Enti non commerciali ed esenzione IMU: il chiarimento dei parroci di Ravanusa

1588
Chiesa madre di Ravanusa, San Giacomo

Si rende noto il testo della lettera aperta che i presbiteri della Comunità Ecclesiale di Ravanusa, in data 15 maggio 2026, hanno indirizzato ai fedeli e a tutta la cittadinanza. Il documento intende fare chiarezza sul quadro normativo che regola l’esenzione IMU per gli immobili degli enti non commerciali destinati ad attività istituzionali, con specifico riferimento alle parrocchie del territorio comunale. I contenuti della nota, prima della loro diffusione, sono stati oggetto di un approfondito esame e di una piena condivisione in seduta congiunta con i membri dei rispettivi Consigli Parrocchiali per gli Affari Economici, garanti della trasparenza e della corretta gestione dei beni ecclesiastici a servizio della collettività.

___________________________

Cari Fedeli, cari Concittadini,

è con profondo dolore che siamo costretti a portare a Vostra conoscenza una vicenda incresciosa, che si trascina dal 2014, che non sarebbe mai dovuta nemmeno iniziare, e che ora è arrivata a livelli non più sostenibili.

Ecco, per sommi capi, una breve cronologia dei fatti accaduti.

Le leggi del nostro Stato Italiano prevedono l’esenzione IMU per i luoghi degli enti non commerciali, utilizzati per i fini degli stessi enti, tra cui la Chiesa Cattolica.  Per esemplificare: se i locali delle nostre parrocchie e chiese vengono usati solo per fini di “religione e culto”, sono esenti dall’imposta IMU.

Il Comune di Ravanusa, guidato dall’allora Sindaco Carmelo D’Angelo, fin dal 2014 ha cominciato ad inviare cartelle, con richiesta di imposta IMU, ciascuna di circa euro 10.000,00, per ogni anno, alle parrocchie S. Giacomo (Chiesa Madre), B.M.V. di Fatima, Sacra Famiglia e S. Michele.

I Parroci del tempo hanno fatto notare, subito, a detto Sindaco che l’imposta non era dovuta e questi, con leggerezza, a qualcuno ha risposto: “e voi non pagate”.

Persistendo il nostro Comune, negli anni successivi, nell’invio di ulteriore cartelle IMU, con licenza del nostro Arcivescovo, poiché trattasi di atti di straordinaria amministrazione, i parroci hanno intrapreso, ripetutamente, e per i singoli anni, ricorso amministrativo, concluso con sentenza favorevole per le parrocchie: esse sono tra gli enti esenti dall’imposta IMU.

Solo negli ultimi due anni (2024 e 2025) non abbiamo inoltrato ricorso amministrativo poiché il Sindaco Pitrola ci aveva detto che non c’era più bisogno, poiché egli era intenzionato a risolvere la vicenda.

Nonostante ciò, e le proteste dei parroci, il Comune ha continuato a richiedere il pagamento dell’imposta in oggetto anche negli anni a seguire.

Tre anni fa, eletto l’attuale Sindaco, dopo qualche mese i parroci, con i responsabili dei consigli per gli affari economici delle parrocchie, abbiamo chiesto di poterlo incontrare per discutere della incresciosa vicenda e ripianarla prima di adire, eventualmente, alle vie legali.

Lo stesso Sindaco ha concordato, subito, con noi circa l’evidente diritto all’esenzione, e ad ogni incontro ha mostrato grande apparente disponibilità a risolvere il problema, anche se poi tutto è continuato come prima.

Nel settembre 2024 abbiamo organizzato, sempre in Comune, un incontro congiunto tra il Sindaco Pitrola, l’allora capo area (conoscitore della vicenda, poiché iniziata da lui con il Sindaco D’Angelo), i parroci, i responsabili dei consigli per gli affari economici parrocchiali, e il commercialista di fiducia della nostra Curia che, tra l’altro, ci aveva assistito nei vari ricorsi amministrativi.

Nonostante siano state presentate, dal capo area, alcune difficoltà non documentabili, forse nel tentativo di continuare a giustificare l’insostenibile, si era pervenuti alla proposta di chiudere la vicenda perfino “in auto – tutela per il Comune”.

Anche questa volta, nonostante le reiterate promesse di risolvere la questione al più presto possibile, il Comune ha continuato a inviare cartelle di pagamento IMU anche per gli anni successivi. E di questo il Sindaco Pitrola è stato puntualmente messo a conoscenza.

Passati 5 anni dal mancato pagamento delle imposte, lo stesso Comune, ha dato mandato all’Agenzia delle entrate – riscossioni di procedere alla esecuzione forzata del pagamento dell’imposta (non dovuta) pena il successivo pignoramento.

E tutto ciò solo per gli anni che vanno dal 2013 al 2018, poiché, sempre dalla Agenzia entrate – riscossioni è arrivata, già, l’intimazione al pagamento dell’IMU del 2019.

E così siamo arrivati al 2025, anno in cui l’Agenzia delle entrate – riscossioni ci ha intimato di pagare 64.186,27 euro per la parrocchia S. Giacomo; euro 71.251,51 per la parrocchia B.M.V. di Fatima e euro 63.000,00 per la parrocchia Sacra Famiglia, ed euro 63.000,00 per la parrocchia S. Michele.

