Casteltermini, intitolata una piazza a don Emanuele Samaritano

0
250

Il 10 maggio 2024, Casteltermini si è fermata per rendere omaggio a don Emanuele Samaritano a cui è stata intitolata la piazza ex “Nino Bixio”. Il momento è stato preceduto da una breve commemorazione durante la quale hanno preso la parola il sindaco di Casteltermini, Gioacchino Nicastro, Giovanni Cirillo, primo cittadino di Montallegro, comune che ha dato i natali a don Emanuele, il consigliere di Prefettura, Michelangelo Sardo, che ha portato il saluto del Prefetto il quale – ha detto il dott. Sardo – appena saputo che la richiesta d’intitolazione era da quattro anni in attesa di risposta, ha chiesto – allo stesso, originario di Casteltermini – di istruire la pratica perché gli uffici di competenza dessero una risposta alla richiesta avanzata dal Comune. L’autorizzazione prefettizia arriverà il 21 marzo 2024. (leggi qui).  Hanno preso, inoltre, la parola l’Arcivescovo, Alessandro Damiano, che si è soffermato – in un tempo in cui siamo soliti abitare piazze virtuali – sul valore sociale e relazionale di una piazza per una comunità; il presidente del Consiglio Comunale, invece, visibilmente commosso, ha ricordato, strappando qualche lacrima ai presenti, l’attenzione che padre Samaritano gli ha riservato quando, ancora ragazzo, era rimasto orfano di padre. Infine la sorella di don Emanuele, a nome della famiglia, ha ringraziato i presenti per l’attenzione riservata al fratello mentre il vice sindaco, Alessandra Palmeri, ha illustrato ai presenti il lungo iter che ha portato alla  intitolazione, un giusto riconoscimento – ha detto – per gli oltre 50 anni di ministero a Casteltermini, che hanno lasciato un segno soprattutto nel cuore di tantissimi giovani dell’Oratorio don Bosco a cui ha dedicato la vita, facendosi compagno di strada dei “suoi ragazzi” oggi adulti. E sono stati proprio i piccoli dell’oratorio a scoprire la targa che intitola a “don Emanuele Samaritano” una delle piazze più frequentate del comune montano (vedi qui il video) e cuore di quella porzione di territorio nel quale ha operato.

Il momento dello svelamento della targa

Successivamente, nella vicina chiesa parrocchiale Maria Ausiliatrice, prima della Celebrazione eucaristica, è stato proiettato un video con testimonianze di castelterminesi ed Enzo Di Bernardo, biografo di don Emanuele (leggi qui) ne ha tracciato un profilo dell’uomo, del docente del prete. Ogni persona che attraverserà quella piazza – ha detto – leggendo il nome che la identifica, non potrà mai più non ricordare un sacerdote davvero unico nel suo genere che ha speso l’intera sua esistenza per i bambini e per i ragazzi, da lui profondamente amati, difesi ed avviati nei più disparati ambiti della società. Ma ancora per Enzo Di Bennardo l’intitolazione è una esplicita forma di riconoscenza per un uomo che ha lasciato un’impronta nella storia di Casteltermini. Nell’ambito sociale in cui ha operato, padre Samaritano è stato un grande innovatore, un vero rivoluzionario capace di sovvertire il secolare immobilismo con un esemplare programma che ha perfettamente coniugato la vita spirituale e l’attività sportiva.  Egli ha portato idee e dinamismo in un contesto storicamente fossilizzato. Ha generato altresì una innovativa spiritualità che ha trasferito dalla Chiesa ai campi di calcio e per le strade calamitando tutti, dai più piccoli ai più grandi. L’Arcivescovo Alessandro nell’omelia ha messo in rilievo la spiritualità salesiana che ha animato l’azione di don Emanuele secondo la formula dell’ umanesimo educativo di don Bosco di formare «Buoni cristiani e onesti cittadini» Ai presenti ha detto che il miglior modo per onorare questo prete illustre di Casteltermini è continuare la sua opera con la stessa passione e impegno che per 50 anni ha profuso per la formazione umana e cristiana dei giovani, attraverso le attività dell’oratorio che ha voluto unitamente alla Chiesa di Maria SS Ausiliatrice. Progetti da lui portati a termine tra mille traversie e ostacoli da superare. Ma, come è stato detto, il suo lascito più importante non è stato certo la sua eredità materiale, ma la sua eredità spirituale; per tanti il “don Bosco di Casteltermini”.

Correlati:

donazioni

Sostieni L'Amico del popolo

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare L'Amico del Popolo a crescere con una micro donazione.