Ribera: inaugurato il Centro di ascolto e orientamento per giovani

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Un momento della inaugurazione

Per la Comunità di Ribera e per il circondario  sabato 27 febbraio è stata scritta una pagina nuova: è stato aperto ufficialmente il Centro di Ascolto e di Orientamento per i giovani che fanno uso di droga, alcol o che sono incappati nel vizio del gioco. A ufficializzare questa apertura nella Chiesa Madre di Ribera  sono venuti l’Arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro, padre Salvatore Lo Bue, fondatore della Casa dei Giovani di Bagheria, insieme al Resposabile Dott. Biagio Sciortino che gestirà il Centro. Presenti il Sindaco, Matteo Ruvolo, le autorità cittadine, l’On.le Margherita La Rocca, come anche i parroci di Ribera, della Forania, il Vicario Foraneo di Sciacca don Stefano Nastasi, e le Associazioni di volontariato. La Chiesa di Ribera si fa promotrice di un gesto evangelico che le è proprio: il Samaritano che “lo vide, si fermò e si prese cura”. “I nostri giovani – dice padre Antonio Nuara – hanno diritto a vivere e a non essere condannati a morire, spenti dentro dalla droga che oltre a bruciare il loro cervello e i loro sentimenti, poi distrugge la loro esistenza , facendoli uscire per sempre dalla loro casa dentro una bara. “Noi sacerdoti, afferma l’Arciprete don Giuseppe Argento, che sperimentiamo di essere “padri” perché col Battesimo generiamo tanti figli nello Spirito, non possiamo veder morire così i nostri giovani. Il Centro vuole essere l’inizio di un dialogo sempre più vicino con i nostri ragazzi e i nostri giovani. Vogliamo vincere questa battaglia. E tutto ciò sarà possibile se tutte le famiglie che hanno qualche familiare che si droga, rompendo il tabù che un figlio che si droga sia una vergogna, chiederanno aiuto. Se verranno allo scoperto, i loro figli usciranno da casa vivi e pieni di speranze e non dentro una bara”. I presbiteri della Forania si sono chiesti : “cosa si può fare di concreto perché i nostri ragazzi non approdino alla droga? Certamente il “proibito” avrà sempre i suoi clienti, ma se offrissimo spazi e luoghi propositivi dove spuntano e si sviluppano ideali, tanti ragazzi crescerebbero diversamente. Sarebbe bello se si riuscisse a creare nelle Parrocchie luoghi di aggregazione ove occupare il tempo libero con lo sport e altre attività confacenti ai giovani di oggi. Ripensare l’Oratorio di Don Bosco, adatto ai nostri tempi, con sacerdoti e laici pronti e disponibili a spendersi per i ragazzi e i giovani, sarebbe una carta vincente”.

 

 

 

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