“Giornata della Legalità” sui temi dell’Antiusura e Antiracket in ricordo di Antonino e Stefano Saetta

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Si è tenuta questa mattina, 29 novembre 2021, nell’Aula Magna “Rosario Livatino” del Consorzio Universitario di Agrigento, promossa dal Prefetto, Maria Rita Cocciufa, e dal Comandante della Legione Carabinieri di Sicilia, Generale Rosario Castello, la “Giornata della Legalità” in memoria del Giudice Antonino Saetta e del figlio Stefano. L’occasione è stata propizia per una riflessione sul tema del contrasto all’usura e al racket tenuta dal Prefetto Giovanna Stefania Cagliostro, Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura. In aula,  oltre alle massime autorità civili, militari e religiose del territorio, erano presenti i sindaci, le associazioni antiracket, gli imprenditori, le vittime dell’usura e del racket e gli studenti universitari e quelli delle scuole superiori di 2° grado. Alla Giornata non ha voluto mancare anche , l’Arcivescovo, mons. Alessandro Damiano, che ai nostri microfoni ha dichiarato come le associazioni Antiusura e Antiracket sono una parte importante nella educazione alla legalità che non può essere solo un fatto teorico, ma deve trovare delle applicazioni concrete. Quanto all’apporto che i cristiani possono dare, l’Arcivescovo, ha indicato “la denuncia profetica”; leggere, cioè, i fatti quotidiani, a partire dalla propria vita,  dal punto di vista del Vangelo , e quindi distinguere ciò che è bene da ciò che è male.”

Dopo i saluti del presidente del Consorzio Universitario, Antonino Mangiacavallo, del Prefetto di Agrigento. Maria Rita Cocciufa e e del Comandante della Legione Carabinieri di Sicilia, i presenti hanno potuto prendere parte all’esibizione della Fanfara del 12º Regimento Carabinieri di Sicilia di Palermo e alla proiezione del docu film “L’abbraccio”, Storia di Antonino e Stefano Saetta del regista Davide Lorenzano, presente anch’egli in Aula. Nel suo intervento, al termine della proiezione, ha spiegato come il suo film, attraverso il genere delle scelte narrative operate – il documentario che si unisce alla grafic nouvelle animata –  si rivolge non solo ad un pubblico di adulti, ma anche ai giovani, per raccontare la storia del magistrato Antonino Saetta, Presidente di Corte di Assise di Appello di Palermo, assassinato dalla mafia insieme con il figlio Stefano sulla SS640 il 25 settembre 1988.

. Ha concluso la Giornata il Prefetto Giovanna Cagliostro che ha tenuto la Lectio magistralis  in materia di antiracket e antiusura a cui sono seguite le domande degli studenti, e la replica del Commissario Cagliostro.

Gli interventi:

Il dr.Mangiacavallo, nel suo indirizzo di saluto ha ringraziato le Istituzioni che hanno organizzato l’evento, perché – ha detto –  “ci offre la possibilità di onorare il nostro mandato statutario, che non consiste soltanto nell’offerta formativa, ma anche di proporre una crescita culturale, economica e sociale di tutta la provincia di Agrigento”.

Il Prefetto, Maria Rita Cocciufa: “Oggi –  ha detto, rivolta agli studenti – vogliamo gettare il seme della lotta alla estorsione e all’usura il cui grande nemico il silenzio. Un imprenditore che denuncia, ha proseguito , è un imprenditore che ha coraggio . Ma la denuncia del singolo dovrebbe diventare la denuncia di un’intera collettività. Dovremmo prendere – ha proseguito – sempre più coscienza di questo annoso problema, parlatene – ha detto agli studenti in Aula –  con i vostri insegnanti, con i vostri genitori, le vostre famiglie. Non sono fenomeni che riguardano altri, sono a noi vicini. Introducendo, poi,  alla visione delle docufilm di Lorenzano, ha definito il Giudice Saetta come una persona onesta, eticamente irreprensibile, chi ha fatto fino in fondo il suo dovere. Oggi – ha concluso – è una giornata che la squadra delle Istituzioni che rappresentano lo Stato nel nostro territorio, ha dedicata a voi”.

Il Generale Rosario Castello (foto C.P.)

Il comandante della Legione Carabinieri di Sicilia, Generale Rosario Castello: “Mi fa piacere, ha detto, che questa mattina tutte le istituzioni del territorio sono presenti. Fare  squadra  è importante per contrastare ogni tipo e forma di illegalità. Siamo qui per i giovani, per dare un messaggio di legalità,  vicinanza per riaffermare il ruolo delle istituzioni affianco alle comunità. Ha ringraziato,  inoltre, le associazioni antiracket presenti, i commercianti e imprenditori che denunciano ed il Commissario governativo per l’attenzione che dedica alla Sicilia, I numeri delle persone che denunciano – ha detto – sono leggermente cresciuti, ma ci sono ancora delle resistenze dovute ad una certa cultura mafiosa e di un di omertà che insieme dobbiamo combattere.

