Porto Empedocle, Oratorio Oreb: in scena il musical “Il tempo delle Cattedrali”

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Il 5 gennaio 2020, l’Oratorio Oreb di Porto Empedocle,  ha portato in scena, al Palamoncada,  il musical “Il tempo delle Cattedrali – da oggi all’avvenire”  liberamente tratto dalla celebre opera di Cocciante. Sono stati circa trenta i ragazzi, tra personaggi e ballerini, coinvolti nel musical,  che, con il prezioso contributo – dietro le quinte – delle tante famiglie dei ragazzi che frequentano l’oratorio, hanno offerto, al pubblico presente, uno spettacolo con un messaggio chiaro: Fortemente voluto dai giovani dell’oratorio, il progetto è stato sostenuto dai responsabili adulti, che hanno trovato nelle vicende lo spunto per molte riflessioni,  innanzitutto l’andare oltre le apparenze, il cercare la bellezza che si può trovare in ciò che a prima vista è repellente. L’oratorio Oreb accoglie bambini e ragazzi e si propone di trattare, con le dovute differenze, tematiche analoghe che siano in continuum.
“La cronaca attuale – dice uno dei responsabili dell’oratorio – ci impone una profonda riflessione sul tema dell’accoglienza e sul fatto di sentirsi stranieri in un territorio in cui non si è nati e non si è cresciuti. Spesso, a buona ragione, si accosta l’ondata migratoria dei giorni nostri a quella dei primi 900 che videro molti dei nostri connazionali lasciare la propria terra in cerca di fortuna, in un paese che li considerava ‘ospiti non graditi’. Vico sostiene che la  storia è fatta di corsi e ricorsi e noi aggiungiamo che cambiano il contesto ed i protagonisti, ma non le porte chiuse in faccia; pertanto abbiamo voluto spingere la nostra riflessione più lontano nel tempo.
Con i bambini, in “Betlemme, anno zero” abbiamo visto come le carovane venivano malviste perché portavano “gente di ogni tipo”, poveracci e straccioni e tra loro Giuseppe e Maria.
Gli stranieri, i clandestini chiedono anzi invocano “asilo” di fronte alle porte chiuse della cattedrale di Notre Dame. A Parigi, nel 1482 è l’oggi in cui è ambientato “Il tempo delle cattedrali” il tempo in cui gli stranieri vengono lasciati fuori. Noi vogliamo – continua –  cambiare questo; vogliamo che le porte siano aperte all’uomo, creatura di Dio, qualunque sia la sua condizione… Ci piace accostare l’immagine di Esmeralda in ginocchio davanti la cattedrale a quella dell’extracomunitario in ginocchio davanti la chiesa di San Calogero che ci ha commossi qualche tempo fa (vedi foto accanto).
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