Maturità 2020, l’annuncio del premier Conte: «Si svolgerà a scuola»

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L’Esame di Maturità 2020 si svolgerà a scuola. La notizia attesa da settimane da mezzo milione di candidati, è arrivata direttamente dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “L’obiettivo del governo – ha detto il premier – è quello di consentire il prossimo Esame di Maturità in presenza, in piena sicurezza”. Parole alle quali è seguito l’annuncio su Facebook della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina: “Siamo convinti di poterli garantire in sicurezza. Il Comitato tecnico scientifico ci ha dato il via libera. In queste settimane – ha aggiunto Azzolina – il governo non ha mai smesso di pensare alla scuola e non lo farà mai. Anche per questo voglio assumere, per il prossimo anno scolastico, più docenti possibili, a partire dai precari”. Che, secondo una stima del sindacato, a settembre potrebbero toccare quota 200mila.

La Maturità in classe sarebbe “un bel segnale” secondo la segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi. “Lo abbiamo chiesto nel corso dell’audizione della settimana scorsa al Senato – ricorda la leader sindacale -. Servirebbe non solo a dare più peso, valore e significato a un passaggio così importante nel percorso di studi di ragazze e ragazzi, ma anticiperebbe in modo visibile e concreto quello che ci auguriamo possa avvenire il più presto possibile, restituendo calore, vita e presenza alle nostre scuole troppo a lungo deserte”.

Il rientro in classe degli studenti, è una notizia che “non può che farci piacere”, sottolinea il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. Che guarda soprattutto alla ripresa delle attività a settembre che, sempre stando alle parole del premier Conte, avverrà in presenza. “Chiediamo che si intervenga rapidamente – aggiunge Giannelli – con interventi di rilevanza strategica, come quelli per ampliare ovunque le infrastrutture digitali e per mettere in sicurezza gli edifici scolastici, cogliendo l’occasione dell’assenza degli alunni. In ogni caso – conclude il presidente dell’Anp – finché non disporremo del vaccino non possiamo escludere futuri lockdown e, quindi, dobbiamo intervenire subito per rendere più efficace la didattica a distanza e per diffondere la cultura dell’innovazione didattica, senza affidarci solo al senso di responsabilità e alla capacità di fronteggiare l’imprevisto encomiabilmente dimostrati dai dirigenti e dal personale docente e amministrativo. Dobbiamo trasformare questa crisi in opportunità di ammodernamento di tutto il sistema educativo, anche dal punto di vista pedagogico”.

(Avvenire)

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