Agrigento Capitale, Nastasi: Lampedusa non solo Porta, ma anche Chiave

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don Stefano Nastasi (ph. Carmelo Petrone)
Tra i commenti per la proclamazione di Agrigento a Capitale italiana della Cultura 2025, pubblichiamo quello (cfr. “L’Amico del Popolo” n.12/2023, pag.2) di don Stefano Nastasi, già  parroco di Lampedusa, che ha accolto sulla maggiore delle Pelagie, Papa Francesco nel suo primo viaggio apostolico l’8 luglio del 2013. 

Sicuramente la notizia di Agrigento capitale della cultura 2025 riempie di gioia e di orgoglio la città ed i paesi tutti che fanno riferimento al capoluogo di provincia. Dalle motivazioni date al momento dell’annunzio di Agrigento capitale è stato chiaro a tutti che il fatto di scommettere sulla ricchezza culturale della collettività dei diversi Comuni che  ne caratterizza l’identità di ciascuno e nella prospettiva dell’insieme che costituisce l’orizzonte da proporre a tutto il resto, di certo è da lodare  ed al contempo la piattaforma di lavoro da cui ripartire per il tempo futuro.

La nostra terra siciliana e nello specifico il territorio agrigentino, è una miniera di

bellezza che può esportare se saprà ancora custodire nel tempo.Paesaggi, storia, arte, letteratura, religiosità popolare che tramano i tessuti delle diverse comunità, meritano attenzione da parte di tutti ed interpellano la passione di ognuno.

Essendo stato negli anni passati a motivo del mio ministero nei Comuni di Montevago,  S.Stefano Q., Raffadali,  Lampedusa, Sciacca e nel tempo presente Agrigento, mi sono convinto che la ricchezza che ogni realtà ha  ereditato e custodisce, rimanda alla cultura che l’ha accompagnata e specificata nel tempo.

Con Agrigento capitale della cultura, oggi una nuova sfida è posta dinanzi a noi tutti, ciascuno per la propria parte e nei propri ambiti. Credo che occorre ripartire dal convincimento che ognuno ha bisogno dell’altro, esorcizzando ogni presunzione di correre da soli , di pensarsi in solitudine.

Agrigento non è sola e non lo deve essere; Agrigento deve liberarsi però dalla tentazione  di affacciarsi nel 2025 al mondo dimentica di tutto il resto del suo territorio che ne costituisce la bellezza nell’insieme e ne fa la capitale della cultura nella storia.

Interpellando Lampedusa e gli altri Comuni la Città sperimenti la generosità dei singoli tesori e coinvolgendo si lasci coinvolgere senza lasciarsi vincere dall’orgoglio delle proprie  ricchezze.

Nello specifico di Lampedusa mi auguro che la Città dei templi, non si dimentichi della lontana isola che è Cuore del Mediterraneo e  la Porta  prima dell’Europa per chi arriva dal continente africano e da ogni sud del mondo.

Lampedusa e la comunità che la abita  (come le altre realtà), nel tempo futuro che si apre dinanzi, va coinvolta, va accompagnata,  non va usata  al momento opportuno per interessi altri o visioni o tornaconti personali dati in un tempo ben circoscritto.

don Stefano Nastasi con Papa Francesco sul sagrato della parrocchia San Gerlando di Lampedusa l’8 luglio 2013 (foto Carmelo Petrone)

Il tema della cultura che spazia nelle diverse direzioni e nei diversi luoghi e tempi, racchiude ogni singola realtà umana e ne costituisce l’ossatura identitaria  ed antropologica.

La cultura dell’accoglienza ( incastonata nell’universo della Cultura, poiché di questo si tratta ) nel Cuore del Mediterraneo ed a Lampedusa, ha tradotto le pagine del Vangelo nei gesti e nelle parole del nostro tempo, ritornando  a parlare della Compassione del Cuore di  Dio agli uomini ed alle donne di oggi.

Lampedusa non è solo Porta, ma è anche CHIAVE che apre nuovi orizzonti costellati di quell’umanità che altrove è stata perduta o rinnegata .

La comunità  più grande delle Pelagie che recentemente si è fatta samaritana dell’umanità ferita e scartata, con i suoi gesti di prossimità e con le sue parole non dette  può essere chiave che apre il forziere della bellezza umana: il cuore di ciascuno.

È  dal  proprio cuore che bisogna ripartire per riappropriarci di quella passione del passato che fu dei nostri  avi e che può ridare bellezza ai luoghi ed agli uomini ed alle donne del nostro tempo: per una cultura di vita , per una cultura di pace, per una cultura di Fraternità, per una custodia del creato.

Abbiamo consapevolezza che il lavoro da fare è tanto, lo sappiamo. Come diceva il Beato Pino Puglisi: “ se ciascuno fa qualcosa, dal poco di ognuno possiamo fare tanto”.

Coraggio!! Auguri a tutti noi!!    

Stefano Nastasi (già  parroco di Lampedusa)

(da “L’Amico del Popolo” n.12/2023)

 

#agrigento2025

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