Visita pastorale a Menfi: tanti i momenti di riflessione e confronto

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Come vi raccontiamo ogni settimana prosegue secondo il cronoprogramma la visita pastorale dell’Arcivescovo alle Comunità della forania di Sciacca. Dopo la sosta nelle comunità di Montevago, Santa Margherita di Belìce e Sambuca di Sicilia, dal 21 al 24 gennaio 2024 è stata la volta della Comunità Ecclesiale di Menfi e mentre scriviamo è iniziata quella alla Comunità di Sciacca (1-16 febbraio). Questa settimana abbiamo incontro, don Alessandro Di Fede, vicario della Forania di Sciacca e Arciprete di Menfi e ci siamo fatti raccontare i momenti salienti della tappa menfitana. «Ogni giorno il momento centrale della visita – ci dice – è stato quello della Celebrazione Eucaristica concelebrata dal clero locale. La visita ha avuto inizio domenica 21 nella chiesa madre, per poi passare nelle altre tre parrocchie di Maria SS. Addolorata, Maria SS. della Consolazione e della B. M.V. del Soccorso. Nell’omelia della messa che ha dato inizio alla visita mons. Damiano ha sottolineato quanto siano importanti tre elementi per essere “insieme tessitori di speranza”: “radunarsi, raccontarsi e saper fare discernimento e ha aggiunto che tutto ciò è possibile nella misura in cui si rinnega quell’io ingombrante che si va progressivamente ingigantendo diventando inevitabilmente pericoloso, un io che divide e non unisce. Inoltre – prosegue don Alessandro – ha esortato a non aver paura del cambiamento, invitando a non ancorarsi alla zavorra del dire “è stato sempre così”». Al termine della Messa, ha incontrato la Comunità Capi dell’Agesci con cui ha istaurato un clima di grande cordialità anche attraverso il racconto da parte dell’Arcivescovo di alcuni aneddoti legati alla sua personale esperienza nel mondo dello scoutismo. Lunedì 22, dopo la Celebrazione Eucaristica nella chiesa del Purgatorio, ha incontrato gli organismi di partecipazione, i Consigli Pastorali Parrocchiali e i Consigli per gli Affari Economici. «A tutti è stata data la possibilità – dice l’arciprete – di condiviso la propria esperienza e dare il proprio contributodi riflessione. Sono emersi – continua – tanti lati positivi delle varie parrocchie, grandi potenzialità insieme a evidenti criticità a cui il vescovo ha cercato di dare qualche soluzione, in particolare invitando a costituire quanto prima un Consiglio Pastorale Cittadino come chiara espressione di tutta quanta la comunità ecclesiale».
Martedì 23 di buon mattino ha celebrato nella cappella dell’Istituto religioso delle Figlie della Misericordia e della Croce e successivamente si è recato alla Casa Comunale per incontrare il Sindaco, Vito Antonio Clemente e gli Assessori, il Presidente del Consiglio, Ezio Ferraro e il Consiglio Comunale, il Comandante della Polizia Municipale, Giuseppe Romeo, gli uomini della Polizia Municipale e i dipendenti comunali. « È stato un momento di confronto schietto e costruttivo – racconta don Alessandro; il Sindaco, il Presidente del Consiglio e il Segretario Comunale hanno affrontato in sintesi questi i temi: l’appello all’unità nell’affrontare i problemi della comunità; la necessità di imprimere una svolta decisiva per ottenere i cambiamenti attesi attraverso il coraggio di osare nel rinnovamento; la necessità di esercitare i doveri prima di rivendicare i diritti; la consapevolezza che occorre allontanare divisioni e incomprensioni; da parte di tutti è emersa la convinzione che occorre sentirsi tutti corresponsabili del bene comune, superare la visione individualistica della politica e affermare il concetto di unità».
