Ricordando Franca Tedesco, donna di fede e carità cristiana

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Sabato 20 agosto, alla bella età di 98 anni compiuti lo scorso 4 giugno, ha concluso la sua vita terrena per andare incontro al Padre celeste, la professoressa Francesca Tedesco, per tutti la signorina Franca. Si tratta di una persona assai conosciuta e stimata nella città di Agrigento, particolarmente negli ambienti ecclesiali e in quelli dove la povertà e le sofferenze della vita hanno bisogno di persone sensibili e generose che comprendano e portino aiuto e conforto. Proveniva da una famiglia cristiana, ricca di figli bene educati nella fede e poi affermatisi anche nelle loro professioni. Alla sua famiglia Franca Tedesco è stata sempre vicina e ricambiata nell’affetto e nelle attenzioni.

Ancora giovanissima era entrata nell’area culturale e spirituale della professoressa Maria Alaimo, donna di ingegno vivace e di profonda spiritualità. Attorno a essa tante ragazze andavano costruendo il proprio futuro tra le bellezze della letteratura e l’impegno serio per innamorarsi di Cristo e crescere nelle virtù umane e cristiane.

La giovane Franca capì che, al fine di avere la necessaria sensibilità per comprendere i problemi e le angustie delle persone ed essere generosi ed efficaci nel servizio ai fratelli, è molto importante curare con tutto l’impegno possibile la vita interiore. Perciò cominciò a riservare spazi sempre più ampi alla preghiera e crebbe nell’amore all’Eucaristia e alla Madonna. Davanti a Gesù Eucaristia faceva ‘la cura del Sole’, come in qualche occasione ha denominato l’adorazione eucaristica silenziosa e prolungata per riscaldare il cuore e la mente ai piedi di Gesù, vero sole della vita.

Francesca di nome, trovò in S. Francesco d’Assisi l’ispiratore del suo percorso spirituale e apostolico, fatto di una vita semplice, animata dalla gioia di sapersi amata da Dio e pronta a diffondere gioia, impegnata per l’annunzio vangelo nelle forme più diverse e per le circostanze così varie che si presentano, viva attenzione alle sofferenze delle sorelle e dei fratelli che incontrava o che andava a visitare. Il mondo francescano era ed è ricco di belle figure, anche femminili, esemplari per la vita interiore e per il generoso apostolato. In buona parte della prima metà del secolo scorso, di grande esempio è stata Armida Barelli, recentemente dichiarata beata da Papa Francesco. È stata una donna molto impegnata nella Gioventù Femminile di Azione Cattolica e, in collaborazione con il francescano P. Agostino Gemelli e altri illustri personaggi, confondatrice dell’Università Cattolica del S. Cuore e di altre opere di formazione e di carità.

Grazie a tali esempi e a queste basi spirituali, morali e culturali, la signorina Franca, per molti decenni, e fino a pochi anni addietro, ha svolto un apostolato vario, gioioso, generoso. Come abbiamo potuto ascoltare anche dalla testimonianza del professore Domenico Frenna, letta al termine della messa delle esequie, in parrocchia si è impegnata con molta efficacia e trascinando altri a collaborare con lei, nell’azione cattolica con “una presenza qualificata e importante”, nella distribuzione di viveri ai poveri, “brillando per puntualità, costanza e dedizione”, nella conferenza di S. Vincenzo, nella “visita alle case di riposo per anziani della città, alle quali regolarmente portava i regalucci confezionati da lei, la musica e soprattutto la tenerezza del sorriso, dei gesti e delle parole”, “nella raccolta di fondi da mandare alle varie missioni”.

Di animazione per le opere missionarie si è occupata per alcuni decenni, a livello diocesano. È stata, infatti, presidente del gruppo diocesano delle animatrici delle Pontificie Opere Missionarie. Si tratta delle opere della propagazione della fede, dell’infanzia missionaria e di S. Pietro apostolo, oltre alla Pontificia Unione Missionaria. Esse hanno lo scopo di promuovere lo spirito missionario universale nel popolo di Dio. Posso personalmente attestare, essendo stato assistente spirituale di questo gruppo dal 1974 al 1980, che la signorina Franca ha svolto questo servizio con la passione di chi ha a cuore che l’annunzio del vangelo giunga anche in terre non cristianizzate, perché a tutti gli uomini sia offerta la possibilità di lasciarsi salvare da Dio. Oltre alle riunioni, formative e organizzative, che si facevano regolarmente, sul piano operativo si portavano avanti varie iniziative: messa missionaria mensile, quaresima missionaria, aiuto alla missione agrigentina di Ismani, incontri interconfessionali, programmi specifici a Radio Concordia, stampa missionaria…

Considerato il suo profilo umano e cristiano, appare facile pensare che, nel suo transito da questa vita, l’amato Gesù le abbia accordato l’eredità del Regno, perché quando lui, nei suoi fratelli e sorelle, ha avuto fame, sete, bisogno di conforto o di testimonianza della fede, questa sorella non si è tirata indietro. Tuttavia non mancherà la nostra preghiera di suffragio per lei.

Alfonso Tortorici

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