«È entrato oggi in produzione il nuovo dissalatore di Porto Empedocle, il primo dei tre impianti strategici realizzati dalla Regione per contrastare l’emergenza idrica in Sicilia. Da poco, sono stati immessi in rete 50 litri al secondo di acqua dissalata, convogliati nel nodo di Villaseta a servizio della città di Agrigento. Gradualmente – altri 25 litri l’11 agosto e gli ultimi 25 tre giorni dopo – l’impianto avrà un progressivo aumento della produzione di acqua fino a circa 100 litri al secondo».
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È con un entusiastico comunicato stampa che la Regione Siciliana tramite il suo ufficio stampa comunica l’avvio della produzione del dissalatore di Porto Empedocle. Ma non è proprio come afferma la Regione, infatti l’acqua viene sì dissalata ma non immessa nella rete. E questo lo afferma la neo presidente di Aica, Danila Nobile, in un comunicato stampa di ringraziamento al presidente Schifani «il dissalatore è entrato ufficialmente in funzione: l’impianto è stato avviato ed è pienamente operativo sotto il profilo tecnico. Tuttavia, l’acqua non è ancora stata immessa nella rete. L’immissione potrà avvenire solo dopo la conclusione delle verifiche sanitarie previste dalla normativa vigente».
Quindi per l’immissione in rete sarà necessario il via libera dell’Asp. Intanto nella giornata di oggi si terrà una riunione operativa tra AICA e l’ATI AG9, con l’obiettivo di definire i criteri di ripartizione tra i Comuni.
Il dissalatore di Porto Empedocle è uno dei tre impianti – sono in corso i lavori per quelli di Gela e Trapani – in cui la Regione Siciliana ha messo a disposizione 110 milioni di euro: 90 milioni provenienti dal Fondo di sviluppo e coesione assegnato alla Sicilia grazie all’accordo firmato nel maggio 2024 dal presidente Schifani e dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e ulteriori 20 milioni dal bilancio regionale, di cui 10 destinati alla gestione degli impianti.

















