La Mariapoli ad Agrigento

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I membri del Movimento dei Focolari di Agrigento

Dal 29 aprile al 1° maggio la città di Agrigento ospiterà la Mariapoli (“Città di Maria”); è l’appuntamento storico e più caratteristico del Movimento dei Focolari. La sua origine  – scrive Letizia Minuta  del Movimento dei Focolari di Agrigento – è una vacanza nelle Dolomiti nel 1949, dove Chiara Lubich e alcune delle prime focolarine si erano ritirate nella baita di una loro parente. Sin dal 1943 la pratica di mettere in pratica il Vangelo era diventata per loro una norma e uno stile di vita, anche in vacanza. Quell’esperienza non lasciò indifferenti altri e negli anni successivi il numero che si unì al primo gruppo si allargava a persone di ogni ceto sociale, età, vocazione e, nel 1959, nel giro di due mesi, a vivere quella particolare vacanza erano arrivati ad essere 12.000, provenienti da varie parti d’Italia e d’Europa e perfino dall’America latina: costruire una “società” basata sul Vangelo non solo era possibile ma necessario. In Italia eravamo nel dopoguerra e in molti modi si cercava di rinascere dalle distruzioni create dall’odio. Igino Giordani, allora noto scrittore e deputato, compose un inno che descriveva il fenomeno: “… tranvieri, studenti e medici, speziali e deputati, entrati qui in Mariapoli son già parificati…”.

Cosa parificava tutti? Certamente c’era una grazia spirituale che aiutava a mettere in pratica il Vangelo e a sperimentare la gioia di scoprirsi fratelli, tanto che i partecipanti tornati nelle loro città non potevano esimersi dal vivere con nuovo impegno la vita mettendo alla base di ogni azione l’amore vicendevole come Gesù aveva suggerito e come avevano sperimentato.

Da allora le Mariapoli si sono moltiplicate e dalle valli del Trentino sono arrivate in tutti i continenti con lo stesso messaggio di fare del mondo una famiglia.

In Sicilia le Mariapoli sono iniziate negli anni Sessanta a Enna, Acireale, Messina… e quest’anno ad Agrigento.

Quali i contenuti di questi giorni insieme? La proposta di mettere in pratica le parole di Gesù viene sempre spiegata da esperienze vissute. Ma l’elemento che dà alla Mariapoli un ruolo che le fa oltrepassare i confini è che, pur in lingue e culture diverse, si diffonde un modo di essere Chiesa che il Concilio Vaticano II ha messo in luce e che il pontificato di Francesco ha con forza sottolineato e mostrato nella sua attualità. Nell’Esortazione Apostolica, Evangelii gaudium, Francesco afferma: “Il mondo è lacerato dalle guerre e dalla violenza, o ferito da un diffuso individualismo che divide gli esseri umani e li pone l’uno contro l’altro ad inseguire il proprio benessere. In vari Paesi risorgono conflitti e vecchie divisioni che si credevano in parte superate. Ai cristiani di tutte le comunità del mondo desidero chiedere specialmente una testimonianza di comunione fraterna che diventi attraente e luminosa. Che tutti possano ammirare come vi prendete cura gli uni degli altri, come vi incoraggiate mutuamente e come vi accompagnate: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35). È quello che ha chiesto con intensa preghiera Gesù al Padre: «Siano una sola cosa … in noi … perché il mondo creda» (Gv 17,21). Attenzione alla tentazione dell’invidia! Siamo sulla stessa barca e andiamo verso lo stesso porto! Chiediamo la grazia di rallegrarci dei frutti degli altri, che sono di tutti.” (Papa Francesco, Evangelii gaudium, 24 novembre 2013)

 

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