Sabato 14 maggio 2022, al Teatro Pirandello di Agrigento, è andato in scena “Caravaggio – La fuga”. il musical firmato dalla Casa del Musical di Marco Savatteri. Un ricco cast, in scena gli artisti Casa del Musical, con musiche e liriche originali, duelli di spade all’ultimo sangue, danze, canti, dialoghi appassionati, in un ritmo incalzante, rapido e spezzato, per un’opera teatrale firmata Marco Savatteri. Uno spettacolo da seguire tutto d’un fiato con costumi d’epoca. Si tratta di uno spettacolo interattivo, in cui le pareti del teatro diventano tele che gettano colori, forme, idee, tutta l’arte di un Grande.
Gli spettatori si trovano coinvolti nel bel mezzo di un intricato mistero. Tutti saranno protagonisti, testimoni, o forse sospetti, di un’eclatante sparizione: il furto di uno dei capolavori del Caravaggio. E così, tra domande, ricerche, intrecci ed ipotesi, si apre il caso. Il fascicolo è pronto. Teatro dell’azione: Palermo. “Uno dei furti d’arte più importanti della storia” – dichiara l’FBI. Chi ha trafugato il Caravaggio? Buio. “Gli spettatori – spiega Marco Savatteri – vengono trascinati da una trama… all’altra! I personaggi delle Opere d’arte più famose al mondo si radunano preoccupati, poi insorgono spaventati, additando l’uomo, creatore e distruttore. Come fidarsi? Le opere si danno alla fuga: scappa l’Arte! E subito la cronaca diventa leggenda, la realtà si fa surreale, finché appare lui: il genio, il maestro, Michelangelo Merisi, detto Caravaggio”. Saranno i suoi amici e nemici del ‘600 a raccontarlo, in un salto continuo tra passato presente, con storie dette e non dette. Questa caotica storia è il pretesto per conoscere Caravaggio, per tentare di afferrarlo nella sua vita in corsa; ma lo spettacolo è soprattutto un monito per ricordare l’importanza e la sacralità del patrimonio artistico da tutelare. Bisogna proteggere la bellezza”.
“La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione… “. Così Paolo VI si rivolgeva agli artisti, nel messaggio a loro dedicato in chiusura del Concilio Vaticano II, nel 1965. Lo spettacolo mette in scena, anche, il rapporto tra Caravaggio e le sue donne a cui come scrive Gianni Pittiglio (vedi) “sono stati dedicati studi, libri e romanzi. Non finisce di stupire il fatto che l’artista – per ritrarre le sue Vergini e le sue sante – abbia impiegato come modelle alcune cortigiane note nella Roma a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. Una scelta che già a quel tempo aveva destato non poco scandalo, e più di un rifiuto da parte dei committenti di lavori già portati a termine dall’artista”.
Per la prima al Teatro Pirandello, tra il pubblico, anche l’Arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano.
Garda (qui) il video il saluto di Savatteri all’Arcivescovo.


















