La Visita Pastorale dell’Arcivescovo a Sciacca, 16 giorni di incontri con la comunità ecclesiale e civile

Il 1° febbraio 2024 é iniziata la visita pastorale dell’arcivescovo Alessandro alla Comunità ecclesiale di Sciacca, nel giorno solenne che la Città dedica al rinnovamento del voto cittadino in memoria della grazia che la Vergine del Soccorso operò nel 1626, quando la liberò dalla peste che allora imperversava dappertutto. Come si ripete ogni anno, i fedeli saccensi sono tornati a percorrere la strada che porta da sant’Agostino alla chiesa Madre, a piedi scalzi e con la candela accesa, per implorare e ottenere dalla Vergine altre grazie necessarie al mondo sofferente, dopo aver partecipato con viva fede e preghiera accorata al solenne Ottavario che precede la giornata del voto, in cui il primo cittadino Fabio Termine ha rinnovato il solenne “giuramento” che in quel lontano tempo di pestilenza fece l’allora capitano d’armi Orazio Strozzi a nome di tutta la città e del clero locale. L’arcivescovo Damiano ha iniziato la visita presiedendo la solenne concelebrazione con i sacerdoti della città, nella chiesa Sant’Agostino, dove il simulacro era stato collocato dai marinai nel 1504, anno di arrivo a Sciacca via mare da Palermo, dove rimase fino al 1871 quando venne trasferito in chiesa Madre, in seguito Santuario e poi Basilica dedicata alla Vergine del Soccorso, patrona della città. Commissionato dai confrati di s. Barnaba ai due scultori carraresi Almanchino e Birrittaro, il simulacro era stato donato alla devozione della città di Sciacca, riprendendo l’iconografia della Vergine presente in un quadro che nel ‘400 era venerato nella chiesa S. Agostino di Palermo, per cui vennero segnalate alcune grazie avvenute nel capoluogo siciliano. La devozione popolare a Sciacca è legata dunque all’arrivo degli Agostiniani nel 1432 e crebbe a dismisura dopo il miracolo del 1626. Come sappiamo dagli Atti trascritti nel Libro Rosso del Comune, i cittadini di Sciacca sempre si sono affidati alle amorevoli cure di questa Vergine, e dovunque si trovino, il 2 febbraio e il 15 agosto tornano per onorare la nostra Mamma celeste, il cui Simulacro (che pesa circa 20 quintali) viene portato in spalla da 100 marinai a piedi scalzi per le vie del centro storico, per tornare a benedire il mare, la campagna, la città. Da alcuni decenni, inoltre, grazie alle visite dell’arciprete Falanga, avvenute negli anni ’84 e ‘94 del secolo scorso, si rinnova ancora oggi il gemellaggio con i discendenti di quei saccensi che vivono a Boston, Brooklyn e Norristown negli USA, dove il culto era emigrato a fine ‘800. Quest’anno sono arrivati circa 80 discendenti di quei saccensi emigrati in America, che portano molti cognomi ancora

presenti a Sciacca.

L’Arcivescovo Damiano nell’omelia alla messa in sant’Agostino, meditando sul vangelo delle nozze di Cana, ha ricordato come anche noi siamo tutti “invitati alle nozze”, ma abbiamo bisogno di tornare a chiedere il soccorso a Maria per ricevere il “vino mancante” dell’amore di Dio, in questo tempo odierno. Questa visita pastorale, dice il Vescovo, è “occasione per ravvivare le energie degli operai nella vigna del Signore”. Il voto cittadino infatti non può limitarsi ad un “ricordo nostalgico”, ma deve mantenere vivo l’invito di Maria che dice a tutti: “Fate quello che Egli vi dirà”. Si tratta quindi di “accogliere Gesù e mettere in pratica le sue parole”. Da Maria impariamo anche “l’attenzione premurosa verso gli altri, per farci prossimo a tutti, vicini e lontani. Come Comunità cristiana possiamo portare a Gesù la nostra acqua perché Lui la trasformi in vino nuovo, capace di incidere nella nostra vita personale e sociale”. In serata, poi, alla messa concelebrata in chiesa Madre, ai primi Vespri della Madonna, il Vescovo ha voluto evidenziare ancora come sia importante per questa Comunità ciò che era stato indicato nella lettera inviata a tutta la Diocesi: “il riunirsi, il narrare e il discernere”, per camminare insieme, lasciandoci accompagnare da Lei nel “fare discernimento sulle nostre vite”. Il Vescovo ha ricordato come Nazareth si trovi ad appena 150 chilometri dalla striscia di Gaza: “luogo odierno di una immane tragedia collettiva”. Da quel luogo oggi si allunga purtroppo una profonda tristezza sul mondo: “il male lo rabbuia, ma la Buona Novella lo rischiara”. L’invito fatto a Maria dall’Angelo, infatti, rimane un “enorme annuncio di gioia a motivo del dono del Messia”. “Maria ha spalancato il suo cuore al Signore in modo unico, ma anche noi siamo tempio della Spirito Santo”. L’invito allora è quello di crescere nella fede, come ha fatto Maria. Infatti, “il culto mariano è autentico quando richiama lo stile di Maria e la pietà popolare si fa vera nella misura in cui ci facciamo suoi imitatori: solo imitandola riusciremo a far brillare la nostra fede nella vita concreta di tutti i giorni”. E conclude dicendo: “possiamo uscire da questa ora buia perché Maria è con noi, ma dobbiamo diventare credenti credibili e responsabili. Come Maria, anche noi siamo invitati a testimoniare con la vita le parole del suo Figlio! Allora “la domanda che dobbiamo porci in questo Voto del 2024 è la seguente: io credo nell’adempimento della Parola del Signore per me?”.

