La bambina “nata per il Cielo”: la piccola grande lezione di fede di Serena

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serena chiarello

Ci sono storie e vite brevi, troppo brevi, ma intense come fiammelle nel vento; anime pure che offrono una grande lezione di vita e di amore per Dio.
Una di queste vite è sicuramente Serena Chiarello, una bambina che sorprende, per avere intrapreso, in pochi anni, un cammino di fede intenso.
La comunità parrocchiale del Carmine, dove Serena è stata battezzata e accompagnata nel suo ingresso alla vita eterna, ha deciso di raccontare la sua storia, con un convegno, “Bambini santi: quando la santità non ha età”, che si è tenuto il 23 febbraio nel salone parrocchiale.

Serena nasce il 4 novembre 1986 a Sciacca e trascorse la sua infanzia serenamente, mostrandosi fin da piccola altruista, pacifica, vitale, allegra, docile e affabile, socievole. Amante dello studio, riusciva a recuperare velocemente le lezioni perdute per le tante assenze dovute alle sue condizioni di salute. Serena possedeva una forza attrattiva che traspariva dai suoi occhi e dai suoi atteggiamenti. Matura per la sua età, riusciva a intrattenere conversazioni su svariati argomenti, anche con persone più grandi di lei.

I primi sintomi della malattia oncologica, rivelatasi poi inguaribile, si presentarono l’ultimo anno della scuola dell’infanzia. I suoi genitori non dettero inizialmente particolare importanza all’insorgenza di dolori alle gambe, scambiandoli per semplici capricci della loro bambina. Ma in seguito i dolori ci acuirono, al dolore alle gambe si associarono vertigini, inappetenza, spossatezza, visione doppia delle immagini. Durante una visita oculistica, venne riscontrata la paralisi della pupilla sinistra. Ulteriori accertamenti diagnostici rivelarono un esito drammatico: Serena aveva un grave tumore al cervello. Dopo un delicato ed immediato intervento chirurgico, abbastanza rischioso, Serena si sottopose a cicli di chemioterapia e radioterapia. Ma ben presto, una ricaduta e la scoperta che nulla era più possibile per salvare la vita di Serena.

I colleghi del papà, toccati e commossi profondamente da quanto stesse vivendo la famiglia Chiarello, regalarono un viaggio-pellegrinaggio a Lourdes. I genitori accettarono l’opportunità di intraprendere questo viaggio per affidare Serena alla Vergine di Lourdes e continuare a pregare per la guarigione della figlia. A Lourdes, su suggerimento di suor Clotilde Castellano, molto affezionata a Serena, i genitori di Serena, chiesero ed ottennero che la figlia potesse ricevere il sacramento della Prima comunione nella “Grotta di Lourdes”. Il ricevere la comunione le donava tanta forza e un sorriso contagioso. Serena amava disegnare Gesù, la Madonna, i Santi; raccontava anche di vedere Gesù, altre volte la Madonna e anche Sant’Antonio da Padova.

I genitori elevarono incessantemente preghiere per la figlia, perché guarisse, e ogni volta che i suoi lo facevano, Serena sgridava il suo papà, invitandolo a non pregare per lei, ma per tutti coloro che avevano più bisogno di lei. Un incontro decisivo e spiritualmente intenso avvenne con padre Matteo La Grua, il quale nel ricevere la famiglia Chiarello, pronunciò parole profetiche: «questa bambina rimarrà ancora in vita per il tempo che servirà al Signore per convertire tante anime». Una profezia che si rivelò vera, perché tanti si sono riavvicinati a Dio, tramite questa semplice bambina. Anche fra Modestino da San Giovanni Rotondo rispose alla richiesta di preghiere per la sua guarigione: «Non pregate per la sua guarigione, ma perché sia fatta la volontà di Dio su vostra figlia, perché voi non potete sapere ciò che è meglio per lei».

La malattia avanzava, ma Serena non si lamentava mai, manteneva il suo sorriso e accettava la sofferenza con tanta preghiera e pace interiore.

Il giorno della festa del Sacro Cuore di Gesù, mamma e papà si accorsero che Serena sorrideva a qualcuno, i suoi occhi erano raggianti ed il suo viso estasiato. Serena non riusciva più a parlare, ma indicò con il dito il Sacro Cuore di Gesù.

Serena fu sempre serena di nome e di fatto, trasmettendo tanta fede al Signore, pace, conforto e sollievo alla sua famiglia e anche ai suoi parenti.

Il 17 giugno 1994 Serena lascia questo mondo e ritorna al Padre. Tante testimonianze descrivono, non solo una personalità estremamente rara e speciale della personalità di Serena, ma anche di tanti sogni, dove la bambina consola, rasserena, infonde pace.

Un coro unanime attesta che Serena fu una bambina, eccezionale, straordinaria, speciale, fuori dal comune rispetto ai suoi coetanei, nata per il Cielo. In lei c’è il profumo della santità: testimone della fede ha affrontato la sua splendida infanzia in una grande prova fisica, nella profonda intimità con Dio, nella forza della preghiera e nel suo amore per l’Eucaristia.

La storia di Serena ci parla di santità: in una carezza data nel dolore fisico, nella sofferenza della grave malattia offerta a Gesù, in un sorriso che consolava e infondeva speranza.

Luca Restivo

 

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