Palazzo di Giustizia: inaugurata la Mostra “Sub tutela Dei”, Livatino “rientra” in Tribunale

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La mostra itinerante “Sub tutela Dei – Il giudice Rosario Livatino”, dedicata al Magistrato Beato assassinato dalla Stidda il 21 settembre del 1990 e beatificato il 9 maggio del 2021 (vedi), è stata inaugurata l’ 11 ottobre 2025, nel Palazzo di Giustizia di Agrigento. L’allestimento negli ampi spazi del Tribunale, segue quello realizzato, nei giorni scorsi, nella Chiesa San Giuseppe, dove Livatino si recava quotidianamente a pregare prima di raggiungere il vicino Tribunale. Il presidente, Giuseppe Melisenda Giambertoni, che ha fortemente voluto l’evento, nel suo saluto iniziale ha evidenziato come la Mostra ripercorra, simbolicamente, dalla Chiesa San Giuseppe al Tribunale (oggi nella nova sede) l’itinerario che univa la fede di Livatino al suo lavoro nell’ex Palazzo di Giustizia, allora sito in Piazza Gallo. Con questa scelta, ha detto, è come se Livatino rientrasse in Tribunale.

Il presidente del Tribunale, Giuseppe Melisenda Giambertoni (ph.C.P.)

 L’inaugurazione si è tenuta nell’aula intitolata a Rosario Livatino, alla presenza delle massime autorità civili, militari, religiose e del mondo della magistratura e dell’avvocatura e cittadini del territorio agrigentino. Accanto al tavolo della presidenza, da un lato, l’immagine del Giudice e, dall’altro, il reliquiario con la camicia, bucata dai proiettili e intrisa di sangue, che indossava il giorno dell’uccisione, segno tangibile del suo martirio; al centro la solenne scritta, in caratteri cubitali, sintesi dell’art.3 della carta costituzionale, “La legge è uguale per tutti”, monito per chi amministra la giustizia affinché sia imparziale e garanzia costituzionale della pari dignità di ogni cittadino “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”; ideali per il quale visse Livatino, con onesta, coraggio e fedeltà, contro ogni potere, fino al martirio all’effusione del sangue.

La Mostra, nata per il Meeting di Rimini 2022 (vedi), è frutto del lavoro di Libera Associazione Forense, Centro Studi Rosario Livatino e Centro Culturale Il Sentiero. I curatori sono Guido Facciolo, Matteo Filippi, Roberta Masotto, Salvatore Taormina, Carlo Torti, Carlo Tremolada e Paolo Tosoni. L’esposizione ha già raggiunto 120 tappe, spaziando da centri culturali, scuole, parrocchie, oratori, Università e ai Palazzi di Giustizia d’Italia. Dopo i saluti istituzionali sono seguiti gli interventi del Procuratore Giovanni Di Leo, della  presidente dell’Ordine forense Vincenza Gaziano.

Salvatore Cardinale (foto a sx), collega di Livatino e Presidente emerito della Corte di appello di Caltanissetta e già sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Agrigento, si è soffermato sulla ha inossidabile fedeltà del Giudice Livatino, alla funzione di magistrato, alla comunità e alla famiglia.

L’Arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano, ha messo in risalto la figura del Magistrato credente; un laico che ha preso sul serio il battesimo e che ha saputo vivere in pienezza e incarnare il vangelo delle beatitudini –  di coloro che hanno fame e sete di giustizia e per essa sono perseguitati- nella sua professione laica.

I curatori Roberta Masotto e Salvatore Taormina, presenti all’evento, hanno illustrato a grandi linee la genesi della mostra, l’idea progettuale  e il percorso che negli ultimi tre anni l’ha portata dal Meeting di Rimini in giro per l’Italia, delineandone la forza e il gradimento. Partendo dalla loro esperienza, professione e di fede e dal loro incontro, per via diverse,  con la figura del Giudice Beato, hanno spiegato, come la mostra sia nata da una “commozione” che ha portato i curatori a percepire Livatino come una “presenza” con cui confrontarsi. A loro avviso, il vasto successo che ha avuto, e continua ad avere, in giro per il Paese, con delle edizioni oltre i confini nazionali in Portogallo e Argentina,  è dovuto al fatto che Rosario Livatino “non è un genere letterario”, ma una figura che “parla a tutti” ed è un “testimone credibile che unisce” persone di diversa estrazione.

Al termine, i presenti sono stati guidati al percorso espositivo che si articola in quattro sezioni: dalla formazione e vita, al percorso lavorativo e di fede (“Sub tutela Dei”), al martirio e beatificazione, fino alla ricca eredità lasciata.L’esposizione, tramite testi, immagini e video – che danno voce a coloro che lo hanno conosciuto(non pochi presenti all’evento) ed avuto come amico, compagno di scuola, alunno, collega in Tribunale –  salva dall’oblio la memoria di un uomo la cui integrità è un faro per la legalità e la fede.

Carmelo Petrone