Visita Pastorale a S. Margherita di Belice, mons.Damiano: «Non numeri ma persone»

Dopo la comunità di Montevago (12-15 gennaio 2024) che ha dato anche inizio alla Visita pastorale, l’Arcivescovo ha fatto tappa, dal 16 al 18 gennaio,  nella vicina Santa Margherita di Belìce.
“La Visita pastorale del Vescovo nella nostra Comunità – ci dice il parroco, don Tonino Cilia – è stata veramente un momento di grazia. Sin dall’inizio della Visita, cominciata al micronido, ci siamo accorti della “familiarità” che è riuscito a trasmettere a coloro che ha incontrato, ci ha fatto sentire, come ha detto nel saluto finale il rappresentante della Comunità ecclesiale, non numeri ma persone, si è posto in ascolto delle nostre storie, diverse, ma chiamate a fare un cammino insieme. Incontrando i bambini del micronido, alla scuola materna, e quelli della elementare e i ragazzi di scuola media, come ha detto lo stesso don Alessandro, durante l’omelia della Celebrazione eucaristica, li ha guardati negli occhi uno per uno, pensando al futuro di Santa Margherita di Belìce. Si è fatto piccolo con i piccoli – continua don Tonino – interagendo con loro; così anche durante gli altri incontri con il mondo della scuola; particolarmente interessante l’incontro con gli studenti della scuola secondaria. Tante sono state le domande dei ragazzi a cui il vescovo ha prontamente risposto in un colloquio schietto e sereno”.
Durante la Visita non sono mancati gli incontri con le realtà ecclesiali e quelle civili (scuole, amministrazione comunale, genitori e ragazzi della catechesi, gruppi ecclesiali e associazioni, carabinieri, vigili del fuoco, vigili urbani, guardia forestale….).
Fra i tanti don Tonino ricorda come particolarmente inteso quello con gli ospiti della “Comunità della vita” (luogo dove vivono persone che hanno avuto problemi di dipendenza di vario genere. “In tanti dei 25 ospiti – ci racconta don Cilia – hanno parlato della loro vita e delle esperienze vissute. Tutti, al termine, hanno chiesto una benedizione personale e per le loro famiglie. Altrettanto interessante è stato il dialogo con il sindaco Gaspare Viola che ha voluto illustrare la situazione in cui viviamo”.
A mo’ di sintesi, don Cilia cita un passaggio del saluto-ringraziamento finale che la Comunità ha rivolto all’Arcivescovo: “Il nostro – ha letto un rappresentate della comunità – non è un paese ricco e la sua economia è basata principalmente sull’agricoltura e la pastorizia, molte famiglie sono emigrate in cerca di una vita migliore e tante di quelle rimaste fanno fatica a reggere un peso sociale sempre più gravoso per la precarietà del lavoro; i giovani si allontanano sempre di più dalla vita della chiesa e noi, parroco, catechisti, operatori pastorali, fatichiamo non poco per attirarli e coinvolgerli. Anche la nostra comunità, come ha detto bene don Alessandro, il nostro vicario foraneo, nell’incontro che abbiamo avuto con lei a Sciacca, non è perfetta, e non vogliamo presentargliela come tale, manca in tante cose che non sto qui ad elencare, ma è una comunità in cammino che cerca in tutti i modi di stare alla sequela di Gesù, ostacolata anche da quel substrato antievangelico (massonico e mafioso) che purtroppo caratterizza il nostro paese”.
In conclusione, facendosi voce della Comunità, per don Tonino è stata una Visita veloce ma intesa. Il popolo di Dio ha percepito soprattutto la vicinanza dell’Arcidiocesi e del Vescovo, dalla quale purtroppo si sente lontano e non solo per motivi geografici”. In questi giorni ci siamo sentiti una famiglia dove si condivide, si dialoga insieme, ci si incontra e ci si confronta in maniera diretta”.
Insomma – conclude don Tonino – “una esperienza meravigliosa ed edificante per la nostra comunità. Abbiamo iniziato con “l’alba della vita e abbiamo concluso con il tramonto”, testuali parole del Vescovo per dire che la visita – senza trascurare nessuno – ha avuto inizio con i bambini da 0-3 anni e si è conclusa con i gli anziani delle case di cura”.

Carmelo Petrone

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