Ricordando la Prof.ssa Ave Gaglio nel X dalla morte, ha amato e servito la nostra Chiesa

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Era il 7 giugno 2015, solennità del Corpus Domini, quando la prof.ssa Ave Gaglio, all’età di 97 anni, riconsegnava il “respiro” al suo Signore e Creatore. Figlia di Michele Gaglio, insigne penalista e docente di greco e latino e Maria Finazzi, sorella del sindaco di Agrigento Giovanni Finazzi. Stimata docente di lettere di numerose generazioni, protagonista della vita sociale e culturale della Città, figura di spicco della Chiesa agrigentina, nota per il suo impegno in seno all’Azione Cattolica, fondatrice dell’Opera dei Tabernacoli, degli Amici del Seminario per la promozione delle vocazioni e promotrice e collaboratrice fin dalla sua fondazione, nel dicembre del 1955, del nostro settimanale che ha sostenuto e promosso.

 Nel X anniversario dalla scomparsa della professoressa Ave abbiamo chiesto a  don Gaetano Montana un ricordo che è stato pubblicato sul n.17/2025 de “L’Amico del Popolo” e che, con memoria grata e riconoscente vi riproponiamo di seguito.

  • Gioia! Certamente siamo tante le persone che con queste parole, e con voce calda, ci siamo sentiti chiamare da Ave Gaglio. Nello stesso tempo gioia era descrittivo della personalità di Ave. Persona capace di gioire del bene degli altri e capace di vivere e mostrare la gioia del Vangelo e della fede.

Gioia rimane l’espressione con cui ha saputo creare relazioni vere e sincere. È sato il modo in cui ha servito, amato e testimoniato la Chiesa. Gioia è stato il modo in cui ha riconosciuto il valore della persona che le stava di fronte e l’accoglienza della diversità dell’altro come ricchezza da valorizzare.

  • Due con Amore. Sono diversi gli ex alunni che ricorderanno questa espressione della professoressa Gaglio. Insegnare era la sua vocazione che viveva con impegno, competenza e amore. Il rapporto con suoi alunni era buono. Ma questo non le impediva di valutare nella verità: se l’alunno non aveva studiato ed era impreparato certamente non poteva ricevere un voto alto per cui nella verità il voto era basso ma la persona non doveva essere mortificata o umiliata. Allora il voto basso era dato con Amore. La relazione continuava e l’Amore diceva la stima e la disponibilità a dedicare tempo al suo alunno. Due con amore era la Verità che non offende ma aiuta a crescere.
  • L’Angelo custode. Nella vita di Ave la presenza di Dio era costante e veniva letta in tutti gli avvenimenti della vita.
  • Il servizio alla Chiesa l’ha portata in giro per tutta la nostra diocesi. Una sera tornando dalle zone di Sciacca la sua macchina si ferma e lei resta per strada. Quando tutto sembrava difficile e la richiesta di aiuto a Dio e al suo Angelo custode era continua, si ferma una macchina, scende un uomo che le chiede se ha bisogno di aiuto e dice: Sono un meccanico. Ave ringrazia Dio e spiega che la sua macchina si era fermata e non riusciva a farla ripartire. L’uomo armeggia nel motore e poi va nella propria macchina prende un pezzo di ricambio e lo monta nella macchina di Ave che risulta subito in grado di rimettersi in cammino. Finito il lavoro Ave chiede quanto deve al meccanico e l’uomo le chiede: Ma lei chi è? Io non esco mai dalla mia officina portandomi dietro pezzi di ricambio e attrezzi. Questa sera, in automatico, ho preso degli attrezzi e questo pezzo di ricambio e li ho messi in macchina senza motivo perché sto andando a cena con degli amici. Non voglio essere pagato perché quanto è successo non è normale. Ave ringrazia, riprende il cammino e comprende che Dio manda sempre il suo angelo agli annunciatori di Vangelo.
  • La Vergine Maria. Il legame con la Vergine è il motore che la mette in cammino per le strade del mondo. Sono mitici i suoi viaggi a Lourdes. La Vergine per lei è Madre che ha cura dei suoi figli. È modello della Chiesa che accoglie, concepisce e incarna la Parola nella storia degli uomini. È sempre sua compagna di viaggio nel servizio della Chiesa: in macchina a secondo della velocità che si raggiungeva bisogna dire l’Ave Maria o il Salve Regina. Noi dinanzi a questi gesti quasi infantili sorridevamo. Andando avanti nel tempo scopri come i legami di Amore siano fatti di piccoli gesti che aiutano a condividere tutto. E lei con la Vergine condivideva tutto, anche il saluto Ave.
  • La Chiesa. Ave aveva la coscienza forte di essere Chiesa e tutto ciò che era, faceva e annunciava veniva realizzato nella, per e con la Chiesa. L’ Amore per la Chiesa era viscerale, completo e totale. La Chiesa va amata perché si nutre di Amore e vive per Amore. Questo comporta il fatto di scegliere di vivere per la Chiesa ogni istante della vita e di mostrare Amore sempre: con la parola, con le azioni e, soprattutto, con il silenzio nei momenti difficili e di sofferenza. Ave ha vissuto momenti splendidi di Chiesa in cui si è spesa senza riserve. Tempi in cui ha costruito relazioni ecclesiali di livello e servizio altamente qualificato. Ha vissuto tempi dolorosi in cui, nel silenzio assoluto e nella solitudine, ha offerto sé stessa per il bene dell’amata Chiesa.

La Chiesa va servita senza servirsene per scopi personali. Il servizio alla Chiesa di Ave è stato nascosto perché faceva di tutto per porre gli altri al centro dell’attenzione. Il servizio nascosto era il contesto in cui promuovere la presenza di persone nuove in servizi diversi. Era impressionante il rispetto che aveva per la diversità dei ruoli. Qualche volta sembrava eccessivo perché il ruolo di certe autorità ecclesiastiche non sempre era di livello: in questo caso entrava in gioco l’ubbidienza a chi ha il compito di guidare la Chiesa. Il rispetto per la ministerialità ecclesiale l’ha legata a doppio filo al seminario, posto al centro dei suoi pensieri, della sua preghiera e delle sue attenzioni.

Grazie Ave. Dall’alto prega per il nostro laicato e sostieni la nostra Chiesa.

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