Da 70 anni le vostre storie sono il nostro “algoritmo”

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“L’Amico del Popolo”, domenica 8 dicembre 2024 è entrato nel 70° anno di vita. Un traguardo che, “a Dio piacendo”, festeggeremo al suo compimento, l’8 dicembre 2025 e che si innesterà nell’Anno giubilare ormai alle porte. Settant’anni con la sua gente, con il suo territorio, con la Chiesa agrigentina, con la storia del nostro Paese. L’Amico nacque con una precisa missione: promuovere i principi cristiani informando. Per questo, come abbiamo scritto altre volte, è un giornale di parte. Sì! Dalla parte del Vangelo, per essere meglio dalla parte dell’uomo. “Partigiano dell’uomo”, e di quella porzione di umanità – i 43 comuni della provincia di Agrigento – a cui la Chiesa agrigentina è mandata a offrire il suo servizio e a dare ragione della Speranza che ci anima.

Finché essa vorrà concedermi la fiducia e la responsabilità della direzione di questo strumento di informazione, comunione ed evangelizzazione, non mi stancherò, anche a costo di ripetermi, di usare, per definire il settimanale diocesano, uno slogan a noi caro: “Giornale della Chiesa e della Gente”.  Specificando che, come tutti i settimanali diocesani d’Italia, esso non è, come molti credono o vorrebbero che sia, un giornale “di Chiesa”, solo di “informazione ecclesiale”. Nelle nostre pagine c’è anche quella, ma siamo un giornale “ecclesiale di informazione”, che ogni settimana racconta la Chiesa al mondo e il mondo alla Chiesa.

L’informazione è forma di evangelizzazione. Con le parole di papa Benedetto XVI, mi piace definirlo “avamposto della missione”. Sì! L’informazione, fatta con lo sguardo penetrante della fede, è forma di evangelizzazione. La visione della vita e del mondo ispirata ai valori cristiani si diffonde anche così. Il nostro settimanale (lo porta già nel titolo!), continuerà ad essere giornale di popolo, voce di chi non ha voce, luogo di incontro tra i singoli cittadini e le istituzioni, le associazioni, i gruppi sociali, le parrocchie ed i movimenti ecclesiali. Il giornale continuerà a consentire confronto e dibattito leale fra opinioni diverse; rileverà e rimarcherà i deficit di partecipazione alla cittadinanza attiva, quanto le oppressioni della mafia e degli interessi di parte o di corto respiro…

Nel 1955, presentando il nuovo giornale, mons. Peruzzo così esortava a sostenere il settimanale:

“Vorrei – scriveva – che in ogni casa entrasse il nostro settimanale… Ve lo domando per l’amore che voi portate alla vostra fede… Ve lo domando come un impegno di onore. La diocesi agrigentina ha il suo giornale e lo innalza come vessillo tutto proprio. Ve lo domando per il vostro interesse perché L’Amico del Popolo deve studiare tutti i problemi che riguardano la nostra agricoltura e la possibile industria e quanto può servire a migliorare le condizioni del nostro popolo…”. (LdP n.1 1955)

Ogni settimana, dal 1955, si impegna a portare a buon termine questo compito. Tutti questi anni sono frutto della tenacia e della passione di quanti, sacerdoti e laici, vi hanno, con spirito ecclesiale, lavorato e vi lavorano per la redazione, confezione e diffusione, ma anche della fiducia e del sostegno della comunità ecclesiale e civile, che saggiamente e tenacemente, a partire dall’acquisto, nel 1955, della prima linotype (la prima arrivata ad Agrigento e acquistata dalle parrocchie della diocesi, che si sono tassate in base al numero di abitanti) per stampare il nuovo settimanale lo ha sostenuto, diffuso e sentito come la propria voce per partecipare, in una società pluralista, al dibattito pubblico e per contribuire alla costruzione di una opinione pubblica anche all’interno della comunità ecclesiale.

Nel tempo il nostro settimanale ha colto anche la sfida del web, un ambiente che abitiamo dal febbraio 2004 e non solo con il sito internet, ma anche con i profili social (Instagram, Facebook, Telegram, X, YouTube).

Questa scelta non sostituisce il cartaceo ma si affianca ad esso con le potenzialità, ma anche i limiti, della rete.  La carta e il web, non la carta “o” il web. L’una e l’altro insieme.

Per sottolineare questo impegno, come slogan per la Campagna abbonamenti 2024-25 abbiamo scelto: “Intelligenza Redazionale. Le vostre storie, il nostro algoritmo”.

Il riferimento è all’Intelligenza artificiale (IA) che tanto fa parlare e dibattere e che sta investendo gli ambienti del vivere sociale, tra cui anche quello del giornalismo.

È la sfida che vogliamo cogliere non delegando, però,  alla macchina il mestiere del giornalismo, perché l’IA è uno strumento complesso, perché a differenza degli altri strumenti della comunicazione essa, se progettata con questa modalità, può adattarsi autonomamente al compito che le viene assegnato. Ecco perché c’è bisogno – come in tanti e da più parti, continuano a ripetere – che l’uomo non ne perda il controllo.

C’è bisogno, e questo è il nostro impegno settimanale, che anche il lavoro di redigere il giornale resti distinto da quello degli algoritmi.

Marilisa, Giuseppe, Nuccio, Adalgisa, Enzo, Gioacchino, Lorenzo, Massimo, Adele, Franco, Maria… ogni settimana dedicano tempo gravido di passione, attenzione, ascolto, responsabilità per tessere relazioni, costruire ponti e redigere narrazioni che parlano di noi delle nostre attese e problemi, del territorio agrigentino, della cultura, tradizioni, valori e fede religiosa. Insomma, loro ci sono e ci saranno; sono loro che sostengono la trama e l’ordito del tessuto della nostra informazione, vi incontrano, si pongono in ascolto, e promuovono le tante storie che nascono e crescono nel locale e i valori presenti nel nostro quotidiano di cui nessuna intelligenza artificiale verrà mai a conoscenza e quindi mai potrà restituire in risposta ad un “promt” (l’input/richiesta iniziale fornito da un fruitore al sistema di IA, che guida o attiva una risposta specifica da parte dell’intelligenza artificiale) tranne che non siamo noi ad “addomesticarla/evangelizzarla”. Questa, a mio avviso, è  la sfida che ci attende!

Ancora una volta desidero esprimere il mio grazie alla Chiesa agrigentina e al suo Pastore, ai voi lettori che sostenete con la quota di abbonamento il settimanale, al gruppo redazionale ed ai collaboratori che, a vario titolo, hanno contribuito e contribuiscono a scrivere, da settant’anni, questa storia; la nostra storia.

Grazie a tutti! Continuiamo a sostenerlo e a diffonderlo il nostro settimanale, perché a dettare, le istruzioni, l’“algoritmo” della nostra informazione, siete stati e sarete voi e le vostre storie.

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