Festa della Repubblica, prefetto Romano: “Unità nella diversità”

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 Anche nella provincia di Agrigento, venerdì, 2 giugno 2023, si sono svolte le celebrazioni del 77° anniversario della Fondazione della Repubblica.La cerimonia militare, organizzata dalla Prefettura, con la collaborazione del Comando provinciale dei Carabinieri e del Comune di Agrigento, ha avuto luogo in Piazza Vittorio Emanuele, luogo centrale della città dove insistono gli Uffici della Prefettura, della Questura, del Comando provinciale dei Carabinieri, dell’ex Provincia Regionale e delle Poste Italiane. La stessa è stata preceduta dalla marcia della Fanfara dei Bersaglieri e da una sfilata militare e della Polizia di Stato che è partita da Piazza Municipio percorrendo tutta la Via Atenea fino a Piazza Vittorio Emanuele, dove è avvenuto lo schieramento dei Reparti. Oltre alle rappresentanze delle Forze Armate e delle Forze di Polizia, erano presenti le più alte Autorità civili e militari della provincia.

Dopo la cerimonia dell’alzabandiera e l’esecuzione dell’Inno di Mameli, uno studente del Liceo Classico ha dato lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, (qui) e il Prefetto, Filippo Romano è intervenuto con un breve discorso rivolto alle Autorità e alla cittadinanza, durante il quale ha messo in risalto l’unità della Repubblica nella diversità. “È importante sottolineare – ha detto – come la Repubblica italiana sia nata dal voto di tutti; ricordarlo è importante in un tempo in cui si pongono in discussioni concetti come unità, patria, perché ci sembrano termini vecchi. I concetti di comunità, Stato, patria – ha proseguito – non eliminano le differenze individuali non appiattiscono le diversità territoriali non annullano l’individualità, anzi la esaltano e l’arricchiscono. L’Italia è il Paese dei mille campanili eppure ha un’immagine internazionale unica; è il Paese fra i più ricchi al mondo per varietà territoriali, il paese dove ogni comune ha il suo dialetto la sua specialità culinaria… tutto ciò si riconosce in una unità, quella dello Stato, che non è una istituzione fredda e lontana dal cittadino”.Citando Falcone, il Prefetto Dalla Chiesa, ed il messaggio del Presidente Mattarella ha detto che “la  nostra comunità quando è unita riesce ad affrontare le sfide più dure”, tra le tante ha indicato la mafia, il fenomeno migratorio la guerra. Il prefetto Romano ha voluto concludere il suo intervento con un l’esempio di unità nella diversità citando il riconoscimento di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025; lo ha ottenuto – ha concluso, quasi volendo indicare ai presenti un metodo e un sentiero.  – facendo leva sulla ricchezza e le differenze territoriali dei 43 comuni della provincia di Agrigento, da Licata a Menfi, da Lampedusa ad Agrigento, non come comuni isolati. In tal senso ha additato la proposta del sindaco Miccichè di di volere “nominare”, nel 2025, ognuno dei 43 comuni della provincia, per una settimana  “capitale della cultura”, una proposta che esprime,  ha detto, l’idea dell’unità che la somma di tante diversità. “Sgorghi – ha concluso – in noi l’orgoglio di essere italiani”.

(ph. C.P.)

Successivamente, presso l’atrio del Palazzo del Governo, si è tenuta la cerimonia di consegna dei Diplomi delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana all’Assistente Capo Coordinatore della Polizia Dott. Alfonso Imbrò consegnata dal Questore di Agrigento e alla Sig.ra Calogera Piazza, volontaria socio-sanitaria dell’organizzazione  Cittadinanzattiva APS consegnata dal Prefetto di Agrigento. Sono state consegnate anche delle medaglie d’onore concesse dal Capo dello Stato alla memoria di due cittadini di questa provincia deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra: Antonio Delizia di Licata e Angelo Merulla di Canicattì.

L’evento è stato arricchito da momenti musicali eseguiti dagli alunni del Liceo Classico e Musicale “Empedocle” di Agrigento e da alcune letture di testi effettuate sempre dagli alunni che hanno introdotto l’intervento dell’attore agrigentino Gaetano Aronica che ha interpretato un documento riguardante un carteggio della Prefettura custodito presso l’Archivio di Stato sulle elezioni del 2 giugno 1946. Nel corso della cerimonia alcuni alunni del CPIA hanno eseguito un dialogo sul significato della democrazia.

Al termine della cerimonia, che è stata particolarmente apprezzata dalla cittadinanza, i ragazzi dell’Associazione Famiglie Persone Down di Agrigento hanno servito una torta a tema sulla Festa della Repubblica preparata dagli stessi ragazzi a cui il Prefetto ha consegnato gli attestati di partecipazione.

 

 

 

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