L’arcivescovo ha ascoltato con attenzione e interesse gli interventi invitando tutti al senso di appartenenza, alla collaborazione, alla determinazione, al coraggio di osare nel compiere quelle scelte necessarie a determinare il cambiamento atteso. Dopo l’incontro con il mondo istituzionale mons. Damiano si è recato presso la scuola dell’infanzia delle suore del Canonico Morinello nell’Istituto del Collegio di Maria, qui è stato accolto con canti e balli da parte dei bambini guidati dalle suore. Poi è stata la volta dei Circoli: luoghi di aggregazione, soprattutto dopo il terremoto e dopo l’allargamento del perimetro urbano, sono oggi tra i più importanti centri di vita sociale della cittadina. Nel primo pomeriggio ha visitato tre residenze per anziani soffermandosi e dialogando con ogni ospite ponendosi in ascolto delle loro storie e pregando anche con loro, a tutti ha consegnato, in ricordo dell’inocntro, una immaginetta sacra. Nella chiesa dell’Addolorata, invece, ha incontrato i due gruppi Masci (Movimento Adulti Scouts Cattolici Italiani), e dopo la Celebrazione Eucaristica, e seguito l’incontro con le Comunità Neoatecumenali e i membri del Rinnovamento nello Spirito.
Mercoledì 24 ha visitato i tre Istituti Scolastici Statali presenti a Menfi, l’Istituto professionale per i servizi commerciali e turistici, l’Istituto comprensivo e il Liceo Scientifico        dedicando 3 ore all’incontro con gli alunni, i docenti, il personale Ata e i dirigenti Daniela Rizzuto, Leonardo Mangiaracina e Francesca Maria Cusumano. «Sono stati tanti gli spunti di riflessione emersi – ci dice l’arciprete Di Fede – anche in risposta alle domande degli studenti; mons. Damiano ha consegnato la metafora della tessitura sottolineando come ognuno per il suo ruolo deve tessere relazioni per contribuire a “fare comunità” affinché nessuno rimanga solo. A tutti ha chiesto l’accoglienza della povertà in tutte le sue forme, di porsi in ascolto di chi chiede aiuto, la cura che dobbiamo al nostro Pianeta». In tarda mattinata ha fatto tappa alla stazione dei Carabinieri dove si è intrattenuto con il comandante il Maresciallo Emanuele La Tona a cui ha augurato ogni bene essendo prossimo al congedo dopo quarant’anni di servizio nell’Arma. Nel primo pomeriggio ha fatto tappa in altre due residenze per anziani e poi ha visitato il Centro di Ascolto Caritas i cui locali sono stati ristrutturati poco più di un anno fa e benedetti proprio da lui nel dicembre del 2022. Qui ha incontrato i volontari che gli hanno illustrato i vari servizi offerti dalla Caritas Cittadina: lo sportello socio-lavorativo, l’attenzione per gli over 65 con vari progetti in atto, il doposcuola per i ragazzi più bisognosi e l’alfabetizzazione per alcune persone di altra nazionalità, la distribuzione alimentare attraverso una convenzione con il banco alimentare e l’accoglienza e la distribuzione degli abiti usati. A loro l’arcivescovo ha sottolineato di essere parte integrante della Caritas Diocesana che cerca di raggiungere ogni paese della nostra chiesa agrigentina. Nella chiesa del Soccorso, prima della messa, ha incontrato i Catechisti delle quattro parrocchie ribadendo il ruolo fondamentale di educatori e accompagnatori nella fede nei confronti dei ragazzi che le famiglie affidano alle nostre parrocchie. Dopo la messa l’ultimo incontro è stato quello con Le Confraternite, i gruppi e le associazioni. «In questo momento assembleare – ci dice don Alessandro – i responsabili hanno presentato l’identità del proprio gruppo e le proprie attività che portano avanti. Al termine, prendendo la parola, li ha invitati a confrontarsi con l’immagine del Cristo Pantocratore della Cattedrale di Monreale composto da moltissime tessere: come ogni tessera ha senso solo se incastonata nel grande mosaico, così ogni gruppo, associazione e movimento ha senso solo nella misura in cui si sente parte di un unico corpo che è la Chiesa». Don Alessandro, infine, dalle colonne del nostro settimanale, così come ha fatto di presenza, desidera ringraziare l’arcivescovo per la visita alla Comunità di Menfi e soprattutto – ci dice – «perché ci ha ascoltato e incoraggiati ad andare avnti come fa un padre con i suoi figli. Se prima pensavamo di essere l’ultimo paese della parte occidentale della nostra diocesi – conclude don Alessandro – è stato bello ascoltare dalle sue labbra che ci ha sempre visti come il primo paese dell’agrigentino che un trapanese, come lui, incontra lasciando i propri confini. Questione di prospettiva».

Carmelo Petrone

 

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