Naro, prima tappa de “Il cammino della legalità”

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Naro Cammino della legalità

Una partecipazione intensa, sentita e coinvolgente ha segnato il debutto de “Il Cammino della Legalità”. La prima tappa dell’iniziativa, intitolata “La Rabbia Non Comanda… noi e gli altri…”, si è svolta nella cornice di Casa ContemplAttiva a Naro, registrando una massiccia affluenza di cittadini, operatori sociali, giovani e rappresentanti delle istituzioni. Un segnale chiaro di quanto il territorio avverta il bisogno di confrontarsi su temi cruciali come il disagio giovanile, l’educazione emotiva e la costruzione di relazioni sane.

L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Ornella Zarcaro, presidente di Estia Società Cooperativa Sociale ETS (realtà promotrice del percorso), del sindaco di Naro Milco Dalacchi, del Vice Prefetto aggiunto di Agrigento Giuseppe Nuara e di Lilli Cirivello, assistente sociale dell’USSM Palermo. Al dibattito hanno voluto dare il proprio contributo anche i sindaci della rete territoriale: Vincenzo Corbo (Canicattì), Vito Terrana (Campobello di Licata) e Giuseppe Baio (Castrofilippo), i quali hanno ribadito all’unanimità l’importanza di fare “fronte comune” tra Comuni e istituzioni per sostenere la crescita dei più giovani.

Al centro del dibattito, l’apprezzato intervento della psicologa Valentina Zarcaro, che ha guidato la platea in una riflessione profonda sulla gestione della rabbia e sull’importanza dell’alfabetizzazione emotiva come bussola per la crescita collettiva.

Il tema è stato poi sviscerato a 360 gradi durante una tavola rotonda che ha visto dialogare le forze dell’ordine, la scuola e il mondo religioso. Gli interventi del Commissario Capo Gerlando Scimé, del responsabile UEPE Stefano Papà, della dirigente scolastica Rossana Nari, di don Giuseppe Scozzari e di Massimiliano Arena hanno offerto uno spaccato concreto e senza filtri delle sfide educative e sociali che il territorio affronta quotidianamente.

All’evento è intervenuto anche l’onorevole Carmelo Pace, che ha espresso parole di forte elogio per l’iniziativa, sottolineando come questi momenti di confronto siano indispensabili per cementare la coesione sociale e promuovere la cultura della prevenzione.

Il momento più toccante della giornata è arrivato con le testimonianze dirette di Sarra e Giosuè. Con coraggio e autenticità, i due giovani hanno condiviso il proprio vissuto e le proprie fragilità, arrivando dritti al cuore del pubblico presente e trasformando la teoria in emozione pura.

La giornata si è conclusa tra gli applausi e con la netta sensazione che il dialogo e la collaborazione tra istituzioni e comunità non siano solo auspici, ma strumenti concreti per costruire una società più inclusiva.