Giornata Vita Consacrata

In coincidenza con l’inizio della visita pastorale a Sciacca, nel giorno dedicato anche alla XXVIII Giornata della vita consacrata, il Vescovo in mattinata ha incontrato, nella Basilica di San Calogero, circa 100 frati e suore provenienti da tutta la diocesi. L’accoglienza è stata curata dall’OFS dei Cappuccini. Alla preghiera liturgica, ha fatto seguito la visita alle grotte vaporose, aperte per l’occasione. La celebrazione ha avuto inizio nella grotta del Santo con la benedizione delle candele e durante l’omelia, l’arcivescovo ha voluto evidenziare la dimensione del “dono del servizio”, invitando i consacrati ad essere sempre “presenza viva” nella diocesi, e come papa Francesco ha ricordato ai consacrati di tutto il mondo, anche il Vescovo ha invitato a seguire l’esempio offerto da Simeone e Anna. Dopo aver rinnovato il loro “Eccomi”, il Vescovo ha benedetto quanti compiranno importanti anniversari della loro consacrazione. Con la condivisione dell’agape fraterna, durante il pranzo preparato dai fratelli dell’OFS parrocchiale, si è concluso gioiosamente l’incontro.

Gli incontri con le realtà ecclesiali e civili

Dopo la grande festa per la nostra Patrona, il Vescovo durante la settimana, è stato impegnato ad incontrare la maggior parte dei gruppi, associazioni e movimenti presenti nel territorio saccense. Con gli scout (AGESCI Sciacca 1 e 2), ha intessuto un dialogo semplice, cordiale e diretto, nella chiesa della Badia.