A questo punto è intervenuto, per iscritto, il Direttore dell’Ufficio Amministrativo della nostra Arcidiocesi, e con pec inviata, il 19 Luglio, al Comune di Ravanusa, alla Prefettura di Agrigento e all’Agenzia delle entrate – riscossioni, con ampia documentazione, ha ribadito l’inesigibilità dell’imposta.

Anche a questa missiva è stato risposto con richiesta di ulteriore tempo per verificare e approfondire la vicenda.

Nel frattempo l’Agenzia sopradetta ha pignorato parte del finanziamento regionale concesso per alcune opere di manutenzione straordinaria della Chiesa di S. Giuseppe (ricadente sotto la giurisdizione della Parrocchia S. Giacomo): euro 41.263,07 su 100.000,00, che l’encomiabile P. Maggiolino, alla sua veneranda età, era riuscito ad ottenere, con tutti i permessi anche della nostra Curia, dalla Regione.

E mentre il Sindaco Pitrola, con il nuovo capo area da lui nominato, ai ripetuti solleciti da parte della nostra Curia continuava a chiedere tempo per approfondire la vicenda, la stessa Agenzia delle entrate – riscossione, agli inizi di questo mese di Maggio, ha prelevato forzosamente dai conti correnti parrocchiali il modesto deposito delle parrocchie Sacra Famiglia (euro 1.404,16) e B.M.V. di Fatima (euro 156,00).

Avvenuto anche questo ulteriore affronto alle parrocchie, il Direttore dell’Ufficio amministrativo della nostra Curia ha chiesto un incontro urgente con il Sindaco Pitrola, incontro che è avvenuto nella mattinata di Venerdì 8 Maggio.

A conclusione dell’incontro, dopo tre anni di inutili tergiversazioni, il Sindaco Pitrola, nella sua grande bontà ha proposto al predetto Direttore una soluzione della problematica inaccettabile per stile e per contenuto: ha detto che il Comune avrebbe potuto venirci incontro facendoci pagare solo una percentuale del presunto debito.

Lo stesso Sindaco ha lamentato anche il fatto che un anziano nostro Confratello, a motivo del contributo regionale ottenuto per i lavori della Chiesa di S Giuseppe, starebbe facendo “politica”.

La proposta del Sindaco Pitrola, dopo tre anni di temporeggiamento, non può essere, nemmeno, presa in considerazione.

Non possiamo accettare che ci venga dato come “favore” ciò, che per le leggi del nostro Stato Italiano, ci spetta come diritto. Questa logica non appartiene ad uno Stato di diritto, ma ad altre associazioni!

Noi non chiediamo sconti; non chiediamo regali; non cerchiamo scappatoie per evadere la legge. Noi chiediamo che sia rispettata la legge e che sia ristabilito un nostro diritto.

Più di qualcuno, in questi anni, si è chiesto: in questa incresciosa vicenda c’è stato dolo o incompetenza? Saranno i giudici a stabilirlo.

Non ci lasceremo intimidire, e nonostante ci sia stato fatto sciupare tanto tempo, con la nostra Curia adiremo alle vie legali!

Fino ad ora abbiamo fatto silenzio per non creare disordine o inutili contrapposizioni.

Ora, visto che, come parrocchie e pensiamo anche come Diocesi, siamo stati esposti alla vergogna (un pignoramento non è un fatto piacevole o consuetudinario!), siamo costretti a percorrere tutte le vie legali possibili perché sia ripristinato un nostro diritto.

Chiederemo, anche i danni, non solo economici (per i ricorsi ci sono delle spese da affrontare!) ma anche morali. Ai giudici chiederemo che siano accertate tutte le responsabilità, perché nessuno abbia più a patire simile stillicidio.

Non fa onore al nostro Comune il fatto che nella nostra Provincia e Arcidiocesi di Agrigento, Ravanusa sia l’unico Comune a chiedere il pagamento dell’imposta IMU (non dovuta) alle parrocchie che usano i loro locali solo per fini di “religione e di culto”.

Vale la pena ricordare, ulteriormente, come in nessuna delle strutture possedute dalle nostre comunità venga praticato “commercio” ma solo attività di “Religione e di culto”, proprio come prevedono le leggi dello Stato Italiano.

Per completare il quadro della vicenda bisogna, pure, dire che dalle ricerche fatte dai tecnici della nostra Curia, in questi giorni, è stato rilevato che, nel 2025, il Comune, ha dato indicazioni di sgravio di due cartelle IMU all’Agenzia entrate e riscossioni, per l’anno 2017, ma nello stesso giorno le ha ricaricate come dovute.

Tutto quanto sopra affermato e documentato e verificabile per chi volesse approfondire la vicenda.

Affidiamo tutto al Signore che conosce i segreti dei cuori; chiediamogli che, al più presto, venga ristabilita la legalità e che nessuno abbia, mai più a subire simili ingiustizie.

Siamo costretti a procedere per le vie legali, con il solo desiderio di continuare a servire il Signore e questa Comunità, liberamente e serenamente.

Ravanusa (Ag) 15 Maggio 2026

                                                                                               I Vostri Sacerdoti