IV ed. Premio “Mons. Giuseppe Petralia, Vescovo e Poeta”, premiato don Giuseppe Lentini

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Mons. Giuseppe Petralia (foto archivio del settimanale diocesano "L'Amico del Popolo"

Oggi, 30 luglio 2021, si terrà, nella Chiesa Madre di Bisacquino la IV edizione del Premio “Mons. Giuseppe Petralia, Vescovo e Poeta”, organizzato dalla Real Compagnia della Beata Maria Cristina di Savoia, dall’Arcipretura di Bisacquino e dal Comune di Bisacquino, con il patrocinio della Presidenza della Regione Siciliana, del Baliato di Santa Maria degli Alemanni dell’Ordine Teutonico e della Fondazione Thule Cultura.

Il Premio è dedicato alla fulgida figura di S. E. Mons. Giuseppe Petralia (Bisacquino, 1º gennaio 1906 – Palermo, 7 luglio 2000) vescovo di Agrigento dal 1963 al 1980, uomo di profonda cultura teologica e letteraria, oltre che scrittore e poeta, con l’intenzione di valorizzare le eccellenze letterarie, culturali, teologiche e sociali ispirate agli alti valori cristiani che Mons. Petralia ha rappresentato e attraverso le sue opere ancora oggi rappresenta.

Tra i premiati, nella Sezione “Storia, Archeologia e Scienze Archivistiche”, c’è don Giuseppe Lentini , direttore dell’Archivio storico dell’Arcidiocesi di Agrigento.

Con lui saranno premiati:

  • il Valerio Scibetta per il libro “L’onesta del tempo” attraverso il quale ricostruisce la storia della famiglia Scibetta, grandi orologiai bisacquinesi e di Bisacquino;
  • il Dott. Andrea La Porta, ricercatore attento che ha ricostruito nel volume “Devozione all’Immacolata ad Agrigento nel ‘700. Uno studio d’archivio” la storia del culto tradizionale che lega la città dei Templi alla Beata Vergine Maria;
  • il dott. Paolo Busub, ricercatore d’archivio scrupoloso che ha ricostruito nel volume “Delia e Santa Rosalia tra devozione, culto e marchesato Lucchese” l’origine del legame profondo tra la Santa normanna e l’antica cittadina.

A don Giuseppe Lentini (foto a sinistra),  scrupoloso, professionale ed infaticabile, viene conferito il premio perchè ha informatizzato l’Archivio storico diocesano , rendendo fruibile ai ricercatori il grande patrimonio documentale che in esso è custodito, dando un notevole contributo per la ricognizione scientifica della storia agrigentina.

 

 

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