Venerdì Santo ad Agrigento: Ce lo raccontano i superiori delle Arciconfraternite dell’Addolorata e del SS.Crocifisso

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La vigilia del Venerdì Santo ad Agrigento abbiamo incontrato il superiore dell’Arciconfraternita dell’Addolorata, Dino  Montana  e quello dell’Arciconfraternita del del SS. Crocifisso, Andrea Papia. Da loro ci siamo fatti raccontare (vedi video) i momenti del Venerdì Santo in città che vede le due confraternite impegnate nell’animare le due processioni del Venerdì santo. In occasione delle due processioni che il sentimento filiale dei devoti (in quel giorno, non c’è agrigentino che non lo sia) esplode in un accorrere così numeroso, eppure commosso, disciplinato e perdurante ore ed ore, da non trovare nessun riscontro in tutte le altre manifestazioni religiose dell’anno. Uomini, donne e ragazzi, disposti in due lunghe file in abito quasi a lutto,  molti con un lungo cero acceso in una mano ed il rosario nell’altra, danno vita alle processioni, con le statue dell’Addolorata e quella di Gesù che porta la croce. La mattina del venerdì al Santuario dell’Addolorata, di via Garibaldi, si attende che la statua di Gesù, scendendo dalla Cattedrale, incontri la Madre, che già aspetta dinanzi al suo Santuario. Centinaia di occhi vogliono imprimere nell’anima questo mo- mento e le lacrime scendono copiose. Allo sguardo di ognuno tutto scompare attorno, l’attenzione è solo per il movimento delle due immagini che portano gli occhi di Gesù ad incontrare quelli di Maria e viceversa. Poi si snoda la processione che porterà, attraverso via Garibaldi e poi via Atenea e ancora su, su, per via Porcelli, via Gamez, via Salita Cognata e sempre più su fino al calvario, allestito, dopo otto anni, nuovamente in Cattedrale dove si arriva alle ore 14.00  e subito si tiene la crocifissione e a seguire la meditazione sulle “sette parola”. Alle 19.00 circa ha luogo la deposizione del Cristo morto dalla croce e la collocazione nell’urna.    Segue la processione serale  dietro al Cristo morto e al simulacro all’Addolorata  che dalla Cattedrale, lungo via Duomo, attraverso le vie san Girolamo e Procelli arriva in via Atenea, per proseguire, in mezzo a due ali di folla, –  lungo il tragitto le soste per cantare i canti tradizionali “Dove vai Madonna mia” e il tanto atteso “Ah si, versate lacrime”  – fino a piazza municipio, dove l’Arcivescovo rivolge un messaggio ai numerosi fedeli presenti; al termine la processione continua inerpicandosi, per le vie del Centro storico, fino ad arrivare, a notte inoltrata, in Cattedrale. Il Sabato Santo, in attesa della Veglia di Risurrezione, le due confraternite, nel Santuario dell’Addolorata e nel Coretto del Crocifisso in Cattedrale, animano momenti di preghiera e riflessione.

 

 

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