Registro tumori, Agrigento provincia con la mortalità più bassa d’Italia

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Dopo anni di attesa è stato presentato il report “I tumori nella popolazione residente in provincia di Agrigento anni 2011-2019. Si tratta di una prima e, sicuramente un po’ datata, statistica completa basata anche sugli indici di incidenza delle malattie oncologiche nella popolazione e del tasso di mortalità. Come spiega il direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Trapani, Francesco Di Gregorio: “Rappresenta uno strumento prezioso per fare chiarezza su allarmi ed allarmismi ingiustificati, contribuendo a diffondere una corretta comprensione della realtà epidemiologica della malattia oncologia del territorio”. Infatti, come si legge nel report, nel periodo di osservazione 2011-2019, alla popolazione residente in provincia di Agrigento sono stati diagnosticati 19.573 nuovi tumori di cui 10.688 (54,6%) nel sesso maschile e 8.885 (45,4%) in quello femminile. In media ogni anno si sono ammalati di tumore circa 1.188 maschi e 987 femmine. L’età media nei maschi è stata di circa 69 anni e 65 anni nelle femmine. Per i residenti nella provincia il rischio di ammalarsi di tumore nell’arco della vita da 0 a 74 anni è stato pari al 27,11% nel sesso maschile (1 maschio ogni 4) e al 21,63% in quello femminile (1 femmina ogni 5).

I tumori più frequenti. Nel sesso maschile, i primi cinque tumori più diagnosticati sono stati: prostata e polmone (ciascuno il 16% di tutti i tumori), colon-retto (15%), vescica (12%), pancreas (3%). Nel sesso femminile al primo posto troviamo il tumore della mammella (29% di tutti i tumori), seguono colon-retto (13%), utero corpo,, tiroide e polmone (5%) ciascuno. Ma un fattore determinante nello sviluppo dei tumori è l’invecchiamento della popolazione. Infatti, nel report si evidenzia come in età infantile (0-14 anni) la frequenza dei tumori è molto bassa  la frequenza dei tumori è molto bassa, (0,5% , qualche decina di casi ogni 100.00 bambini/anno). Con l’aumentare dell’età, intorno ai 35 anni, si supera il centinaio di casi ogni 100.000 persone/anno, in particolare nel sesso femminile la curva si innalza prima che nei maschi, a causa della maggiore frequenza del tumore mammario che colpisce donne anche in età giovanile. Dopo i 60 anni si osserva un netto incremento dell’incidenza con valori superiori al migliaio di casi ogni 100.000 persone/anno. Il picco evidente nel sesso maschile nelle fasce più alte di età è legato alla numerosità dei tumori del polmone e della prostata che hanno picchi di incidenza nelle età più avanzate. Nella popolazione over 64 anni si concentra il 62% di tutti i tumori diagnosticati.

Trend tumorali incidenza 2011-2019. Nel sesso maschile si segnala una diminuzione per tutte le sedi tumorali con un decremento annuo del -0,04%. Nel sesso femminile l’incidenza per tutti i tumori, al netto dell’invecchiamento, cresce di 0,67% ogni anno. Le cause di questo aumento vanno ricercate nella complessità dei fattori che sono alla base dei trend, tutti positivi, dei tumori della mammella, del polmone, della tiroide e del corpo dell’utero che complessivamente rappresentano il 44% di tutti i tumori in questo sesso. Nella popolazione di Agrigento sono da indicare anche altri due importanti segnali mostrati dai trend di incidenza, la riduzione dell’incidenza nella sede collo dell’utero e nella sede colon-retto (in entrambi i sessi). Si tratta di segnali positivi e riconducibili all’efficacia degli screening di popolazione, che in queste sedi funzionano non solamente come strumenti di prevenzione secondaria, ma anche come strumenti di prevenzione primaria con effetti immediati sulla riduzione dell’incidenza.

