Cianciana:si è addormentato nel Signore don Francesco Gambino

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padre Gambino (foto da Fb )

Il 16 gennaio 2024, a Cianciana, dove era nato il 10 aprile 1931, all’età di 92 anni e 66 di ministero, si è addormentato nel Signore don Francesco Gambino. 

Era stato ordinato presbitero il 31 maggio 1958 da monsignor Francesco Fasola nella chiesa San Francesco di Assisi di Agrigento. Il suo primo incarico pastorale lo vede vicario cooperatore della parrocchia Santo Spirito di Cattolica Eraclea (1958-59). Dopo un anno negli Stati Uniti, a Chicago (1959-60), presterà il suo servizio come vicario cooperatore della parrocchia SS. Antonio e Vincenzo di Licata. Nel 1960 ritorna nella sua Cianciana, dove presterà interamente il suo ministero presbiterale come primo parroco della costituenda parrocchia S. Antonio di Padova, nella chiesa dell’ex convento dei frati minori riformati, che edifica nelle strutture murarie e spiritualmente e successivamente come parroco con padre Ferraro dell’Unità pastorale di Cianciana (la prima in Diocesi) dal 1987 al 1999.  “Tra le sue opere di apostolato più grande – si legge sulla pagina Fb dell’Unita Pastorale di Cianciana – sicuramente vanno ricordati gli Scout, da lui fondati e seguiti come assistente spirituale: è tornato in Cielo proprio il giorno dell’anniversario di fondazione dell’Agesci. Tra gli incarichi ricoperti nella nostra comunità vanno ricordati anche: assistente spirituale del gruppo RnS, assistente spirituale della Congregazione Maria SS. Addolorata e Gesù Crocifisso, assistente spirituale del gruppo di preghiera di Padre Pio. “Offro le mie sofferenze per la mia gente”, sono state queste le sue parole pochi giorni fa, in occasione di una visita per le festività natalizie”. 

I funerali sono stati celebrati, mercoledì 17 gennaio, nella chiesa madre di Cianciana. A presiederli mons. Ignazio Zambito che ha ceduto l’intervento omiletico a don Giuseppe Carbone, presbitero ciancianese, che si è formato alla scuola di padre Gambino. Rivolgendosi ai tanti fedeli che gremivano la Chiesa madre, unitamente alle autorità civili e militari ha, don Giuseppe,  detto:

“Per noi don Francesco è stato un Pastore, un ministro di Cristo e della Chiesa. Ha spezzato il pane della Parola e dell’Eucarestia, per i piccoli e i grandi. Per tanti anni – ha proseguito don Giuseppe – è stato lui ha celebrare l’Eucarestia da questo altare per i vivi e per i defunti, le sue mani hanno benedetto, consolato, offerto e ringraziato. Ha combattuto la buona battaglia, ha terminato la corsa. Siamo grati al Signore per la sua bella testimonianza di fede e di carità pastorale: ora sono le nostre mani che si uniscono in preghiera per presentarlo a Dio nel cui grembo ogni vita fiorisce”. 

Dando voce anche agli altri presbiteri originari di Cianciana presenti alle esequie, don Giuseppe Pace, don Mario Bellanca, don Mario Di Nolfo e don Gianluca Arcuri, ha detto: “Siamo grati al Signore che ha disposto gli incontri e le tappe decisive della nostra vita con padre Gambino, ma anche con padre Ciaravella e Ferraro, che con il loro esempio e insegnamento hanno contribuito a plasmare il nostro sacerdozio. Nella sua vita Padre Gambino – ha proseguito don Giuseppe – è stato sacramento tangibile del Signore, lo ha amato e lo ha annunciato e nell’ultimo segmento del suo pellegrinaggio terreno è stato sacramento evidente della Passione e Morte di Cristo per la Salvezza del Mondo. Mentre preghiamo per lui – ha detto – ricordiamo con riconoscenza anche la sua presenza nelle scuole: docente per oltre trent’anni. Ricordiamo ancora il suo stile compito, serio, preciso, la sua modestia nelle relazioni da rasentare quasi uno spirito di timidezza e mai di spavalderia di chi pensa di possedere la verità; il suo amore per le cose belle anche esteticamente (i presepi…gli altari di San Giuseppe… gli altari della reposizione ecc.). Ricordiamo la sua presenza costante assidua nella Chiesa del convento dove umilmente accoglieva tutti e si metteva sempre a disposizione per le confessioni e per l’ascolto”. Non è mancato infine il ringraziamento alla sorella Rosa, che come le sorelle di Lazzaro lo ha amato, onorato, accudito e servito. Don Francesco. 

Carmelo Petrone

 

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