Lucchesiana: I Carabinieri (TPC) restituiscono l’antico atlante “Theatrum Orbis Terrarum”

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Il Ten. Col. Giuseppe De gori restituisce l'atlante a mons. Alessandro Damiano e a don Angelo Chillura

Il 10 giugno 2021, nella Biblioteca Lucchesiana di Agrigento, è stato riconsegnato l’Atlante “Theatrum Orbis Terrarum” di Abraham

, a don Angelo Chillura, Direttore della Biblioteca, dal Ten. Col. Giuseppe DE GORI, Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Bologna. L’importante opera libraria, risalente al 1612, era stata illecitamente sottratta dalla Biblioteca prima del 1947.

La restituzione è stata introdotta da un momento coordinato dal direttore della Biblioteca, don Angelo Chillura (vedi qui), a cui sono intervenuti per i saluti: mons. Alessandro Damiano (vedi qui), Arcivescovo di Agrigento, mons. Melchiorre Vutera per il Capitolo Metropolitano (vedi qui), il dott. Rosario Maniscalco,direttore della biblioteca Pirandello in rappresentanza dell’arch. Roberto Sciarratta, direttore del Parco Archeologico Valle dei Templi di Agrigento(vedi qui), la dott.ssa Rita Ferlisi,funzionario direttivo e storico dell’arte in rappresentanza di Michele Benfari, Soprintendente Beni culturali e ambientali di Agrigento (vedi qui) .

Dopo i saluti sono seguiti gli interventi del  Tenente Colonello Giuseppe De Gori, comandante del Nucleo Carabinieri per la tutela del Patrimonio Culturale di Bologna, che ha illustrato ai presenti le fasi del recupero del Volume di Abram Ortelius (vedi qui), mentre la dott.ssa Giovanna Iacono, bibliotecaria, ha trattato l’argomento Il “Theatrum Orbis Terrarum” nella Biblioteca di Andrea Lucchesi Palli (vedi qui).

A rappresentare, al tavolo di presidenza,  il Colonello Vittorio Stingo, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Agrigento, il  Capitano dei Carabinieri  Marco La Rovere.

 A conclusione, alla presenza delle autorità civili e di numerosi cittadini, si è tenuto il momento della restituzione del Volume alla Biblioteca e l’esposizione in vetrina. L’eccezionale recupero è frutto della collaborazione tra il Nucleo TPC di Bologna, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Emilia Romagna e l’Ufficio Esportazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (SABAP) per la Città Metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia. In particolare, l’Ente regionale di tutela in ambito librario e archivistico del Ministero della Cultura, nel corso degli accertamenti disposti dall’Ufficio Esportazione della SABAP di Bologna sull’Atlante, presentato da un commerciante per il rilascio dell’attestato di libera circolazione finalizzato all’uscita definitiva dall’Italia, aveva rilevato la presenza di timbri erasi su tutte le tavole dell’opera e, per questo motivo, interessato per gli accertamenti il Nucleo felsineo.

Particolare del timbro della Lucchesiana (sulla pagina dell’Islanda) che ha permesso ai Carabinieri di risalire al proprietario

Le conseguenti e complesse indagini condotte dal Reparto specializzato dell’Arma – coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna e svolte con l’ausilio tecnico scientifico dei Carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche (R.I.S.) di Parma e dei funzionari specializzati in materia libraria della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Emilia Romagna – hanno permesso di isolare la traccia di un timbro a umido ancora e accertarne così la sua provenienza illecita. Altrettanto minuziosi ed essenziali si sono rivelati gli accertamenti storico-bibliografici forniti dal Direttore della Biblioteca Lucchesiana, attraverso i quali è stato possibile acquisire i dovuti riscontri inventariali del bene e datarne, così, la sua sottrazione in epoca antecedente al 1947. I risultati investigativi hanno consentito all’Autorità Giudiziaria di disporre il sequestro del prezioso volume, impedirne la sua commercializzazione ed esportazione all’estero e permettere, in questo modo, la restituzione alla rinomata Biblioteca Lucchesiana, luogo in cui sarà ricollocato per essere restituito alla collettività per la pubblica fruizione e studio.

 

 

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