Si è svolta nel salone dell’ex Collegio dei Padri Filippini di Agrigento la presentazione del volume “Opus Dei. Una storia”, scritto da José Luis González Gullón e John F. Coverdale e pubblicato da Ares Edizioni.
L’incontro ha registrato una significativa partecipazione di pubblico e ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento storico e culturale su una delle realtà ecclesiali più conosciute e, al tempo stesso, spesso oggetto di interpretazioni non sempre aderenti alla sua storia e alla sua missione.
Dopo l’introduzione del presidente dell’Ispes, Giuseppe Laiola, il dibattito è stato animato dagli interventi di Giacomo Minio, Enrico Maraventano, Salvatore Pezzino, Achille Contino e Filippo Buscemi che, dopo aver offerto una breve testimonianza del loro incontro con Cristo tramite l’Opus Dei, hanno dialogato con l’autore José Luis González Gullón affrontando aspetti storici, sociali e culturali dell’esperienza dell’Opus Dei.
Nel corso del suo intervento, l’autore José Luis González Gullón ha sottolineato come il volume nasca dall’esigenza di raccontare con rigore documentale una storia spesso conosciuta solo attraverso stereotipi.
«Abbiamo voluto offrire ai lettori una ricostruzione storica fondata sulle fonti e sui documenti, mostrando l’evoluzione dell’Opus Dei nel contesto della Chiesa e della società contemporanea. La storia aiuta a comprendere la realtà per ciò che è, al di là delle semplificazioni e dei luoghi comuni».
Particolarmente apprezzato il saluto conclusivo dell’Arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano, che ha richiamato il valore della testimonianza cristiana nella vita quotidiana.
«La santità non è una meta riservata a pochi, ma una chiamata universale che si realizza nelle occupazioni ordinarie, nel lavoro, nella famiglia e nell’impegno sociale. In questo senso, la riflessione proposta dal volume offre spunti preziosi per comprendere come la fede possa diventare lievito di trasformazione della società».
L’Arcivescovo ha inoltre evidenziato l’importanza del confronto culturale e del dialogo come strumenti per approfondire la conoscenza delle esperienze che hanno segnato la vita della Chiesa nel Novecento e nel nuovo millennio.
L’iniziativa si è conclusa con un partecipato momento di confronto con il pubblico, confermando l’interesse della comunità agrigentina per temi che intrecciano storia, spiritualità e impegno civile.
















