Ato idrico della provincia di Agrigento, la grande vergogna

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Cammarata, Menfi, Burgio, Cianciana, Bivona, Alessandria della Rocca, Santa Margherita di Belice e Santo Stefano Quisquina sono questi, secondo l’albo pretorio dell’Ati di Agrigento, i comuni che possono gestire direttamente il servizio idrico integrato nella provincia di Agrigento.
Una vittoria l’hanno definita i sindaci di questi comuni, una grande vergogna la definiamo noi.

Otto comuni dei quali nessuno, ripetiamo nessuno, possiede i requisiti richiesti dalla legge, quel famoso comma 2 dell’art. 147 del d.lgs. 152/2006. Stabilisce la norma “Le gestioni del servizio idrico in forma autonoma esistenti, nei comuni che presentano contestualmente le seguenti caratteristiche: approvvigionamento idrico da fonti qualitativamente pregiate; sorgenti ricadenti in parchi naturali o aree naturali protette ovvero in siti individuati come beni paesaggistici ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; utilizzo efficiente della risorsa e tutela del corpo idrico.
Questi requisiti non sono posseduti, da nessuno dei comuni per cui l’Ati accoglie, si legge nelle lettere inviate ai sindaci, “l’istanza di salvaguardia riservandosi la verifica dei requisiti previsti dalla normativa vigente nei tempi stabiliti dal redigendo Piano d’ambito”.
Ma analizziamo i comuni singolarmente, lo facciamo attraverso le lettere che l’Ati ha inviato ai sindaci.

Cammarata: si approvvigiona da fonti ricadenti sul suo territorio; l’abitato è fornito di rete fognaria; l’impianto di depurazione si trova in procedura di infrazione comunitaria perché il refluo non viene depurato; le utenze idriche sono parzialmente fornite di misuratori di portata; la tariffa è forfettaria e non approvata dall’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente).

Menfi: si approvvigiona da fonti ubicati sul proprio territorio e in territorio del comune di Contessa Entellina; l’abitato è fornito di rete fognaria; l’impianto di depurazione è funzionante; le utenze idriche sono parzialmente fornite di misuratori; il piano tariffario non è conforme e non è approvato dall’Arera.

Burgio: si approvvigiona da sorgenti ubicate sul proprio territori, l’abitato è fornito di rete fognaria, non ha un impianto di depurazione funzionante; le utenze sono parzialmente fornite di misuratore di portata; tariffa idrica forfettaria non approvata dall’Arera.

Cianciana: si approvvigiona da fonti non ubicata sul proprio territorio ma su quello del comuna di Santo Stefano Quisquina; tutto l’abitato è fornito di rete fognaria; i depuratori “sufficienti per il fabbisogno comunale in merito al refluo”; utenze idriche con misuratori di portata ma non risulta avere una tariffa approvata dall’Arera.

> Le lettere inviate dall’Ati ai sindaci degli otto comuni

Bivona: si approvvigiona da sorgenti ubicate sul proprio territorio; tutto l’abitato è fornito di rete fognaria; non ha un impianto di depurazione; le utenze sono parzialmente dotate di misuratori di portata; la tariffa è forfettaria e non è stata approvata dall’Arera.

Alessandria della Rocca: si approvvigiona da fonti non ubicata sul proprio territorio ma su quello del comuna di Santo Stefano Quisquina; l’abitato è fornito di rete fognaria; l’impianto di depurazione è da adeguare; le utenze sono parzialmente dotate di misuratori; la tariffazione è forfettaria e la tariffa non è stata approvata dall’Arera.

Santa Margherita di Belice: si approvvigiona da fonti costituite da una sorgente ubicata nel territorio di Contessa Entellina, ha anche delle fonti di approvviggionamento “secondario” rappresentato dal campo pozzi “Senia”; Il centro abitato è dotato di rete fognaria; l’impianto di depurazione è funzionante; le utenze idriche non sono tutte ditate di misuratori di portata, la tariffazione è forfettaria, quindi non risulta avere una tariffa approvata dall’Arera.

Santo Stefano Quisquina: si approvvigiona al pozzo “Prisa”; il centro abitato è dotato di rete fognaria; l’impianto di depurazione non è adeguato; le utenze idriche sono fornite di misuratori di portata; la tariffa è a misura ma non approvata dall’Arera.

Se volessimo semplificare è come se si partecipasse a un concorso senza avere i requisiti per farlo ma, il presidente della commissione, permette di avere del tempo per mettersi in regola, partecipare e vincere. E vincere facile… senza che nessuno opponga resistenza.

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