Prevenire e contrastare le truffe ai cittadini over 65 e rafforzare i legami intergenerazionali tra nonni e nipoti. È questo, in sintesi, quello che il Comune di Agrigento intende realizzare con la seconda edizione del progetto “Io non ci casco”, presentata questa mattina nei locali dell’ex Collegio dei Padri Filippini.
Il progetto è frutto della collaborazione tra Comune di Agrigento, Prefettura, Questura, Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri, Polizia postale, Arcidiocesi di Agrigento, Provveditorato agli studi, Ordine dei medici e dei farmacisti, l’ASP e gli enti del Terzo Settore del territorio che operano a contatto con gli anziani.
«Un progetto ambizioso e di grande valore – ha dichiarato il sindaco Francesco Micciché –, che mira a contrastare una problematica molto sentita e, al tempo stesso, a rafforzare il legame tra le giovani generazioni e le persone anziane. Desidero ringraziare l’assessore Vullo, che ha proposto questa iniziativa e tutte le istituzioni e enti che, con impegno e collaborazione, contribuiscono a prevenire e contrastare le truffe ai danni degli anziani nel nostro territorio».
«L’iniziativa – ha spiegato l’assessore alle Politiche Sociali, Marco Vullo, – è finalizzata a contrastare l’odioso fenomeno delle truffe ai danni delle persone anziane. Importante novità di quest’anno è l’introduzione della figura del “Nipote Digitale”: grazie alla partecipazione degli studenti degli istituti comprensivi della città, saranno organizzate giornate di sensibilizzazione rivolte agli anziani, con l’obiettivo di fornire loro strumenti utili per evitare situazioni spiacevoli».
«Si tratta di un progetto di grande valenza sociale – ha dichiarato il Prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo –, ma soprattutto di sensibilizzazione e di diffusione di una cultura della prevenzione. Il Comune di Agrigento si è mostrato diligente e lungimirante nell’adottare soluzioni innovative, capaci di arricchire l’iniziativa attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni. Un canale formidabile di comunicazione che, anche in ambito familiare, rafforza il dialogo tra giovani e anziani, creando un ponte di interlocuzione prezioso tra le generazioni».
