L’intervento di Davide Lorenzano

Il Prefetto Cagliostro nella sua Lectio ha messo in risalto quella che è l’azione dello Stato in aiuto delle persone che denunciano ma anche quelle che sono problematiche ancora aperte in materia.  Ha illustrato ai ragazzi l’iter dell’istruttoria molte volte lunga e farraginosa, segnata da lungaggini burocratiche,  ma anche il progetto di riforma per stringere i tempi istruttori attraverso una piattaforma informatica in grado di far dialogare tutti i protagonisti del procedimento, perché la vittima che denuncia – ha proseguito – non ha né tempo né voglia di aspettare la burocrazia, nel momento in cui decide di denunciare ha bisogno di risposte concrete e di una forte presenza dello Stato che infonda fiducia. Ha voluto, poi,  comunicare con forza un messaggio ai ragazzi: “denunciare – ha detto – conviene, perché le vittime non vengono lasciate sole;  c’è un fondo specifico di sostegno e azioni di accompagnamento di chi denuncia. Ha poi evidenziato come elemento non secondario è l’azione di solidarietà del mondo dell’associazionismo accanto alle vittime del racket dell’usura, che proprio in Sicilia ha visto la nascita.  Si è soffermata sul ruolo, istituzionale affidatole, riconducibile sostanzialmente a due filoni: promuovere sostenere ogni iniziativa volta alla prevenzione dei fenomeni del racket e dell’usura, integrando l’azione di contrasto, demandata alla magistratura e alle Forze di Polizia  e presiedere il Comitato di Solidarietà che delibera la concessione di benefici economici in favore di chi ha denunciato. A tal proposito ha detto come l’azione del Commissario si replica attraverso l’ufficio romano, ma anche attraverso tutti soggetti pubblici e privati che di volta in volta svolgono un ruolo fondamentale in questo settore (Prefetture, Università, Associazioni, scuole…). Ha ha evidenziato come le denunce sono poche e ancora meno, le istanze di accesso al fondo.  Al fondo – ha  spiegato i ragazzi – possono accedere professionisti, imprenditori,  titolari di partita Iva, piccoli imprenditori per sottrarsi al ricatto o favorire il reinserimento nell’economia legale. Purtroppo ha detto, non siamo  giunti a fare accedere al fondo le famiglie e gli individui in difficoltà; c’è allo studio – ha confidato – una norma che possa consentire l’accesso anche a loro.

Il Prefetto Cagliostro (foto C.P.)

Ha poi illustrato come la legge preveda per chi denuncia differenti tipologie e criteri di accesso parzialmente diversi: Le vittime di estorsione posso accedere ad un contributo a fondo perduto, alle vittime di usura, invece,  può essere attribuito un mutuo decennale ad interessi zero, a sostegno di un progetto di inserimento nell’economia legale che la vittima deve presentare e rispettare. Purtroppo, ha evidenziato, l’85% dei mutui non viene restituito, questo è un problema, ha ammesso,  che richiede un supplemento di riflessione. Alcuni studiosi hanno suggerito di tramutare il mutuo in elargizione a fondo perduto; molti dicono –  a torto secondo il Commissario – che questo non è possibile perché l’usurato è andato a cercare l’usuraio. In entrambi i casi, tuttavia, è riconosciuto una risarcibilità del danno da lesioni, consistente in una accertata invalidità conseguente al reato (lesioni personali) ovviamente accettate da una commissione medico ospedaliera. Chi fa richiesta di accedere al fondo deve essere a posto con la fedina penale.

I numeri: nell’anno corrente il Comitato si è riunito 30 volte, soprattutto in videoconferenza data la pandemia, ed ha erogato benefici per oltre 19 milioni di euro.

Nell’ultimo triennio (2019-21), le istruzioni di richieste, per il calo delle denunce,  sono in diminuzione. Quelle per estorsione sono  passate da 314 a 284;  quelle per usura da 418 a 255.

Al 25 novembre u.s. risultano inserite nel sistema 256 stanze per estorsione e 197 per usura. Il dato siciliano, ha detto, rispettano sostanzialmente, il trend del dato nazionale, anche se si sta incominciando ad intravedere una certa vivacità nelle denuncie.

Tra le cause evidenziate dal Prefetto in merito al calo delle denunce risulta esserci – secondo uno studio commissionato alla Università Bocconi (vedi qui) –  oltre alla riluttanza a denunciare anche la scarsa conoscenza della possibilità di rivolgersi al fondo. Incontri come questo – ha notato – sono momenti importanti di comunicazione istituzionale per far conoscere a una platea più ampia gli strumenti a disposizione.

Il Prefetto ha avuto anche parole in merito al rapporto con le banche; ha ammesso che ci sono state difficoltà notevoli. Il protestato, anche il singolo individuo, non sempre riesce a colloquiare col mondo bancario. Per Cagliostro è importante che vengano ribancarizzati e rimessi nel circuito legale. Per facilitare questo – ha detto – pochi giorni fa il Ministro degli Interni con il presidente dell’ABI ha sottoscritto nuovo accordo rispetto a quello precedente, rendendolo molto più diretto e umano, creando in supporto, anche, un osservatorio nazionale all’interno del quale sono presenti l’avvocatura, associazioni, imprenditoria.

Insomma, una Giornata che ci auguriamo possa innescare, nei più giovani, azioni virtuose per un cambio di passo per rompere il muro dell’omertà ancora presente in tanti settori della società civile.

La proiezione del Documentario-fim “l’Abbraccio” (foto C.P.)

Guarda il video della Fanfara 

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