Prefettura: inaugurata l’istallazione di Alex Caminiti, “Humilitas occidit Superbiam”

Il momento della inaugurazione

Si è tenuta il 4 settembre 2023, alla presenza dell’artista, delle autorità civili e militari, nell’atrio del Palazzo Palazzo del Governo e del Libero Consorzio dei comuni della provincia di Agrigento l’inaugurazione dell’istallazione artistica, opera dello scultore e pittore Alex Caminiti, donata dal collettivo “GAS feat moschetto”. Richiamerà – ha detto il Prefetto Filippo Romano che l’ha voluta –  l’idea del viaggio e della migrazione ai visitatori. Con l’stallazione è stato consegnato anche un ritratto del Caravaggio, eseguito dallo stesso Caminiti, che rappresenta un collegamento ideale con la scultura, nel segno del viaggio (in Sicilia) come fuga. Il ritratto troverà? posto nei saloni di rappresentanza del Palazzo. Dopo il saluto iniziale del Prefetto, dott. Filippo Romano, il critico d’arte Andrea Guastella, ha illustrato l’opera ai presenti.

Il Prefetto Filippo Romano con Alex Caminitij

L’Autore. Tra i piu? significativi esponenti dell’arte contemporanea a livello
internazionale, Alex Caminiti Siciliano, classe 1977), front man del collettivo d’arte indipendente GAS, attraverso dipinti, sculture, performance e video, guarda al bisogno dell’uomo di ritrovare se? stesso nella sua unicità? e complessita?, accogliendo non solo gioie e entusiasmi, ma anche dolori e preoccupazioni, abbracciando ogni aspetto di se? per arrivare a sentire a pieno la propria autenticità? nel respiro infinito di quell’armonia dei contrari che appartiene ad ogni forma di vita presente nell’universo.

Humilitas occidit Superbiam (scheda dell’istallazione di Andrea Guastella).  Caravaggio non giunge in Sicilia in vacanza di piacere, giunge da fuggitivo. La nostra terra è il luogo in cui l’artista perseguitato, braccato come una preda dai tanti suoi nemici, cerca di riprendere respiro per fare ritorno a Roma, da cui è stato cacciato per aver ucciso un uomo. In Sicilia, oltre a realizzare capolavori come la Natività povera di Messina, che inaugura un genere, egli inizia forse ad accumulare quel tesoro di opere, molte delle quali portate a compimento a Napoli poco prima di morire, che avrebbero dovuto consentirgli di riguadagnare i favori della corte pontificia. Da una di queste, il David con la testa di Golia, prende il titolo l’installazione realizzata dal Collettivo Gas per il chiostro della Prefettura di Agrigento; Humilitas occidit Superbiam, l’umiltà sconfigge la superbia, è infatti la scritta che, ridotta in sigla, campeggia sulla spada con cui, in quel dipinto, il giovane Davide ha appena troncato la testa di Golia. Ma il Davide del quadro, come la critica ha appurato con quasi unanime consenso, ha le fattezze del Caravaggio più giovane, quello, per capirci, che siamo abituati a identificare col volto del Bacchino malato, mentre il Caravaggio più avanti negli anni, quello disperso tra la folla nel Martirio di San Matteo di San Luigi dei Francesi, è molto simile alla testa di Golia. E dunque il giovane artista ancora puro, ancora non contaminato dall’orrore dell’omicidio, uccide il vecchio. Il giovane diventa immagine allegorica dell’umiltà, il vecchio della superbia, in un rispecchiamento la cui unica costante è il volto dell’artista. Non a caso, per Agrigento, il Collettivo Gas ha predisposto tre elementi: un ritratto di Caravaggio, esemplato su un pastello di Ottavio Leoni, ora alla Biblioteca Marucelliana di Firenze, notissimo in Italia in quanto un tempo effigiato sulla banconota da centomila lire, e ancora una spada poggiata su una roccia e un’elsa scoperchiata simile a una nave dalla prua puntata verso il mare, il divenire: un “fonte Battesimale”, posto che il Battesimo oltre che con l’acqua si amministra col sangue? Nella creazione artistica, le cose non sono solo quel che sembrano, e il tempo non esiste. Anche la violenza, il peccato possono convertirsi in bene. Anche la durezza del viaggio attraverso cui tanti disperati, come lo fu Caravaggio, approdano sulle nostre coste può farsi figura – stridente, irrisolta e perciò viva – dell’impossibile passaggio dalla morte alla vita.

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