Acqua, quel Servizio Idrico integrato che non c’è

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Giovedì 24 luglio, a poche ore l’uno dall’altro, sia il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani che il commissario straordinario nazionale per l’adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica, si sono recati a Porto Empedocle per effettuare un sopralluogo nel sito in cui è stato realizzato il nuovo dissalatore che fornirà 100 litri di acqua al secondo per le città di Agrigento e Porto Empedocle.

Se della visita del presidente Schifani si è venuti a conoscenza tramite il comunicato inviato dall’ufficio stampa della Regione a visita ultimata, del sopralluogo del commissario nazionale erano stati informati solo alcuni soggetti tra cui alcune associazioni ambientaliste.

Il presidente Schifani, a favor di telecamera, ha aperto il rubinetto da cui verrà erogata l’acqua dissalata per le popolazioni agrigentine ed empedocline dicendosi soddisfatto dei progressi raggiunti: «L’obiettivo che ci eravamo prefissati – ha dichiarato Schifani – si avvicina e i tempi sono stati rispettati. Dai primi di agosto entreranno in rete fino a 120 litri di acqua al secondo che aumenteranno la dotazione idrica per un bacino di circa duecentomila persone. Una risposta concreta alle popolazioni più colpite dalla crisi idrica».

Meno soddisfatto è apparso il commissario soprattutto sulla tematica attinente il Servzio idrico integrato che, in provincia di Agrigento, non decolla dal 2008, e che non sembra interessare né la Regione Siciliana né l’Assemblea territoriale idrica: «Quello a cui vogliamo arrivare è non avere più turnazioni – ha affermato il commissario nazionale Nicola Dell’Acqua -. Il sistema perché ciò avvenga c’è ed esiste e si chiama ciclo idrico integrato dove c’è un ente che deve gestire una tariffa pagata dai cittadini e siamo sicuri che quella tariffa venga usata solo ed esclusivamente per l’idrico perché c’è un controllore: l’Arera. Dove il ciclo idrico integrato esiste e funziona, tutto procede molto bene. In Italia, in Sicilia, le crisi si presentano dove non abbiamo o non è decollato in maniera perfetta il servizio idrico integrato».

Parole che forse non sono state ben comprese da quanti erano presenti al sopralluogo e soprattutto da parte dei politici locali che, ancora dopo quasi 20 anni, con deroghe su deroghe, permettono che alcuni Comuni dell’Agrigentino gestiscano l’acqua in house senza avere i requisiti di legge per poterlo fare. Ci auguriamo che da parte del commissario Dell’Acqua arrivi una formale richiesta di cambiamento che possa permettere la realizzazione piena di quel ciclo integrato dell’acqua che potrebbe risolvere molte criticità ma che tanta politica fa finta di non vedere.

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