Lampedusa, mons.Damiano presenta alla Comunità il nuovo parroco, don Carmelo ed il vice, don Salvatore

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(foto Enza Billeci)

Venerdì 1 ottobre 2021,  la parrocchia “San Gerlando” di Lampedusa, ha accolto il nuovo parroco, don Carmelo Rizzo unitamente al vicario parrocchiale don Salvatore Piazza. A presentarli alla comunitàl’arcivescovo,  mons. Alessandro Damiano, durante la santa Messa sul sagrato della parrocchia.

Don Carmelo e don Salvatore , subentrano, dopo 5 anni, a don Fabio Maiorana e  a  don Carmelo la Magra, chiamati a nuovi impegni pastorali; a Racalmuto il primo e a Realmonte il secondo. L’Arcivescovo nel presentarli alla comunità – come dice don Rizzo –  li ha invitati ad essere pastori per tutti  con un  cuore che si fa prossimo, che si fa padre per necessità, per gli isolani, per i migranti, e anche per i turisti. Al termine della Celebrazione, la signora Pina Calabrese, a nome della comunità, ha rivolto il saluto all’Arcivescovo ringraziandolo per l’affetto e per la cura riservata alla comunità di Lampedusa. Ha poi ringraziato don Carmelo e don Salvatore  che con prontezza hanno detto il loro “eccomi”; un grazie è andato alle loro famiglie, che, ha detto “li hanno accompagnati in tutto il loro cammino di fede e che ora sono qui in mezzo a noi, come a dirci «Ecco, ve li affidiamo, custoditeli!». Sì, ha proseguito, è cosi: “i sacerdoti vanno accolti, sostenuti, custoditi  perché preziosi e indispensabili nel loro ministero presbiterale. Veniamo tutti – ha proseguito – da una prova dolorosa, quella della pandemia, che ha investito tutto il mondo, che ci ha provati e cambiati. Tutto quello che davamo per scontato lo vediamo ora con occhi nuovi. Tutto – ha continuato – ora ci è più prezioso, a partire dalle cose più semplici: i sorrisi delle sorelle e dei fratelli, gli abbracci, lo stare insieme. Sembravamo tante isole, isole nell’isola. Il dolore provato inizialmente, quando, non potendoci  accostare ai sacramenti, smarriti, andavamo con il ricordo ai martiri di Abitene, dicendoci l’un l’altro: «Noi non possiamo vivere senza la domenica».  La Chiesa vive dell’Eucarestia ed è la Chiesa che fa l’Eucarestia. E l’Eucarestia è un dono, dono affidato agli apostoli, dono che nasce dalle mani dei sacerdoti, i quali spezzano per noi il Pane di Vita Eterna. Ci è mancato – ha detto ancora –  non potere celebrare i sacramenti dei nostri ragazzi che devono completare il cammino d’iniziazione cristiana…. il profumo del sacro crisma sulla fronte dei nostri giovani,  la gioia dei figli di Dio in festa attorno al loro Signore. Ora, però, è un tempo nuovo. Ora che la notte oscura della pandemia man mano lascia il posto ad un nuovo giorno di luce e di speranza, è tempo di un nuovo inizio nel nome di Gesù che fa nuove tutte le cose. Per noi – ha concluso – l’arrivo dei nuovi sacerdoti, che coincide con l’avvio di un nuovo anno pastorale, è una benedizione dal cielo, un segno che ci dice che è tempo di ricominciare”.

(foto Enza Billeci)
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