Agrigento onora San Francesco di Paola e le vittime del mare

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L’inizio delle celebrazioni in onore di San Francesco di Paola ad Agrigento, nella giornata di oggi, giovedì 14 maggio, ha assunto i contorni di un evento dal profondo spessore spirituale e sociale, capace di intrecciare la memoria storica con le urgenze del presente. Il cuore della manifestazione è stato segnato dall’accoglienza solenne della reliquia del Santo, una costola recuperata dopo la profanazione avvenuta nel 1562, che ha sostato nella piazza antistante la chiesa e poi accolta in essa, richiamando numerosi fedeli prima di proseguire il suo pellegrinaggio in Sicilia.

La reliquia (ph. Carmelo Petrone)

La celebrazione eucaristica, animata dal Coro San Gregorio Agrigentino, è stata presieduta dall’Arcivescovo Alessandro e concelebrata dal parroco, don Giuseppe Gelo e dai presbiteri della città e quelli residenti nell’attigua Casa del Clero; il rito ha visto la partecipazione attiva della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle e dell’Associazione Marinai d’Italia. Un momento di particolare commozione è stato vissuto durante la preghiera del marittimo, quando è stata benedetta una corona di fiori non solo a memoria dei caduti del mare, ma come segno di suffragio per tutti i migranti che hanno perso la vita durante le traversate. In tale occasione, l’Arcivescovo ha espresso parole di vivo apprezzamento per il costante e prezioso lavoro svolto quotidianamente in favore di chi va per mare. La serata si è poi conclusa con un momento di agape fraterna.

Il vescovo benedice la corona di fiori che gli uomini e le donne della Capitaneria di Porto deporranno in mare (ph. Carmelo Petrone)

Il programma prosegue venerdì 15 maggio con l’animazione, a partire dalle ore 18:00, dei “Tammura di Girgenti” e a seguire la Santa Messa presieduta dall’Arciprete di Valguarnera
Don Salvatore Cumia e al termine lo spettacolo del gruppo folk “I fiori del mandorlo”.
Sabato 16 maggio, in fine,  la festa giunge al culmine con il corteo storico della corte dei “Principi di Aragona”, la celebrazione presieduta da Don Antonio Porretta e l’uscita del simulacro del Santo sul carro, nella piazza antistante la Chiesa, accompagnata dall’omaggio festoso della gente di mare e da un ulteriore momento di fraternità. In merito a quest’ultima tappa del programma, da cronista e abitante nella casa del clero abbiamo registrato – oltre al fervore nuovo che anima la parrocchia San Francesco di Paola, un’energia che profuma di accoglienza e di una comunità che ha saputo farsi grembo accogliente –  una sottile, ma percepibile, nota di malinconia.
Il cuore del parroco, dei fedeli e degli abitanti del Rabàto è infatti segnato dal dispiacere per il mancato passaggio del simulacro lungo via Garibaldi. L’Ufficio preposto, in rigoroso ossequio alle norme del Vademecum diocesano, non ha concesso l’autorizzazione per quella processione che avrebbe dovuto portare la benedizione del Santo nelle case dei pochi, eroici residenti rimasti nel quartiere. Una mancata autorizzazione che, seppur compresa sotto il profilo dell’obbedienza ecclesiale e delle norme che la Chiesa agrigentina si è data, ha deluso anche chi sperava di vedere San Francesco Di Paola lambire quegli angoli del vecchio Rabàto che più di ogni altro gridano il bisogno di attenzione, presenza e speranza, a maggior ragione in questo 2026, 60° della frana che ne ha irrimediabilmente sfreggiato il volto. Sarebbe stato, inoltre, un cammino di speranza che, in ideale continuità con la preghiera e le parole dell’Arcivescovo, avrebbe trovato il suo culmine proprio presso il Santuario dell’Addolorata: una terrazza naturale tesa verso il Mediterraneo e anfiteatro naturale verso la visita del 4 luglio di Papa Leone a Lampedusa; luogo simbolo da cui invocare la benedizione su chi va per mare, su chi soccorre e su chi, purtroppo, in quelle acque trova la morte.