In memoria di Carlo, i genitori donano presidi sanitari alla città e all’Ospedale

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1998
Carlo Costanza

I genitori di Carlo Costanza – giovane agrigentino, morto, in seguito ad un incidente stradale,   il 3 marzo scorso a Milano dove si trovava per coronare la sua passione per l’arte della buona cucina, dopo avere conseguito la laurea di chef presso la scuola di Alta Cucina “Cordon Bleu”  di Firenze” –  per mantenerne viva la memoria,  hanno donato alla città un defibrillatore che è stato istallato ,  il 29 dicembre (foto sotto) nei pressi del centrosociale di Fontanelle  e, nei giorni scorsi,   3 Optiflow all’ospedale San Giovanni di Dio , destinati uno al pronto soccorso e 2 nel reparto di rianimazione. In questo modo i genitori intendono dare  continuità alla generosità incondizionata del figlio Carlo che amava l’arte in tutte le sue forme e soprattutto amava la vita avendo, per questo, scelto di donare gli organi prima di lasciarci.

Ai tanti che l’hanno conosciuto risuonano alla memoria le parole di don Giuseppe Morreale in occasione dei funerali nella Chiesa San Domenico che in breve tratteggiano la figura di Carlo: “ Oggi siamo qui – aveva esordito nell’omelia – perché siamo chiamati a raccogliere i frutti di questa morte, o meglio di questa vita che muore e che porta frutto, i frutti più buoni:

la bellezza di una vita giovane ricca di traguardi raggiunti e sogni da realizzare; la passione per la vita e per le cose più vere e più belle di essa; l’attaccamento alla famiglia e ai suoi valori intangibili; la fedeltà ad un amore condiviso per nove anni ; il valore di una amicizia vissuta; l’eco di una parola buona detta anche con una semplice battuta sempre pronta; la preziosità di un sorriso sempre incoraggiante; la devozione per il parente, l’amico o il semplice conoscente; la passione per gli incontri puntuali e costanti, impastati di affetto e di stima; l’attenzione al bisogno e alle necessità degli altri; la generosità di chi non lascia mai nessuno deluso; il desiderio della festa… la festa di sentire tutti accanto e vicino; la grandezza di una fede semplice ancorata all’incontro con Gesù nella festa e come una festa”.

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