Confronto tra comuni. Il periodo 2011-2019 ha evidenziato un rischio oncologico più elevato nella popolazione di sesso maschile dei seguenti comuni: Porto Empedocle, Canicattì e Sambuca di Sicilia. Le statistiche mostrano un rischio più basso nei maschi dei comuni di: Alessandria della Rocca, Santo Stefano Quisquina, San Giovanni Gemini e Sciacca e nelle femmine dei comuni di Sant’Angelo Muxaro, Villafranca Sicula e Santa Margherita di Belice.
Invece i dati mostrano, nel comune di Canicattì, un eccesso di leucemia mielodi maschili e di tumori del colon-retto in entrambi i sessi, un rischio più alto per i tumori della vescica nel sesso maschile e di tumori benigni del Sistema nervoso centrale nel sesso femminile meritevoli di approfondimenti e di indagini mirate.
Nel comune di Porto Empedocle un rischio più alto per i tumori del fegato. Nei maschi dei comuni di Sciacca e di San Giovanni Gemini si segnala invece un rischio più basso nella sede polmone e laringe.

Andamento temporale della mortalità per i tumori. I trend temporali di mortalità per tutti i tumori dal 2011 al 2019 risultano in calo sia nei maschi (-2,89 per anno) che nelle femmine (-1,41% per anno). Il confronto dei tassi di mortalità per tutti i tumori della provincia di Agrigento con il dato medio dell’Italia del Centro e del Sud-Isole, mostra come in entrambi i sessi, i tassi di mortalità della provincia di Agrigento risultano i più bassi della media italiana e al di sotto dei valori registrati nello stesso periodo nella provincia di Trapani.

Mobilità oncologica. Il fenomeno della mobilità intra-regionale ed extra-regionale può essere interpretato come una domanda di cure che non trova adeguata risposta a livello locale. Può riflettere criticità nella disponibilità di tecnologie, nella tempestività degli interventi, nella presenza di équipe specialistiche. Allo stesso tempo, la mobilità può anche indicare la presenza di centri di eccellenza in altre aree, che risultano fortemente competitivi e dunque attrattivi. Se da un lato la mobilità può essere vista come un’opportunità per garantire il diritto alla salute anche in presenza di diseguaglianze territoriali, dall’altro lato può segnalare disfunzioni sistemiche che richiedono una grande attenzione nel programmare i bisogni di salute. Ma vediamo l’incidenza della mobilità oncologica per i diversi tumori, tra quelli maggiormente presenti, nel territorio agrigentino. Il dato relativo agli interventi chirurgici effettuati tra il 2004 ed il 2023 per neoplasie della mammella evidenzia una mobilità complessiva pari all’81%, in particolare, il 67% degli interventi avviene in strutture ospedaliere regionali e il 14% in strutture fuori regione. Per le neoplasie del colon retto, nel periodo 2004-2023 si evidenzia una mobilità complessiva del 56%. In particolare, il 12% degli interventi viene effettuato fuori regione, mentre il restante 44% in mobilità intraregionale (in strutture situate in Sicilia esclusa Agrigento). Il dato relativo agli interventi chirurgici per tumore al polmone per il periodo 2004-2023 evidenzia una mobilità pari al 99,5%. In particolare il 68,9% degli interventi avviene in strutture regionali ed il 30,6% in strutture fuori regione. Tale quadro complessivo trova la sua giustificazione nell’assenza in provincia di Agrigento di una chirurgica toracica. Gli interventi per tumore alla tiroide evidenziano una mobilità complessiva molto elevata, pari al 95%; in particolare il 69% degli interventi avviene in strutture ospedaliere regionali, mentre il 26% in strutture fuori regione.

Dunque il Registro dei tumori non traccia soltanto le linee dell’incidenza delle neoplasie ma apre le porte a una dettagliata analisi sanitaria che comincia dai servizi che “devono essere organizzati – spiega Raffaele Elia, direttore sanitario dell’Asp – a seconda dei bisogni degli assistiti”. Bisogni che vanno “identificati e analizzati – prosegue – per soddisfare i quali è necessaria la pianificazione e la programmazione da parte della Direzione generale dell’Azienda. Occorre, dunque, pianificare i servizi di cui gli assistiti hanno bisogno per un periodo compreso tra i 3 e i 5 anni e programmare le azioni necessarie da compiere nei 12 mesi successivi”.

 

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