Cattedrale Agrigento: Via Crucis per e con gli Ucraini

1147
L'arcivescovo in preghiera ai piedi del crocifisso della Cattedrale di Agrigento

La comunità ecclesiale di Agrigento, guidata dal suo Pastore si è ritrovata ieri sera, 11 marzo 2022, in ginocchio ai piedi del crocifisso della Cattedrale a ripercorrere la Via Crucis e pregare,  insieme alla piccola comunità Ucraina del territorio agrigentino, per la pace e per i morti a causa della guerra, affinché tacciano le armi e si ponga fine al conflitto in Ucraina e si lavori per la pace. È stato, inoltre, un momento di solidarietà, umana e cristiana, per ribadire la  vicinanza della Chiesa agrigentina al popolo Ucraino. Anche il prospetto della Cattedrale, per l’occasione, è stato illuminato di blu e giallo, i colori dell’Ucraina in segno di solidarietà. Accanto alla raccolta fondi promossa dell’Arcidiocesi tramite Caritas per far fronte ai bisogni immediati delle popolazioni vittime del conflitto così come è stato comunicato (vedi) e alle tante iniziative di solidarietà promosse sul territorio, ieri sera.  secondo la riflessione di Giovanni Paolo II, nelle ore buie della guerra, i cristiani di Agrigento,  unitamente a quelli ucraini,  hanno praticato la “diplomazia parallela”: «quando i potenti della terra si incontrano, la Chiesa prega».

“Celebreremo la Via Crucis – ha detto l’Arcivescovo Alessandro, introducendo alla preghiera – C’è chi la giudica alla stregua di altre manifestazioni, cortei o marce per la pace. Ma la sua singolarità è e deve restare Via Crucis, cioè riflessione e preghiera che rivive il cammino conclusivo della vita terrena di Gesù Cristo. È cammino di dolore, ma soprattutto di amore; rivelazione dell’amore di Dio, Padre misericordioso di tutti gli uomini. È cammino difficile, ma che porta alla sconfitta del peccato, del male e della morte, nella vittoria della risurrezione. È cammino di pace e per la pace universale. Essa ci chiede di diventare “creature nuove”, disposti a pensare secondo il Vangelo, la vita, i suoi ideali, i suoi valori, i rapporti da creare e sviluppare gli uni con e per gli altri ad ogni livello. Chiede di aver fede in Gesù Cristo, e di assumere ognuno la propria responsabilità, ogni giorno prendere la propria croce e seguire Lui, come maestro e modello. Il cammino della Croce di Gesù – ha proseguito –  vuole rimettere le cose nel giusto ordine, riportarle al progetto d’amore di Dio. Per questo, lui innocente, si è sacrificato sulla croce. Questa sera invita tutti noi a seguirlo, per riportare sulla terra “pace fra tutte le genti nella verità, nella giustizia, nell’amore, nella libertà.” Le stazioni introdotte dai versetti  evangelici della Passione, morte e risurrezione di Cristo, sono state accompagnate, da canti, preghiere e riflessione di Paolo VI, Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II, Tonino Bello, Papa Francesco.  La Via Crucis si è conclusa sul sagrato “mons. Domenico De Gregorio” della Cattedrale con la benedizione finale e l’invito-consegna dell’Arcivescovo con le parole della preghiera di Ester a Dio: “poni sulle mie labbra una parola opportuna” (Est 14, 3) Chiediamo nella preghiera al buon Dio- ha concluso – di mettere sulla bocca di ciascuno di noi , ma ancor di più sulla bocca dei governanti, dei mediatori le parole opportune perché la pace possa giungere”. Dopo il concedo, in cattedrale l’Arcivescovo ha incontrato personalmente gli ucraini presenti nella Città e provincia di Agrigento.

 

Campagna 2025 | Uniti nel dono Chiesa Cattolica