Covid-19, firmato protocollo tra Governo e comunità islamiche. Pallavicini, “evento storico”

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Alle 16.30 di oggi, 15 maggio, Palazzo Chigi ha ospitato i principali rappresentanti dell’Islam italiano. Il premier Giuseppe Conte e la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese hanno firmato il protocollo per la gestione della riapertura delle moschee in Italia, che sarà operativo dal 18 maggio. Da parte islamica hanno sottoscritto il protocollo Abdellah Redouane (Grande Moschea di Roma), Yasine Laframe (Ucoii), Yahya Pallavicini (Coreis Italiana) e AbdAllah Cozzolino (Cii). Il documento è stato redatto assieme alle comunità islamiche con la stretta collaborazione del Comitato tecnico-scientifico ed è suddiviso in tre capitoli che indicano nel dettaglio le norme da seguire per la riapertura: “Accesso ai luoghi di culto in occasione di preghiera”, “Attenzioni da osservare nella preghiera” e “Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti”.
Per il presidente della Coreis, imam Yahya Pallavicini, “questo protocollo con la confessione islamica per la gestione della riapertura delle moschee in Italia è un evento storico per almeno 5 motivi”. “Perché viene rispettata la forma della Costituzione, distinguendo il rapporto tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica (Art. 7) e prevedendo anche le relazioni con tutte le altre confessioni religiose organizzate in Italia (Art. 8)”. “Perché questo protocollo sancisce un modello di collaborazione interdisciplinare tra sensibilità politica, rigore scientifico e giuridico (grazie all’attiva partecipazione del Comitato tecnico della Presidenza del Consiglio dei ministri) e responsabilità religiosa nella pratica del culto”. “Si è così potuto valutare prima la chiusura dei luoghi di culto e ora concordare le norme per la gestione graduale delle riaperture” e perché, “pur condizionata dall’emergenza sanitaria per la pandemia, la responsabilità istituzionale del Governo italiano ha riconosciuto pari dignità e opportunità per la preghiera nei luoghi di culto anche ai musulmani in Italia”. La speranza ora è che il protocollo con le Comunità islamiche possa aprire “una pista di lavoro per un’Intesa tra Governo e Islam”. Infine – quinto motivo – “il presidente del Consiglio ha saputo soddisfare le richieste delle minoranze religiose di vedere garantiti i loro diritti di libertà religiosa, senza discriminazioni. Un modello di politica per l’Europa”. Si uniscono alla Coreis nella gratitudine di questa firma del protocollo per la riapertura delle moschee in Italia l’associazione Muhammadiah (comunità pakistana), l’associazione Ahmadou Bamba (comunità senegalese), l’organizzazione Minhaj al-Quran, numerose moschee della comunità di origine dal Bangladesh in Sicilia (Centro Culturale Islamico di via Roma, Palermo) e in Piemonte (moschea Dar al-Salam, Torino).

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