Il Cantiere delle idee 1.0

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Come prevede il Piano Pastorale Diocesano, durante il Tempo Pasquale è previsto un progetto di “formazione dei formatori”, che crei una rete di persone che nel territorio siano punti di raccordo con il centro diocesi. Abbiamo incontrato don Giuseppe Agrò, vicario per la Pastorale per aiutarci a capire in cosa consiste questo nuovo progetto.

Dal 19 al 21 maggio avrà luogo il “Cantiere delle idee”. Di cosa si tratta?
Spesso il nostro Vescovo ha utilizzato l’immagine del cantiere per descrivere l’impegno ecclesiale di questo tempo. L’immagine richiama un’opera da portare avanti per ricostruire una realtà che ha bisogno di aggiustamenti. Ed è ormai esigenza di tutte le nostre comunità ripensare certe prassi, ma soprattutto una certa mentalità, non più del tutto corrispondenti alle trasformazioni sociali e culturali in corso. Il “Cantiere delle idee” costituisce un momento ecclesiale di raduno, confronto, riflessione e studio per aiutare le nostre comunità a cogliere ancora una volta i segnali del cambiamento e, principalmente, a ripensare l’identità e l’azione delle parrocchie in un mondo che continua a cambiare. Si tratta, nello specifico, di un workshop, ossia di un seminario di studi che, attraverso il metodo laboratoriale, parte da un’impianto teorico, lo cala nell’esperienza concreta delle dinamiche della vita comunitaria e trae delle conclusioni pratiche per la prosecuzione del cammino. Ovviamente, il tutto alla luce del Documento-base “Il nuovo volto delle comunità ecclesiali nella Chiesa Agrigentina”, nel quale sono contenute le scelte ecclesiali che stiamo compiendo in merito alla presenza delle parrocchie nel territorio.

Al “Cantiere” saranno presenti degli esperti. Chi sono?
Per aiutarci nello svolgimento del “Cantiere” abbiamo contattato una società di servizi, denominata “Metodi Asscom&Aleph”, con sede a Milano. Si tratta di un ente di formazione che da 25 anni opera nel settore dell’organizzazione sociale considerata come comunità, con un approccio attento alla valorizzazione delle competenze e allo sviluppo di soluzioni partecipate. Naturalmente dovremo fare lo sforzo di integrare questo approccio “scientifico” con una visione propriamente evangelica, ecclesiale e pastorale. E in questo ci aiuterà il relatore, Davide Boniforti, psicologo e mediatore di comunità, il quale, oltre alle competenze professionali, vanta anche una ricca esperienza ecclesiale.

Come sarà articolato il “Cantiere”?
Il programma, articolato in tre giornate, prevede una fase introduttiva, una esperienziale e una conclusiva. Nel pomeriggio della prima giornata (venerdì 19 maggio) ascolteremo la relazione introduttiva di Davide Boniforti, che ci aiuterà a rileggere le linee pastorali della Chiesa Agrigentina alla luce di dinamiche sociali, culturali ed ecclesiali più ampie. È prevista, inoltre, la testimonianza di tre operatori pastorali dell’Amministrazione Apostolica del Sud Albania, con la quale la nostra Diocesi ha recentemente avviato un rapporto di collaborazione missionaria, per confrontarci con un’altra realtà ecclesiale impegnata in un’opera di ri-evangelizzazione e di rinascita. La seconda giornata (sabato 20 maggio) sarà dedicata a un lavoro più pratico. Nel mattino ascolteremo il racconto di due esperienze, una parrocchiale (il rinnovamento comunitario a partire dai percorsi di tipo catecumenale nella parrocchia S. Domenico di Ribera) e una diocesana (le “Fabbriche della pace” di Caritas in collaborazione con altri Centri del Dipartimento Pastorale della Curia), già attive in Diocesi. Nel pomeriggio, alla luce di questi due racconti e delle chiavi di lettura offerte nella relazione introduttiva, i partecipanti si cimenteranno nei laboratori. La mattinata della terza giornata (domenica 21 maggio) sarà dedicata alla restituzione in assemblea degli esiti dei laboratori e a una relazione conclusiva, nella quale il relatore ci aiuterà a delineare alcune piste operative per dare seguito al “Cantiere”.

L’indicazione “1.0” è casuale o ha un significato preciso?
Come nella numerazione delle versioni di un’applicazione, “1.0” indica il primo passo di uno sviluppo che vorremmo proseguire nel tempo. Di fatto contiamo di avviare un processo di “formazione dei formatori”, che ci permetta di creare e sostenere una rete di persone che nel territorio siano punto di raccordo con il centro diocesi sia per la proposta formativa da offrire agli operatori pastorali sia per quella operativa da rivolgere all’intera comunità.

La proposta è aperta a tutti o è rivolta a destinatari selezionati?
Data la natura del “Cantiere”, l’iniziativa è rivolta a operatori pastorali selezionati dai parroci tra quelli che, per disponibilità e competenze, possano fare da animatori e formatori. Del resto, trattandosi di un workshop residenziale, il numero dei partecipanti è condizionato dalla capienza della struttura che ci ospita. Inoltre, considerato il procedimento laboratoriale, i numeri non possono essere elevati e devono essere funzionali agli obiettivi che ci siamo prefissati. Per estendere a tutti i risultati del “Cantiere”, tuttavia, oltre a quanto i partecipanti dovranno riportare nelle comunità, contiamo di produrre del materiale divulgativo che metteremo a disposizione di tutte le parrocchie.

Pagina speciale de L’Amico del Popolo sul Cantiere delle idee 1.0

 

 

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