  • Lo stesso ha fatto con gli amministratori locali, nell’ex Palazzo dei Gesuiti, toccando diverse problematiche aperte e soffermandosi sul significato di “casa” dei cittadini, luogo dove vengono assunte le decisioni, che prima deve essere però un “laboratorio di idee” per amministrare al meglio la Città.
  • Mons. Damiano, dopo l’incontro con gli anziani di alcune Comunità alloggio e con quanti prestano servizio alla Mensa di Solidarietà, ha fatto la conoscenza dei membri delle Caritas parrocchiali e dei gruppi di volontariato. Ha ascoltato diversi interventi che hanno evidenziato le opere caritative operanti nel territorio, comprese le problematiche irrisolte, una delle quali è quella di trovare una soluzione più adeguata ai “senza tetto” in forte aumento, i pochi posti letto gestiti dalla parrocchia San Michele cominciano a non essere più sufficienti.
  • Martedì 6 febbraio l’arcivescovo ha incontrato una rappresentanza delle scuole nella parrocchia B.M.V. di Loreto. La dirigente scolastica Triolo, a nome di tutti i circoli didattici, ha sottolineato come la scuola metta sempre al centro l’allievo, per far sviluppare i valori della convivenza sociale, e l’importanza delle relazioni e della costruzione di una rete con la famiglia, il territorio, le associazioni e le istituzioni. La Preside Raia del Fermi ha presentato i numeri della popolazione scolastica degli Istituti superiori di Sciacca che raggiunge le 3.500 unità e come ogni giorno, il personale scolastico sia impegnato nell’affrontare sfide difficili tra cui la violenza di genere, il bullismo, il cyber-bullismo e, come accade in tutto il territorio italiano, anche la violenza contro gli stessi operatori scolastici. Il Vescovo, ringraziando per l’accoglienza, ha affermato che la sua visita vuole essere un invito a “lavorare insieme al telaio del dialogo”. Ha invitato tutti a non farsi rubare la speranza, a “non lasciarsi cadere le braccia”, a non rimanere imprigionati nelle consuetudini, ma a camminare sulla strada tracciata da Gesù con il discorso delle Beatitudini.
  • Nel pomeriggio c’è stata la visita all’Ospedale Giovanni Paolo II. Dopo l’adorazione Eucaristica nella cappella, mons. Damiano ha voluto recarsi in visita nei vari reparti dove ha incontrato e conversato con alcuni ammalati. La giornata si è conclusa con l’incontro con i membri di tutte le comunità neo-catecumenali presenti a Sciacca. Dopo la presentazione del responsabile Sergio Raso, che ha esposto lo sviluppo del Cammino e i frutti generati dallo Spirito, il Vescovo ha trasmesso un forte messaggio incentrato sulla speranza, sul suo compimento che è la vita eterna, e a perseverare nella evangelizzazione conservando l’autenticità del carisma.
  • Mercoledì 7 febbraio l’arcivescovo ha visitato l’Ufficio circondariale marittimo e incontrato i militari al molo di levante per onorare il simulacro della Madonna del Soccorso al porto con un omaggio floreale e la benedizione ai pescherecci. Infine ci sono stati la visita al cantiere navale e alle grotte del Caricatore e l’incontro con i pescatori al rientro dalla loro faticosa giornata di pesca. In serata ha incontrato i membri dei vari Consigli pastorali parrocchiali di tutte le comunità. Dopo aver spiegato cosa è questo organismo di partecipazione e il suo ruolo, il Vescovo ha ascoltato alcuni rappresentanti dei vari Consigli e poi ha ribadito che essi servono più da “laboratori di pensiero” che da organizzazioni di attività (considerata anche l’attuale crisi dei valori e l’eclissi delle coscienze in atto nella società), per realizzare un progetto che si trasformi in Piano e infine in programmazione, per cui occorrono molto impegno e idee chiare. Poi, ha risposto alla forte sollecitazione arrivata da più laici di costituire un Consiglio pastorale cittadino all’interno della Forania, per mettere in rete tutte le risorse e realizzare una programmazione efficace, così da dare un “senso comune” a quello che si fa (come accadeva quando la Forania aveva un Consiglio operativo, in cui tutti  gli operatori laici si riunivano ogni mese in commissioni interne, dopo la messa del giovedì sacerdotale per formarsi e fare discernimento insieme).
  • Nella serata di giovedì 8 febbraio, l’arcivescovo ha voluto incontrare tutti gli operatori pastorali che gli hanno presentato diverse sollecitazioni. Due, in particolare, le questioni evidenziate negli interventi: il motivo per cui è stata abolita la figura dei padrini, motivandola con il fatto che essa ha perso totalmente di significato, perché molti padrini non sono più credenti; e quella relativa alla scelta inopportuna di far sfilare i carri del carnevale di Sciacca nel periodo di Quaresima. Senza volerne sminuire la portata spirituale, il Vescovo ha chiesto alla chiesa presente di “provare la stessa indignazione per la questione delle Terme chiuse e delle problematiche legate all’ospedale Giovanni Paolo II, cioè per le questioni civiche sospese per le quali si dovrebbe agire insieme a tutta la città. Annotazione assolutamente condivisibile, perché purtroppo non è capita da tutti, anche se va pure detto che la chiesa di Sciacca è scesa in piazza e si è unita a tutte le associazioni laiche per manifestare contro la cattiva gestione della sanità, e lo stesso farà il 6 marzo per la questione “Terme chiuse”.
  • Venerdì 9 febbraio si è svolto pure l’incontro con i membri dei vari Consigli affari economici. Anche qui, ha ribadito le direttive della CEI su cosa sia questo organismo di partecipazione parrocchiale, e soprattutto su come si deve muovere, quali valori debbano ispirare i suoi membri (persone di buona fama, legittimamente eletti, presieduti dal parroco) per amministrare i beni che la chiesa possiede: vivere con un forte senso di cor-responsabilità e capacità di trasparenza. Una nota dolente, messa a fuoco durante l’incontro, è stata quella della scarsità delle entrate economiche proveniente oggi dalla scelta dei fedeli con l’8×1000, per cui bisogna pubblicizzarne le finalità corrette, anche in rapporto al bisogno di reperire le risorse necessarie al sostegno della vita della chiesa e della sua missione nel territorio. A seguire, si è svolto l’incontro con i membri dei  gruppi carismatici, OFS e AC. In seguito alla presentazione dei vari referenti, l’arcivescovo Alessandro ha invitato tutti a fare insieme discernimento per diventare davvero “tessitori di speranza”, vincendo i pregiudizi reciproci, puntualizzando ancora una volta la spiritualità della riduzione dell’io (come il Battista) per far fiorire il “noi”, perché la chiesa è un noi, non un insieme di più io, se vuole portare in questo mondo di tenebre la luce di Cristo, di cui siamo insieme corpo, come le tessere di un unico mosaico. Occorre vincere la prevaricazione, la chiusura o il sentirsi migliori degli altri, perché ciascuno vive un carisma diverso ma necessario. Infine, per quanto riguarda la difficile gestione dei corsi pre-matrimoniali, ha chiarito che ormai da tempo essi sono chiamati a diventare “percorsi di catecumenato per una scelta consapevole del matrimonio cristiano”, un lavoro davvero difficile perché deve essere incentrato sull’annuncio del significato e del valore del sacramento, quindi un cammino che deve portare a costruire consapevolezza e solidità nella scelta di sposarsi in chiesa, piuttosto che convivere, o in quella di un matrimonio solo civile.

