E con esso tutte le criticità e carenze che non permettono, come da più parti denunciato, anche dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificazione e di espulsione, un’accoglienza dignitosa dei migranti in attesa di trasferimento sulla terraferma.

 

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