L’Ordine dei Giornalisti premia le storiche firme del territorio agrigentino

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L’Ordine dei Giornalisti di Sicilia ha scelto Agrigento per la cerimonia di consegna delle medaglie agli iscritti da 50 e 35 anni svoltasi al Palacongressi del Villaggio Mosè, alla presenza del presidente dell’Ordine Concetto Mannisi, della vicepresidente Laura Simoncini, del segretario Filippo Mulè e del componente del Consiglio nazionale Riccardo Arena. Quattro dei giornalisti premiati sono Agrigentini. Felice Cavallaro, Franz La Paglia, Annamaria Martorana ed Angelo Augusto con storie diverse ma con carriere che si sono comunque intrecciate nella narrazione del territorio e formatesi negli anni “di piombo” della Sicilia e dell’agrigentino in particolare. Tutti e quattro i “professionisti della notizia” hanno raccontato per i giornali, le televisioni e le radio dove hanno lavorato, gli anni forse più difficili della terra di Sicilia quando il giornalista era un mestiere che si faceva senza internet, senza cellulari, senza l’immediatezza dell’immagine. Due di loro, Felice Cavallaro e Franz La Paglia, hanno ricevuto il riconoscimento per i loro 50 anni di iscrizione all’Ordine mentre per i loro primi 35 anni, la medaglia dell’Ordine è stata conferita ad Annamaria Martorana e Angelo Augusto. Tre di loro, Felice Cavallaro, Annamaria Martorana ed Angelo Augusto, hanno lavorato, seppur in momenti diversi, per il Giornale di Sicilia mentre La Paglia, decano dei giornalisti agrigentini, ha per anni firmato pezzi importanti per l’altro quotidiano siciliano, La Sicilia, passando poi in Rai per raccontare il territorio anche oltre la mafia. Ognuno dei quattro giornalisti premiati per la loro carriera, ha voluto ricordare alcuni momenti e alcune persone a cui si è stati particolarmente legati o grati. La sala si è però sciolta in un grande applauso, quando Annamaria Martorana ha ricordato la figura di Angelo Meli, un grande giornalista, per lei un mentore e un amico, scomparso due anni addietro.

Ai premiati va il nostro più vivo riconoscimento: custodi di una memoria storica preziosa, dalle macchine da scrivere all’era digitale,, hanno saputo onorare la professione con integrità e passione.

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