Dopo una sosta Mons. Alessandro Damiano è tornato a Sciacca il 14 febbraio per le ultime tappe della visita pastorale.

  • Nella messa della imposizione delle ceneri, in una chiesa madre gremita di fedeli, il vescovo ha ripreso i temi della visita pastorale, facendosi ispirare anche dalla liturgia della Parola che invita alla conversione. Nell’omelia ha ricordato che la quaresima è un “tempo favorevole” al cambiamento, “ritagliato” per rieducare i fedeli a “rientrare in sé stessi e “a tornare a Dio con tutto il cuore”, “uscire dalle nostre esteriorità” per cercare “di piacere solo a Dio”. Con la visita pastorale, incastonata all’interno del cammino sinodale di tutta la chiesa, l’arcivescovo ha invitato i presenti a modificare il proprio modo di vedere e di agire, a livello relazionale, sociale, personale e comunitaria. Alla fine della celebrazione, l’arciprete don Giuseppe Marciante ha presentato le due Comunità dell’Unità pastorale Matrice e San Francesco di Paola e accolto due indicazioni dall’omelia: la spinta al rinnovamento e la necessità di creare una storia nuova, con costanza e pazienza, per rendere feconda la fede mariana presente nel territorio.
  • Giovedì 15 febbraio, mons. Damiano ha presieduto una messa alla Badia grande, a cui hanno partecipato membri delle confraternite cittadine. E all’incontro avvenuto in seguito con le 9 Confraternite cittadine, alcune di antichissima istituzione (tanto che il vescovo è rimasto sorpreso di queste date ultra secolari di fondazione, che vanno indietro fino al 1400/1500), ha poi ribadito l’invito a “crescere insieme come corpo di Cristo”, offrendo come delle linee guida per questa porzione di gregge che sente di essere “chiesa dentro la Chiesa”.
  • Venerdì 16 febbraio – dopo aver visitato gli anziani della casa-albergo Trinacria – l’arcivescovo Alessandro ha guidato la via crucis cittadina, insieme a tutto il clero saccense. Partendo dal Calvario, la processione si è snodata fino al piazzale dei Cappuccini, dopo aver meditato lungo l’itinerario sulle 14 stazioni, e si è conclusa con una solenne concelebrazione, con cui si è chiusa la visita pastorale alla chiesa e alla città. Nell’ultima omelia, il vescovo si è concentrato sul significato del digiuno quaresimale, evidenziandone il senso, che evoca il “risveglio delle coscienze per orientare ad altre forme di pasto”: il digiuno, cioè, deve spingere a “desiderare il volto dello Sposo, avere sete di Lui e della vita della grazia, farci gridare Maranathà”.
  • Mercoledì 21 febbraio l’arcivescovo, a completamento della visita pastorale ha incontrato il dirigente del Commissariato della Polizia di Stato e tutti i dipendenti. Da lì si è recato al Comando della Guardia di finanza dove ha incontrato il comandante e i militari presenti. Poi visita al Tribunale di Sciacca dove ha incontrato i vari referenti degli uffici giudiziari. A conclusione della giornata la visita alla Caserma dei Vigili del Fuoco, e l’incontro con il colonnello e il comandante della Caserma dei Carabinieri.
  • A conclusione di questa visita pastorale, durata 16 giorni, il vescovo ha riconsegnato alla comunità ecclsiale di Sciacca le indicazioni già offerte nella sua Lettera pastorale di indizione, in attesa di darcene altre. Se volessimo “indicare un gesto simbolico” (queste le parole di ringraziamento e commiato di don Giuseppe Marciante dette a nome di tutti), dovremmo immortalare “quel momento di adorazione del Pastore prostrato davanti al SS.mo Sacramento, sotto lo sguardo della nostra Madre del Soccorso, perché esso “ci indica profeticamente una strada: quella della preghiera, per farcene apprendere l’arte in modo consapevole”.

Antonella Montalbano Verde

(da “L’Amico dal Settimanale “L’Amico del Popolo” nn.5,6,e 7/2024)

 

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