Casteltermini ricorda il Carabiniere Nicolò Cannella, Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria”

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Il 25 gennaio 2024 a Casteltermini (Ag) è stata celebrata la ricorrenza del 56° anniversario della scomparsa del Carabiniere Ausiliario Nicolò Cannella, Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria”, deceduto nell’adempimento del dovere in Gibellina (TP), mentre prestava soccorso alle popolazioni della Valle del Belìce colpite da devastante sisma.

Alle ore 10.00 – presso il locale cimitero – è stata deposta una corona d’alloro sulla tomba del militare Vittima del dovere, alla presenza dei familiari e delle Autorità civili e militari provinciali. Le note del “silenzio” scandite da un trombettiere del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia” (reparto al quale apparteneva il Decorato) hanno conferito ulteriore solennità al momento, suggellato dalla benedizione impartita dal Cappellano Militare, Don Salvatore Falzone.

Successivamente, alle 10.30 nella Chiesa Madre di Casteltermini, il Cappellano Militare –

unitamente all’Arciprete, Don Carmelo Lo Bue – hanno celebrato la Santa Messa, alla quale hanno preso parte i familiari del Decorato, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Agrigento, Colonnello Nicola De Tullio, nonché le massime Autorità della Provincia. Presenti al momento  anche le rappresentanze dell’Associazione Nazionale Carabinieri della Sezione di Agrigento e dei locali istituti scolastici, con circa 40 studenti dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Archimede” di Cammarata (sede aggregata “Madre Teresa di Calcutta”) e dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Agostino De Cosmi” di Casteltermini.

Per la tragica scomparsa del Carabiniere Ausiliario Nicolò Cannella, venne tributata alla Vittima del dovere la Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria” con la seguente motivazione:

“In occasione di disastroso movimento sismico che aveva provocato numerosissime vittime, oltre ad ingentissimi danni, si prodigava per più giorni, con coraggio ed abnegazione non comuni, in estenuanti e rischiose operazioni di soccorso in favore delle popolazioni colpite. Sorpreso da una nuova violenta scossa tellurica, noncurante del grave pericolo incombente, continuava la propria azione incitando a viva voce gli altri soccorritori con lui operanti a porsi al riparo, finché, travolto dalle macerie di ruderi circostanti, faceva olocausto della vita. Esempio mirabile di altissimo senso del dovere e di elette virtù civiche”.

Gibellina (TP), 25 gennaio 1968

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