Il Card. Montenegro scrive ai “Fratelli dell’Islam”: «Dobbiamo uscire rafforzati da questa prova»

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Immagine d'archivio - Iftar 2019 alla alla “Locanda di Maria” di Agrigento

In occasione della fine del Sacro Mese di Ramadan e nell’approssimarsi della festa di Eid-al-Fitr, il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, ha scritto ai “Fratelli dell’Islam”.

Abbiamo vissuto e stiamo vivendo insieme, musulmani, cristiani, e fedeli di altre religioni la terribile prova di una epidemia globalizzata, la pandemia del Covid-19 di fronte alla quale tutti i credenti si sono interrogati. Dobbiamo uscire rafforzarti da questa prova – scrive il presule –, irrobustiti nel senso di una maggiore consapevolezza del nostro essere fratelli, della nostra responsabilità di custodire la bellezza di questo mondo creato dall’Onnipotente, di prevenire le guerre e la distruzione dei popoli e dei luoghi“.

Negli scorsi giorni erano stati i Musulmani a rivolgere alla Chiesa locale gli auguri per la fine della Quaresima e la Santa Pasqua.

Di seguito il testo del card. Francesco Montenegro.

Cari Fratelli dell’Islam, che risiedete da anni nel territorio della nostra provincia o che foste anche di passaggio nei centri di accoglienza o nelle case famiglie, o appena approdati a Lampedusa, assalamualaikum! Non posso non ricordare con gratitudine che quest’anno tutti voi Musulmani avete voluto rivolgere a me e a tutta la nostra Diocesi gli auguri per la fine della Quaresima e la Santa Pasqua.

E’ per me dunque motivo di gioia indirizzare a voi di tante diverse nazionalità e provenienza, in occasione della fine del Sacro Mese di Ramadan e nell’approssimarsi della festa di Eid-al-Fitr i miei migliori voti augurali.

Il mese di Ramadan costituisce uno dei momenti speciali della vostra fede, uno dei cinque “pilastri“ dell’Islam, e dal mio punto di vista mi sembra davvero speciale perché non solo è un periodo di maggiore preghiera ed approfondimento spirituale ma anche perché è bello sapere che costituisce un momento forte di condivisione con i poveri, e questo legame tra preghiera e poveri, tra approfondimento spirituale e amore per il prossimo è costitutivo anche del Cristianesimo. L’Iftar, l’unico pasto che conclude poi il vostro severo digiuno quotidiano da qualsiasi cibo o bevanda è momento di gioia e di rafforzamento delle relazioni familiari e amicali, come ho potuto sperimentare io stesso già nei quattro anni scorsi in cui abbiamo potuto condividerlo insieme alla “Locanda di Maria” proprio accanto alla moschea di Piazza Ravanusella, momento reso ancora più prezioso dalla presenza proprio dei poveri delle nostre due comunità.

Quest’anno le indicazioni di prevenzione dal virus ci impediscono di trascorrerlo insieme fisicamente ma io e tutta la Diocesi di Agrigento ci uniamo spiritualmente a voi. Non mancheranno in futuro occasioni per ulteriori momenti di fraternità. Abbiamo vissuto e stiamo vivendo insieme, musulmani, cristiani, e fedeli di altre religioni la terribile prova di una epidemia globalizzata, la pandemia del Covid-19 di fronte alla quale tutti i credenti si sono interrogati.

Dobbiamo uscire rafforzarti da questa prova, irrobustiti nel senso di una maggiore consapevolezza del nostro essere fratelli, della nostra responsabilità di custodire la bellezza di questo mondo creato dall’Onnipotente, di prevenire le guerre e la distruzione dei popoli e dei luoghi, penso per dare un esempio in questo momento proprio a quei luoghi da cui proviene il nostro comune Padre nella Fede Abramo,  un tempo rigogliosi e sede di pacifica convivenza tra i popoli di ben 5 religioni diverse ed adesso tanto martoriati, nella natura, nel patrimonio culturale e nell’umanità.

Durante questa pandemia, in tutto il mondo abbiamo vissuto il 14 Maggio l’esperienza della giornata interreligiosa di preghiera, digiuno, cura dei poveri ed invocazione a Dio Creatore perché possa cessare questo flagello, ideata dall’Alto Comitato per la fratellanza umana, istituzione stabile che ormai costituisce un nuovo passo compiuto nel dialogo interreligioso. Ma non fermiamoci…..andiamo avanti!

Auspico dunque che iniziative come questa o similari possano ripetersi in un futuro, speriamo prossimo, in cui potremo riabbracciarci  realmente.

Eid Mubarak! Buona Festa e a presto!

 

+ Francesco Card. Montenegro

Arcivescovo di Agrigento

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