Casa Barbadoro: le esperienze sensoriali con i prodotti della Valle

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Si potranno scoprire le infinite combinazioni con il pistacchio: come pesto sulla pasta o in polvere sul pesce, e perché no, anche sul gelato. Sarà il momento giusto per degustare un Marsala stravecchio con l’enologo o anche riesumare la cucina della nonna, quella in cui non si buttava via nulla, e quindi … polpette, polpette, e ancora polpette.  Insomma, ognuna delle cene a Casa Barbadoro – l’antico casale sotto il Tempio della Concordia che il Parco archeologico della Valle dei Templi, diretto da Roberto Sciarratta, ha restaurato per allestirlo e trasformarlo in un “avamposto” dedicato alla cucina e ai sapori del territorio – sarà un viaggio per odori e sapori in una tradizione antica, nata dalla terra, dalle mani che impastavano, torcevano, tagliavano, raccoglievano. Esperienze di gusto e non solo, cene per appassionati gourmet, per fini conoscitori, ma anche per semplici curiosi o per chi ha voglia dei sapori di una volta rivisitati, approfondendo la conoscenza del territorio agrigentino che tiene ben stretto in sé, ogni passaggio e popolo che lo ha abitato.

Casa Barbadoro (ph.C.P.)

Un progetto presentato alla stampa il 223 agosto e strettamente legato al progetto Diodoros, il “paniere” di prodotti nati e coltivati in aree della Valle dei Templi libere da monumenti e reperti. E alle esperienze di gusto a Casa Barbadoro, si aggiungono le “cene gourmet del venerdì” per sole 80 persone a volta, ideate dal manager Fabio Gulotta, con approfondimenti tematici con esperti ma anche narrazione, storia, conoscenza del territorio e dei suoi prodotti.

“Sono esperienze sensoriali ed olfattive di pregio, il visitatore potrà veramente entrare in contatto con i prodotti della Valle. E queste cene del venerdì saranno un modo per approfondire ancora di più la bellezza dei nostri luoghi” dice il direttore Sciarratta che ha presentato il progetto delle cene gourmet con CoopCulture.

(ph.C.P.)

La prima sarà l’1 settembre dedicata al vino zuccherino che intrigò gli inglesi, quel Marsala che riuscì a cambiare (in meglio) l’economia della costa trapanese: sarà presente Franco Rodriguez, grande esperto e cultore del Marsala, da pochi mesi responsabile AIS Sicilia per la divulgazione storica, culturale e vitivinicola dell’enologia siciliana. Il vino sarà abbinato – anche in maniera inedita e creativa – ai diversi piatti del menu.

L’appuntamento successivo (8 settembre) sarà invece tutto per il pistacchio: Casa Barbadoro ospiterà la presentazione del Fastuca fest, la sagra del pistacchio che si svolge a Raffadali dal 15 al 17 settembre. E ovviamente, se di pistacchio si deve parlare, è anche giusto che finisca nei piatti, in tutti i piatti del menu.

Infine, il 15 settembre ci si dedicherà alle ricette di recupero: in cucina non si butta niente, e allora spazio alle polpette di carne, di pesce, di verdura, e tante altre, recuperando quel filo gustoso che si annoda proprio a Marco Gavio Apicio, considerato il primo chef della storia.

Casa Barbadoro è già un’esperienza, basta varcare la soglia dello spazio dedicato ai prodotti Diodoros e alle eccellenze del territorio, affidato a CoopCulture, concessionario dei servizi aggiuntivi del Parco. Dagli scaffali si affacciano discreti i pesti, le conserve, le confetture, il miele, l’olio e il vino nati nella Valle; e ancora, le erbe aromatiche e le spezie, gli infusi, le polveri, le confezioni di mandorle e pistacchi. Quale miglior souvenir da portare con sé?

Poi, basta prenotare – sul sito www.coopculture.it – e si potrà partecipare a degustazioni e breakfast, cooking e baking class, incontri con i produttori e gli artigiani del gusto. C’è un elenco di experience tutte da scoprire: dalla wine experience dedicata al vino Diodoros prodotto negli storici vigneti della Valle dei templi, alla degustazione abbinata al tipico cuddiruni con le erbe aromatiche e l’olio del Parco; dall’abbinamento di mandorle, pistacchi, miele e marmellate a formaggi freschi o stagionati, olio evo, prodotto dai secolari ulivi della Valle, accompagnato da un crostino di pane con farine di grano coltivato nel Parco, e da un piatto salato, cucinato con materie prime di stagione; alla vera esperienza gastronomica a 360 grandi, un menu dall’antipasto al dolce con tutti i prodotti Diodoros, chiudendo con un dessert di formaggio di capra girgentana, che troverete solo qui, aromatizzato con polvere d’arancia o la cubaita, dolce tradizionale a base di mandorle (raccolte ovviamente nei mandorleti del Parco).

(ph. foto C.P.)

Le esperienze sono disponibili ogni giorno in orari da scegliere sul sito www.coopculture.it, in versione light o plus.

E per chi invece non vuole perdere l’occasione di percorsi corollari alla visita abituale della Valle, ecco pronte le inedite catacombe paleocristiane; magari anticipati o seguiti da una colazione al fresco, sotto la pergola di Casa Barbadoro, ovviamente a base di prodotti Diodoros (ogni sabato mattina fino al 17 settembre).

 

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